Come piantare i bulbi primaverili? Prima di arrivare alla risposta bisogna completare una serie di step e seguire alcuni consigli. Scopri come fare.

Prima di scoprire come piantare i bulbi primaverili c’è da preparare tutta una serie di accorgimenti che non possono mancare se vogliamo veder fiorire i nostri bulbi appena acquistati.

I bulbi primaverili sono economici, poco ingombranti e redditizi. Si adattano bene alla vita in vasi, ciotole e cassette (quelli estivi richiedono quasi tutti vasi grandi). Si piantano tra settembre e dicembre e quattro sono i punti cardine per la piantagione.

Bulbi primaverili: che vaso usare

Va scelto in base al numero e al tipo di bulbi da piantare. Un vaso conico (35-40 cm di diametro) è perfetto per diversi tipi di bulbi con fioriture scalari. Un vaso ovale, una ciotola o una cassetta di piccole dimensioni (da davanzale) è ideale per un prato di crochi o una nuvola profumata di giacinti. Una ciotola profonda (da begonie) è giusta per i tulipani nani.

Bulbi primaverili: il terriccio ideale

Sul fondo del vaso ponete uno straterello di argilla espansa o pietra pomice, su cui disporre un terriccio leggero ma non torboso, ricco di sabbia (per es. quello per piante grasse), pressando leggermente con le mani ogni palettata aggiunta.

Bulbi primaverili: l’impianto da utilizzare

I bulbi, scelti tra quelli più turgidi e pieni, vanno posti con la parte più o meno appiattita (“girello”) rivolta verso il basso, alla profondità idonea alla specie: bucaneve, croco, muscari e scilla a 3 cm; fresia e giacinti a 6 cm; narcisi a 8 cm e tulipani a 10 cm. Se il vaso è profondo, fate più strati di bulbi secondo la profondità d’impianto. Ricoprite bene con il terriccio.

Bulbi primaverili: l’irrigazione

Inumidite subito il terriccio con un innaffiatoio dal becco a cipolla, per evitare di disseppellire i bulbi più piccoli. Le irrigazioni durante tutto l’inverno possono essere molto saltuarie se la stagione è sufficientemente umida. Attenzione in febbraio-marzo: se non piove dovete intervenire con irrigazioni supplementari per evitare che il bulbo in piena ripresa vegetativa si rattrappisca. Posizionate i vasi al sole.

Bulbi primaverili: la coltivazione

Tra gennaio e febbraio spunta un ciuffetto di foglie, che rimane immobile finché la temperatura non si rialza stabilmente. Tra l’inizio e la metà di marzo si dischiude, lasciando intravvedere il bottone fiorale che, da verde, pian piano assume le tinte del fiore che tra metà e fine marzo o inizio aprile si apre.

Per prolungare il più possibile lo spettacolo, i bulbi vanno annaffiati con regolarità se non piove, facendo in modo che il terriccio non sia né inzuppato né completamente asciutto. Poi si tagliano in basso verso la base gli steli sfioriti: se il bulbo ha sufficienti riserve, potrebbe produrre un nuovo stelo fiorale. Se la temperatura dovesse salire molto, togliete le cassette dal pieno sole verso il mezzogiorno e fino alle 15 circa: la frescura dell’aria all’ombra rallenta il decadimento dei fiori.

Quando non vi sarà più traccia di fiori, all’incirca verso la fine di aprile in Val Padana, se non avete un giardino, buttate via tutto, bulbi e terra. Altrimenti, in vista di un futuro trasloco dei bulbi in piena terra, continuate a bagnare aggiungendo una dose di concime liquido universale ogni 15 giorni. Entro la metà di maggio tutte le foglie si seccheranno: potrete allora espiantare i bulbi, pulirli dal terriccio e conservarli in luogo buio, fresco e asciutto (in un sacchetto di carta in cantina, per esempio), per ripiantarli in giardino in autunno.

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