Lavanda, dalla cucina ai rimedi naturali

La profumatissima lavanda è ricca di proprietà benefiche (fra tutte, è antiansia) e si può utilizzare in erboristeria, in cosmesi, in cucina e nell'armadio!

Dopo aver visto come si coltiva la lavanda, ora vediamo come utilizzarla in cucina e in erboristeria.

Quando raccogliere la lavanda

Il tempo balsamico giusto per la raccolta si verifica quando le spighe fiorali sono già perfettamente formate ma i minuscoli fiori non si sono ancora aperti: a seconda dell’andamento stagionale e delle varietà, tra maggio e agosto. Si recidono con le cesoie, circa a metà lunghezza, i rametti con foglie e bocci, e si appoggiano in un cestino di vimini.

Come conservare la lavanda

I rametti si legano alla base e si appendono a testa in giù in un luogo aerato e ombreggiato. Quando sono ben secchi, si staccano foglie e spighe e si conservano in vasi di vetro, ben chiusi per non disperdere l’aroma.

Lavanda, le proprietà benefiche

L’olio essenziale ha proprietà quasi miracolose: è antisettico (durante la seconda guerra mondiale veniva usato come disinfettante, in mancanza d’altro), antispasmodico, cicatrizzante, diuretico, sudorifero, sedativo, ansiolitico.

Fra i piccoli disturbi che lenisce, placa il mal di testa, calma l’ansia, allevia i raffreddori allergici, aiuta il fegato e tonifica tutto l’organismo.

lavanda
Fiori e foglie di lavanda si impiegano in cucina e in erboristeria.

Lavanda: ricette naturali per piccoli problemi

Olio alla lavanda, disinfettante, emolliente, cicatrizzante, contro dolori reumatici, contusioni e prurito da punture d’insetto: in una bottiglia a chiusura ermetica mettere 50 g di fiori secchi, 1 l di olio extravergine d’oliva non troppo profumato e un cucchiaio di aceto di vino bianco; agitare forte e porre al sole per almeno due settimane. L’olio è pronto quando il profumo della lavanda rimane a lungo sulla pelle. Se ne usano alcune gocce su un batuffolo di ovatta, all’occorrenza.

Infuso antiansia: infondere 40 g di fiori secchi per 20 minuti in 1 l d'acqua bollente, filtrare, lasciare intiepidire, addolcire con un cucchiaino di miele di tiglio, bere una tazza all’occorrenza (max 4 tazze al giorno).

Impacchi contro il mal di testa: infondere 10 g di fiori secchi in una tazza d’acqua bollente fino a raffreddamento, filtrare e applicare sulla fronte o sulle tempie compresse imbevute dell’infuso.

Utilizzare la lavanda in cosmesi

Nell’acqua del bagno cancella la stanchezza di una giornata di lavoro (fate bollire per 10 minuti 100 g di fiori in due litri d’acqua, filtrate e versate nella vasca).

Nel pediluvio (metà dose di fiori rispetto alla ricetta precedente) dà sollievo ai piedi gonfi e doloranti.

Ammorbidisce i capelli (fate il risciacquo finale dopo lo shampoo con 1,5 l d’acqua nella quale avete bollito 50 g di fiori).

Rassoda la pelle e attenua le rughe (applicate giornalmente compresse tiepide imbevute dell’infuso preparato con 60 g di fiori in un litro d’acqua bollente).

Lavanda, come si usa in cucina

Oggi si utilizzano solo i fiori della lavanda, ma in passato anche le foglie venivano impiegate (parsimoniosamente, perché sono molto profumate) per aromatizzare minestre e stufati.

I fiori mescolati allo zucchero lo aromatizzano, così come l’aceto (si usa per l’insalata o per la marinata di pesce). Fra gli impieghi coreografici, provate a racchiudere i fiori nei cubetti di ghiaccio o nella gelatina degli aspic di verdure.

La lavanda per la biancheria

La lavanda è la regina dell'armadio perché, oltre a entrare nei cuscinetti di erbe e nei pot-pourrì, è anche un potente antitarme che sostituisce, profumando, la naftalina.

Per preparare i sacchetti profumati potete utilizzare anche i fiori verso la fine della fioritura: saranno un po' meno profumati, ma non perderete lo spettacolo!

Curiosità sulla lavanda

Fin dall’antichità, la lavanda è stata sfruttata per il profumo, ma solo nel XIX secolo è iniziata la coltivazione su scala industriale; le varietà più pregiate si trovano a Grasse (in Francia, la capitale mondiale del profumo), nel Surrey e a Norfolk (in Inghilterra) e nel Chianti (Toscana).

Per distillazione se ne estrae l’olio essenziale, che viene impiegato nell’industria profumiera e cosmetica: famosa è l’acqua di lavanda, una colonia leggera. I saponi e i profumi di bassa qualità utilizzano invece l’essenza ricavata da varietà ibride, i cosiddetti “lavandini”.

Nel Medioevo l’insonnia si combatteva dormendo su un cuscino imbottito di fiori. Arrivò in America grazie ai Padri Pellegrini che la portarono con loro per profumare la biancheria. Negli anni bui dell’Inquisizione, veniva coltivata per proteggersi dalle streghe e dal malocchio.

Nel Rinascimento serviva ad allontanare la peste, perché era uno dei componenti (assieme a timo, salvia, rosmarino, aglio, ruta e canfora) dell'aceto dei quattro ladroni, una mistura con cui si disinfettavano coloro che depredavano le case degli appestati e gli stessi cadaveri, risultando, grazie a essa, immuni dal contagio.

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25885 - Ultima modifica: 2019-03-15T13:59:25+00:00 da Elena Tibiletti
Lavanda, dalla cucina ai rimedi naturali - Ultima modifica: 2019-04-10T13:51:22+00:00 da Elena Tibiletti