ombra pergola glicine
Per avere ombra in giardino, una pergola con il glicine è ottima.
In estate è fondamentale riuscire a creare angoli d'ombra in giardino. Ecco tutti i sistemi, artificiali o con le piante, per realizzarli

In ordine alfabetico, tutti i sistemi, naturali o artificiali, per creare angoli ombrosi nel vostro giardino.

Alberi: l’ombra più salubre in assoluto, perché il fogliame scherma i raggi e respinge il calore, alleviandolo anche attraverso la traspirazione fogliare, e al tempo stesso lascia passare eventuali refoli d’aria che spezzano la cappa d’afa di certe giornate estive. Le piante migliori sono latifoglie caducifoglie, dalle lamine leggere e pronte a stormire con la corrente, ma al tempo stesso sufficientemente ampie per proteggere dal sole; inoltre l’assenza di chioma da novembre ad aprile permette di beneficiare del sole e della sua azione riscaldante nei mesi freddi. Le sempreverdi invece hanno in genere foglie pesanti e piuttosto piccole, meno adatte allo scopo; inoltre ombreggiando anche d’inverno quando non è gradito. Le conifere esibiscono chiome ridotte e compatte, poco schermanti come gli abeti, i cedri e i cipressi, oppure ampie ma troppo rade come i pini; anch’esse tolgono il sole d’inverno. Ecco la scelta delle specie.

ombra betulla
La betulla è un perfetto albero da ombra.
  • Dovendo piantare uno o più alberi con funzione di ombreggiamento estivo, necessariamente latifoglie caducifoglie, nel Nord e nel Centro i migliori sono tiglio, catalpa, paulonia, davidia, liriodendro, castagno, gelso, ippocastano, liquidambar, ontani, pioppo bianco, platano, quercia rossa, bagolaro.
  • Sulle Alpi optate per aceri platanoide e pseudoplatano, sorbo montano e ciavardello, betulle, ciliegio, noce, salicone.
  • Nel Sud scegliete la jacaranda, gli eucalipti, la Koelreuteria, l’olivo di Boemia, il Brachychiton e, tra i sempreverdi, lecci, sughere e carrubi (tutti però a crescita lenta), palma delle Canarie, arancio, ficus.

Berceaux: termine francese che il Vocabolario on-line Treccani definisce come “Tipo di chiosco o pergolato da giardino con armatura in genere di profilo curvilineo, rivestito da rampicanti ornamentali (talora, spec. in passato, italianizzato in bersò)”. In pratica è una lunga pergola che protegge un vialetto di passaggio, oppure un singolo gazebo circolare (chiosco) che funge da zona relax. In entrambi i casi ha struttura in ferro battuto, leggera nelle forme e aperta, classicamente rivestita da rose rampicanti. Molto diffuso nei giardini dei ricchi di fine ’800-inizio ’900 in Gran Bretagna, Francia, Germania e Nord Italia.

ombra berceaux giardino
Un berceaux in giardino offre molta ombra.

Copertura: l’elemento ombreggiante di pergole e gazebo. Può essere in dotazione al manufatto, a scelta in materiali come tegole, tela, plastica (la più economica, ma d’estate crea un forno) ecc., oppure può essere creata con piante rampicanti (vedi Rampicanti). La decisione dipende dai gusti e dall’uso: avere un “tetto” di fiori è piacevole solo se non soggiornate troppo sotto il gazebo, perché la copertura non è uniforme, lascia cadere petali, foglie, residui vari e insetti e, se la pianta è caducifoglia, d’inverno si denuda la struttura. Per un utilizzo quotidiano, in zone poco piovose è ideale il cannicciato (arelle), da sostituire ogni anno: è abbinabile alle rampicanti e lascia filtrare qualche piacevole raggio di luce. Se vivete il gazebo di sera, optate per una copertura in tela di cotone o di fibra acrilica, che di giorno però riflette molto la luce: scegliete un colore neutro che non sia il bianco (accentua i riflessi). Godere dello spazio coperto in ogni ora e stagione è possibile solo con il policarbonato, che ripara anche dalla pioggia grazie ai teli laterali: essendo un telo di plastica, l’aspetto non è bello, né è mascherabile con piante, che muoiono al contatto con la plastica; per ridurre l’impatto, schermate la parte inferiore della copertura con tela di cotone in una tinta pastello. Infine c’è il legno rivestito con tegole canadesi, oppure tegole e coppi classici, che trasformano la struttura in un vero e proprio portico sempre godibile.

Domotica: tecnologia avanzata che permette, una volta installate le strutture ombreggianti, di gestirle anche dall’interno dell’appartamento con un radiocomando, oppure via pc, smartphone o tablet anche “in remoto”, cioè da un altro luogo, oppure di impostare una gestione standard in base agli orari e abitudini, eventualmente coadiuvata da sensori esterni per il meteo. Si possono gestire per es. le tende, le tapparelle e i frangisole, movimentandoli manualmente da dentro casa (es. all’alba e al tramonto) o impostando sulla centralina di controllo gli orari di apertura e chiusura validi ogni giorno; questi possono essere integrati dai sensori di vento e/o di pioggia, che possono chiudere in automatico tende e tapparelle; infine con il pc o un’app mobile potete dare voi i comandi di apertura e chiusura dall’ufficio o dal supermercato, se vedete che il meteo volge all’uragano: permette anche di abbassare la tenda durante la pausa pranzo in ufficio, se casa vostra è rivolta al tramonto e rischiate altrimenti di cenare in un forno…

Ferro battuto: il ferro battuto zincato è un materiale classico per berceaux, chioschi, gazebo e pergolati, perché è inattaccabile dalla ruggine e dagli agenti atmosferici, e praticamente non necessita di interventi di manutenzione. Generalmente viene lavorato con volute e riccioli ed elaborato con decori o placche; i colori più diffusi sono il nero, il crema e il verde bosco. Può essere lavorato su misura e disegno del committente da un esperto artigiano, oppure va a costituire strutture standard reperibili in commercio già pronte. Si armonizza soprattutto all’ambiente urbano o alle dimore in stile con giardino all’inglese o naturalistico.

Frangisole: moduli composti da sottili lamelle in alluminio (evoluzione minimal e più elegante delle vecchie, ingombranti e poco funzionali “veneziane”), che coprono solo la luce del vetro della finestra, e che si aprono per schermare i raggi solari. Possono essere compresi nell’intercapedine dei vetri termici oppure esterni, applicati sul lato interno della finestra, fissati in alto come le tende a pacchetto. Si possono calare e aprire (e viceversa) manualmente oppure mediante sistemi domotici a orari fissi preimpostati o tramite remoto; esistono anche modelli a comando solare. Alcuni modelli possono fungere anche da oscurante totale, sostituendo così le tapparelle. Tutti consentono di schermare bene i raggi solari riducendo il calore che penetra negli ambienti domestici. Sono disponibili per ogni tipo e dimensione di finestre o porte finestre.

Gazebo o chiosco: singola struttura isolata, di forma circolare, quadrata o rettangolare, in ferro battuto, legno, alluminio o plastica, per lo più fissata stabilmente al terreno mediante pali d’acciaio e gettata di cemento (ma quella in plastica può essere semplicemente agganciata a picchetti infissi nel suolo), dotata di una copertura e destinata a ospitare l’angolo relax, con tavoli, sedie, divano, poltrone ecc. È preferibile che, trattandosi di un elemento fisso, sia dotato di pavimentazione, in pietra, legno, piastrelle antigelive e antisdrucciolo o resina per esterni. L’ancoraggio al suolo è tanto più necessario quanto più la struttura è leggera (es. plastica) e ha una copertura continua (es. tela o plastica) che diventa una vela in caso di vento forte. Ancoraggio e montaggio richiedono personale esperto. Attenzione: indipendentemente dalle caratteristiche del manufatto, la legge lo considera “aumento di superficie non residenziale”, ma ogni Comune ha emanato un proprio Regolamento tecnico. Quindi dovete informarvi, prima dell’acquisto, se necessiti di autorizzazione comunale (se è una struttura precaria da smontare in inverno), di concessione edilizia (se è fissa nel tempo) e, se va messo sul vostro terrazzo nel condominio o nel vostro giardino all’interno di un complesso residenziale, se abbisogni di autorizzazione comunale, condominiale ed eventuale perizia sulla portata della soletta se è in legno o ferro.

ombra gazebo bignonia
Il gazebo viene ombreggiato dalla bignonia.

Legno: si utilizza in genere quello di conifere (pino, abete e larice), robusto ed economico, per gazebo e pergole sia di sapore rustico adatti alla campagna, sia di tipo elegante o di design per la città. In ambienti molto umidi ha bisogno di maggiori cure per rimanere gradevole: ogni anno va cartato e verniciato con l’apposito impregnante antimuffa, altrimenti si scrosta e diventa opaco, soprattutto nelle zone marine. Questa manutenzione si effettua ogni 4-5 anni nelle zone più asciutte.

Nebulizzatore da giardino: apparecchio dotato di uno stelo che sorregge un erogatore di acqua nebulizzata. Si può collocare sul bordo di gazebo, berceaux e pergole, rivolto verso l’interno, per beneficiare di una nebbiolina refrigerante durante i momenti più caldi. Va collegato alla rete idrica e ancorato saldamente al suolo (modello autoportante), oppure al muro o alla pergola (in questo caso cavi e tubi rimangono a vista o vengono protetti entro un’apposita tubazione). Non si smonta a fine stagione, ma va protetto dalle intemperie con l’apposito cappuccio. Si programma facilmente attraverso la centralina di controllo.

Ombrellone: oggetto per ripararsi dal sole (e dagli acquazzoni) la cui gamma oggi è pressoché infinita. Da giardino o da terrazzo e perfino da balcone, piccolo o enorme per accogliere un intero salotto. Fisso (deve essere molto robusto) o mobile (deve essere leggero e facilmente smontabile). Con basamento in plastica da riempire con acqua (solo ombrelloni piccoli), in pietra o cemento, acquistabile separatamente (attenzione che abbia l’innesto compatibile e sia sufficiente a reggere il peso). Con stelo centrale o braccio laterale (più ingombrante) fisso o a sospensione, in legno, alluminio, ferro, acciaio, o anche con due bracci. Circolare, quadrato, rettangolare, esagonale ecc. Con sollevamento manuale per scorrimento o a manovella, oppure automatizzato a pulsante o con telecomando. Con copertura in tela o plastica, dotata o meno di camino e di teli scesi, impermeabile e resistente ai raggi UV, in decine di colori, spesso sostituibile se si rovina; si può anche far realizzare su misura; esistono anche le fodere per il rimessaggio. Coordinato alla linea di arredo outdoor o del tutto svincolato. I modelli meno economici sono i più robusti e duraturi. Informatevi bene sulle dimensioni della raggiera e sullo spazio occupato dall'intera struttura; sulle modalità di fissaggio al terreno o alla base e sulla messa in sicurezza della struttura, che deve garantire la massima stabilità; sulla disponibilità del servizio di trasporto e montaggio a opera del punto vendita; sulla manutenzione da apportare; sulla garanzia e sull’assistenza da parte del punto vendita e dell’azienda produttrice.

Pergola: struttura addossata alla muratura, di cui rappresenta un prolungamento esterno, oppure a se stante e allungata a coprire un vialetto di camminamento (pergolato). Classicamente è in ferro battuto, ma anche in legno; se è in alluminio generalmente è verandabile, cioè dotata di pareti scorrevoli su binario, in plastica o in vetro, che rimangono aperte durante la bella stagione e richiuse in inverno. Si realizza anche con colonne prefabbricate in pietra o cemento pronte per il montaggio, oppure su misura con pilastri in pietre o mattoni e copertura in travi di legno o arcate metalliche. Esistono anche pergole in kit di montaggio, che richiedono manualità ed esperienza; i modelli addossati sono più complessi da montare rispetto a quelli autoportanti. Vale quanto indicato alla voce Gazebo.

Rampicanti: circondare con piante berceaux, pergole e gazebo privi di copertura è bello e possibile, ma richiede un discreto lavoro di manutenzione, soprattutto all’inizio, per dirigere e legare i tralci alla struttura, incrociandoli fra loro per riempire uniformemente la superficie, senza lasciare zone spoglie; in inverno la potatura deve stimolare la produzione di nuovi, vigorosi getti primaverili; in estate la richiesta d’acqua sarà sempre notevole; il concime non deve mancare. Se la struttura richiede una manutenzione straordinaria (es. gazebo in legno), da effettuare in inverno, le piante vanno potate drasticamente e il lavoro ricomincia da capo. Per una vegetazione più folta è bene che le piante vivano in piena terra e non in fioriere o vasche. Ecco le specie consigliate.

  • Su berceaux, gazebo e pergole si possono far arrampicare piante sempreverdi o spoglianti, che garantiscano la copertura, anche mescolate fra loro, scelte secondo la zona geografica e l’esposizione.
  • Tra le sempreverdi, l’edera rimane aderente alla struttura portante e garantisce una copertura folta; il rincospermo al Nord e il gelsomino al Sud inondano la zona di profumo durante la fioritura.
  • Fra le caducifoglie (che lasciano scoperta la struttura d’inverno) le rose rampicanti e rifiorenti sono molto decorative, ma non riempiono tutti gli spazi e lasciano filtrare il sole, anche quelle vigorose: inadatte se la struttura viene usata molto di giorno. La vite americana e quella da uva (es. uva fragola) regalano lo spettacolare arrossamento del fogliame in autunno e, la seconda, anche i grappoli; il kiwi (actinidia) produce i frutti in novembre, se c’è un esemplare maschio e alcuni femmina. Il glicine e la bignonia (Campsis) sono piante robuste e rapide nella crescita, ma hanno bisogno di palerie in legno massiccio o ferro battuto, perché il peso con foglie e fiori può piegare gli altri sostegni. Il caprifoglio e il poligono sono adatti a piccole strutture: formano un cespuglio alto ma allungano poco i rami. La clematide non copre a sufficienza e va associata ad altre piante.
  • Nel Sud va bene Tecoma stans, simile alla bignonia ma con una spettacolare e abbondante fioritura giallo oro e con uno sviluppo meno vigoroso che consente l’appoggio anche su palerie d’alluminio. La buganvillea, dai bellissimi “fiori” viola o in altre tinte, è sarmentosa: i tralci vanno continuamente indirizzati e legati ai sostegni. La passiflora si arrampica da sola, produce i caratteristici “fiori della passione” cui seguono i piccoli frutti arancioni, commestibili.

Sole: se la pergola o il gazebo deve proteggere dal sole, va posta sul lato sud. Tenete presente, però, che in giugno-luglio, intorno al mezzogiorno, i raggi solari entreranno sotto la pergola nonostante la copertura superiore; solo in fondo a strutture molto ampie il sole non riuscirà ad arrivare. Per ovviare all’inconveniente, è preferibile che nelle vicinanze vi siano anche alberi o arbusti che proiettino almeno in parte la loro ombra sulla struttura.

Tenda: ben ancorata al muro dell’edificio, può essere diritta o a capottina, ad apertura e chiusura manuale oppure automatizzata a pulsante o radiocomandata o governata da sistemi domotici. Quanto più è grande, tanto più l’ancoraggio deve essere stabile, ed è preferibile sia munita di sensore di vento, per potersi chiudere autonomamente evitando danni. in un condominio, deve uniformarsi all’estetica dello stabile ed è soggetta ad autorizzazione assembleare. In tela o in plastica, deve essere resistente agli agenti atmosferici e ai raggi UV. Se avete piante sul terrazzo o balcone, deve venire chiusa nelle ore notturne, per dar modo ai vegetali di traspirare.

Teli ombreggianti: servono per le piante più delicate, quelle che non tollerano i potenti raggi estivi, nei mesi tra giugno e agosto. Si tratta di teli in maglia plastica leggera, di colore verde o nero, che schermano la maggior parte dei raggi, lasciandone filtrare qualcuno tra le maglie. Vanno fissate saldamente a paletti ben ancorati al suolo, a un’altezza almeno doppia rispetto alle piante da ombreggiare.

Vetri termici: i moderni vetri a doppia o tripla camera con profilati altamente isolanti contengono all’interno camere d’aria stratificate che isolano la casa dalle temperature esterne, sia basse sia alte. Se abbinati a frangisole, sono in grado di mantenere la temperatura interna di alcuni gradi più bassa rispetto a quella esterna anche in piena estate. I vetri sono inoltre temperati, spessi diversi millimetri e montati a più strati, per accrescere l’isolamento termico degli infissi anche nella loro superficie trasparente.

 

Come creare un po’ d’ombra in giardino - Ultima modifica: 2020-06-11T07:52:18+02:00 da Elena Tibiletti