In settembre il giardino si sta riprendendo e preparando a dare il meglio per fiori, frutti e colori. Ecco cosa fare nel giardino di pianura, roseto, tappeto erboso e laghetto

Durante il mese di settembre il giardino sta riacquistando fiori e colori, insieme con eventuali frutti e bacche: i lavori meno intensi permettono di goderselo. I giardini di pianura riprendono le fioriture che si affiancano agli arbusti con i frutti. Il roseto sta ricominciando a sbocciare. Il prato, anche il più debilitato, con le prime piogge riprende a crescere. Nel laghetto le temperature più basse restituiscono vitalità ai pesci.

Giardino in settembre: i lavori da fare in pianura

  • Continuate a bagnare con regolarità le aiuole fiorite, e gli alberi e gli arbusti messi a dimora dall’autunno scorso, regolandovi in base a quanta pioggia cade dal cielo.
  • L’impianto automatico d’irrigazione nel Nord Italia gradualmente va riprogrammato su uno-due interventi da eseguirsi all’alba. Nel Sud Italia invece vige ancora l’irrigazione di agosto.
  • Non sprecate l’acqua: accertatevi periodicamente della buona tenuta dei tubi per l’irrigazione.
  • Continuate a eliminare con regolarità i fiori appassiti per non sforzare la pianta nella produzione dei semi e per prolungare il più a lungo possibile le fioriture. Se però volete raccogliere i semi, attendete la maturazione dei frutti.
  • Raccogliete i frutti delle piante da fiore contenenti i semi già maturi: devono avere il tipico colore “secco”, ma non devono essere già del tutto aperti (altrimenti i semi sono già caduti). Recideteli con le forbici, lasciateli interi e poneteli a seccare su vassoi, all’ombra in luogo ventilato, per almeno un paio di settimane.
  • Continuate a indirizzare e legare a tutori i tralci di crescita delle rampicanti, come falso gelsomino, clematidi, lonicere, passiflora ecc. e le erbacee alte, come malvoni, dalie, phlox, astri ecc.
  • Controllate in particolare le dalie in piena fioritura: gli steli appesantiti dalle grosse infiorescenze, se non sono legati a un tutore, potrebbero inclinarsi o venire spezzati dal vento. Provvedete subito con i sostegni e i legacci.
  • Tra la metà e la fine del mese potate i sempreverdi e le siepi di caducifogli per contenere i tralci e riordinare le forme. A seconda dell’andamento meteo, potrebbe essere l’ultima potatura dell’anno.
  • Nella seconda metà del mese potete procedere con i nuovi impianti di alberi e arbusti, ma anche di piante erbacee perenni, nonché dei bulbi a fioritura invernale e primaverile: di questi ultimi segnate la posizione con un paletto, se avete intenzione di piantare qualcos’altro nei pressi.
  • Non chiudete ermeticamente la compostiera: quando fa caldo, è importante mantenere una buona circolazione dell’aria attorno alla massa in fermentazione, per evitare muffe e cattivi odori.
  • Se avete bidoni o cisterne esterne di recupero dell’acqua piovana, continuate a spargere i granuli di Bacillus thuringiensis var. israelensis, un batterio del tutto innocuo per chiunque (anche per le piante da irrigare) tranne che per le larve di zanzara, che vengono sterminate. Leggete attentamente l’etichetta.
  • Nel Sud Italia, nella seconda metà del mese preparate le buche destinate a ospitare nuovi arbusti o alberi in autunno.

    giardino di pianura in settembre
    Il giardino recupera forma e colori dopo il grande caldo estivo.

Il roseto

  • I rosai piantati da meno di un anno vanno sempre innaffiati con regolarità sino al termine del grande caldo per non perderli: servono 20 l d’acqua ogni settimana, se non piove.
  • In realtà, tutti i rosai vanno innaffiati abbondantemente e concimati in modo da favorire la fioritura del primo autunno nelle piante rifiorenti, e da consentire al legno giovane di maturare e indurire prima dell'inverno.
  • Distribuite il concime granulare specifico interrandolo leggermente nella proiezione della chioma, bagnate bene se non è piovuto (almeno 10 o 15 l/pianta), tagliate eventuali fiori appassiti che vi fossero sfuggiti in precedenza.
  • Continuate a tagliare, dai rosai botanici e/o da bacca, le bacche che si stanno seccando anziché maturare e diventare decorative.
  • Effettuate sino alla fine del mese gli innesti a gemma dormiente.
  • Attenzione al mal bianco: le temperature meno elevate, se abbinate a una certa piovosità, possono favorire una ricomparsa della malattia. Se notate germogli ritorti e biancastri, intervenite subito con lo zolfo bagnabile. Eseguite i trattamenti in giornate non troppo calde, all’alba se la giornata è nuvolosa, al tramonto se si prevedono tutte belle giornate consecutive.
  • Raccogliete con cura le foglie cadute dai rosai, soprattutto se erano colpite dalla macchia nera, e smaltitele nel cassonetto. Ridurrete così la carica di contagio per l’anno prossimo.
  • Scavate le buche per i nuovi impianti previsti, da effettuarsi solo a partire dalla fine del mese sulle Alpi, e in ottobre nel resto d’Italia.

Il prato

  • Anche nel Sud, dalla metà del mese tornate all’altezza di taglio più bassa, come nel mese di maggio. Non lasciate più il residuo di taglio sull’erba nel Nord e Centro Italia: non si decomporrebbe e formerebbe il feltro, anche se passato con la funzione mulching.
  • Nell’arco del mese nel Nord riducete la frequenza dell’irrigazione, mantenendo le stesse quantità d’acqua erogata fino a metà mese e poi riducendola. Nel Sud Italia riducete la frequenza dalla seconda metà di settembre. Se non disponete del sensore di pioggia o umidità, attenzione ai temporali: verificate mediante un cilindro graduato che siano stati efficaci (servono almeno 20 mm d’acqua per saltare un turno d’irrigazione).
  • Nella seconda metà del mese nel Nord e Centro Italia (a fine mese nel Sud) spargete un concime granulare a lenta cessione, del tipo più ricco in fosforo e potassio che in azoto, in modo da irrobustire gli steli in vista della cattiva stagione.
  • Dalla metà di settembre nel Nord riseminate eventuali aree diradate dal calpestamento; nel Sud invece bisogna attendere ottobre.
  • Effettuate la sfeltratura del manto con il rastrello su prati piccoli, oppure noleggiate un arieggiatore per passare superfici superiori ai 200 mq.

Il laghetto

  • Nel Nord Italia abbassate la portata del getto dei giochi d’acqua o della fontana.
  • Eliminate con il retino alcune piante galleggianti se tendono a occupare troppo spazio nel laghetto: deve rimanere almeno un terzo di superficie d’acqua libera, per la penetrazione dei raggi solari. Togliete anche qualche foglia di ninfea, se copre eccessivamente la superficie dell’acqua.
  • Tenete sotto controllo la proliferazione delle alghe con gli appositi prodotti antialga, o con mezzi naturali (sospensione del concime, incremento dell’ossigenazione attraverso i giochi d’acqua e le piante ossigenanti, pulizia settimanale della superficie).
  • Controllate e pulite una volta al mese la pompa e il filtro.
  • Ripulite con il retino, due volte a settimana, la superficie dell’acqua dalle impurità e dai detriti.
  • Inserite i nuovi pesci entro la metà del mese al Nord, e fine mese al Sud, verso metà pomeriggio.
  • Contro le zanzare, continuate a distribuire un prodotto a base di Bacillus thuringiensis var. israelensis se non avete i pesci. Altrimenti aumentate la quantità di pesci rossi e aggiungete le gambusie, vere divoratrici di larve di zanzara.
  • Raccogliete i semi maturi delle piante acquatiche. È un’occasione preziosa per moltiplicarle in proprio, senza dover ricorrere solo agli acquisti in vivaio. In marzo li adagerete sulla terra di vasi immersi in acqua, conservati in luogo tiepido.

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