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Una paulonia (Paulownia tomentosa) sulla Riviera ligure, in piena fioritura a fine aprile.
Paulonia e jacaranda sono due alberi, adatti rispettivamente al Nord e al Sud, che in primavera fioriscono in color viola ametista. Ecco come coltivarli

Paulonia (Paulownia tomentosa) e jacaranda (Jacaranda mimosifolia) sono due alberi, rispettivamente per il Nord-Centro Italia, e per il Sud, che tra marzo e maggio quando fioriscono lasciano a bocca aperta l’osservatore: i numerosi rami si coprono di fiori color viola glicine, raccolti in infiorescenze compatte, trasformando l’albero in una nuvola ametistina di grande impatto scenografico, un perfetto punto focale solitario in giardino.

Tutto sulla paulonia

La paulonia, originaria della Cina e arrivata in Europa nella prima metà del XIX secolo, è un grazioso albero (massimo 20 m d’altezza) dal tronco spesso inclinato, fittamente ramificato, con la chioma espansa orizzontalmente. Ha enormi (lamina fino a 35 cm, picciolo fino a 10 cm) foglie cuoriformi (a volte con tre lobi poco incisi) uniformemente pelose. In marzo-aprile produce sui rami nudi grandi (fino a 15 cm di lunghezza) pannocchie apicali ed erette di fiori (lunghi fino a 6 cm) a forma di tromba, viola o lilla, profumati: sono grandi infiorescenze a candelabro (simili a quelle dell’ippocastano).

Ci sono parecchi buoni motivi per piantare una o più paulonie in giardino: la crescita veloce, le grandi foglie che la fanno assomigliare a un albero tropicale, l’ombra fitta durante l’estate, la fioritura in uno splendido color ametista, la buona resistenza al freddo e all’inquinamento, la struttura interessante anche durante l’inverno.

L’albero è bello anche senza fiori: in inverno, privo di foglie, offre una struttura aggraziata e simmetrica; in primavera e in estate è coperto da grandi foglie a forma di cuore, leggermente vellutate.

Ha una crescita vigorosa e necessita di ampio spazio, pensando alle dimensioni definitive della pianta. La potatura per contenerne dimensioni troppo espanse rispetto all’esigenza è decisamente sconsigliata perché sacrifica la fioritura per almeno 1-2 anni; la pianta tuttavia le sopporta bene. Tollera il freddo e il caldo, l’inquinamento urbano e le situazioni più infelici, a eccezione dei geli prolungati e tardivi, che penalizzano la fioritura, e dei luoghi ventosi, dove le grandi foglie morbide si lacerano irrimediabilmente. Si adatta a qualunque terreno (meglio se fertile e fresco) purché sia ben drenato. Le radici, infatti, devono essere libere di esplorare il terreno, cosa impossibile se è troppo compatto o se tende ai ristagni idrici. Preferisce l’esposizione al sole per fiorire in abbondanza o tutt’al più a mezz’ombra, e una posizione riparata dal vento, che rischia di danneggiare le morbide foglie. Al momento dell’impianto bisogna installare un robusto tutore, da eliminare dopo il terzo anno dall’impianto. Innaffiate molto nel primo anno dopo la messa a dimora per favorire una corretta radicazione in profondità. La concimazione è necessaria per ottenere una buona fioritura: utilizzate letame maturo in autunno e un po’ di concime granulare ad alto tenore di potassio a lenta cessione in primavera.

La crescita è rapidissima: un astone di 2 anni è alto 4-5 m. Arriverà a 15 m d’altezza e 8 di diametro: non è un albero adatto a piccoli giardini, ma solo a grandi spazi verdi; deve inoltre distare almeno 10 m dagli edifici perché l’apparato radicale si estende in larghezza più che in profondità. La pianta vive 150-200 anni.

Tutto sulla jacaranda

La jacaranda, o falso palissandro, è originaria di Argentina e Brasile, dove tocca i 20 m d’altezza, mentre da noi arriva a un massimo di 12 m. Ha portamento eretto, tronco diritto, chioma densa e tondeggiante, larga quanto l’altezza dell’albero. Le foglie composte e bipennate, sono molto grandi, formate da foglioline simili a quelle della mimosa, di colore verde brillante. In maggio produce moltissime pannocchie apicali, lunghe fino a 16 cm, costituite da fiori a trombetta, lunghi 5-6 cm, di colore blu-viola, che donano alla pianta un aspetto molto decorativo; in ottobre si può avere una piccola rifioritura.

È adatta alle zone mediterranee: non teme temperature vicine a 0 °C, ma lunghi periodi sotto lo zero rovinano gli apici dei rami, che vanno poi potati penalizzando la fioritura dell’anno; nei primi tre anni dall’impianto è bene coprire l’esemplare con teli di non tessuto.

Preferisce posizioni ben soleggiate su terreni fertili, sciolti e molto ben drenati; teme i suoli molto umidi o compatti. Le annaffiature sono necessarie su piante giovani oppure in caso di lunghi periodi secchi. In autunno e primavera va concimata con un prodotto organico. Non ama le potature.

(Tratto da "Le piante delle Meraviglie" di Elena Tibiletti, Giardinaggio n. 1, 2015)

Paulonia e jacaranda: alberi delle ametiste - Ultima modifica: 2011-06-16T12:20:00+00:00 da Redazione GI