Piante grasse: le più amate dagli Italiani

La hit parade delle piante grasse preferite dagli Italiani, quasi tutte facilissime da coltivare, reperibili ovunque, con i consigli utili

Abitano in tutte le case di noi Italiani, una o più di una, per la bellezza e la facilità di manutenzione: sono le piante grasse, veri campioni di arte scultorea da un lato e di bassa manutenzione dall'altro.

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Arredano ogni genere di ambiente, con le loro forme quantomai varie: dal minimal al classico al barocco, sono a loro agio in qualunque contesto. Le loro dimensioni in genere contenute permettono di inserirle perfino davanti ai libri nello scaffale, così come sulla mensoletta del bagno o della cucina.

Al tempo stesso, richiedono tante cure quante quelle praticate dal "pollice nero", ossia da chi si dimentica regolarmente di annaffiare qualunque pianta: paradossalmente possono resistere quasi un anno senz'acqua, e infatti temono di più le irrigazioni regolari piuttosto che le dimenticanze. Si inseriscono perfettamente, quindi, nei nostri "tempi moderni", fatti di fretta continua e di tempo libero pari a zero.

Infine, ma non per ultimo, costano veramente poco: le nuove tecniche di propagazione hanno permesso ai vivaisti di moltiplicarle facilmente, senza particolari costi, che si traducono in un prezzo di vendita veramente modesto, alla portata di qualunque sfizio un appassionato si voglia togliere anche in questi tempi di crisi.

Ecco perché le succulente sono sempre più presenti nelle case degli Italiani, ben intenzionate a restarci a lungo...

La hit parade delle piante grasse più gettonate

Oggi i vivai, i garden center, i fiorai, le bancarelle e perfino i supermercati offrono una quantità di specie inimmaginabile rispetto a un decennio fa, proprio grazie alle migliorate tecniche di moltiplicazione. Sono apparse così specie sconosciute, sempre più architettoniche e strabilianti, ad affiancare le piantine già ben note al pubblico italiano.

Tuttavia, nella hit parade delle vendite, resistono ancora i capisaldi storici del cactus-gardening, anche grazie a specie o varietà nuove che i floricoltori lanciano ogni anno. Sarà per la bellezza delle novità, ma anche per la sicurezza di mantenimento che trasmettono questi esemplari "storici", fatto sta che noi Italiani siamo sempre affezionatissimi alle solite piante.

In testa troviamo la triofatrice assoluta, la calancoe, ultimamente proposta a fiori doppi, magici tutù di ballerine sospese nell'aria.

Segue la modaiola aloe vera, ricercatissima sulla scorta delle sue innumerevoli, benefiche virtù.

Poi mammillarie e rebuzie, avvantaggiate dalle forme aggraziate e simmetriche e dalla fioritura copiosa che le contraddistingue nel punto vendita, rendendole immediatamente appetibili.

Così come, da settembre a febbraio, si trovano in fiore i cactus di Natale: è facile lasciarsi tentare dal tripudio di corolle, anche se poi i risultati non sempre corrispondono alle aspettative.

Poi c'è il cereus, cactus scultoreo che si propone come "anti-elettrosmog" per chi lavora attaccato a un computer: pare incredibile che una piantina così piccola sia in grado di assorbire le radiazioni elettroniche che emanano torri e schermi, ma è così...

Ha ripreso nuova lena sul mercato la sansevieria, non tanto con la forma classica, dalle foglie a spada verdi e gialle, quanto con la nuova specie cilindrica, che arreda ogni punto focale della casa senza chiedere proprio nulla in cambio.

I patiti degli "esotismi" non si sono fatti mancare le nuove, intriganti forme crestate del mirtillocactus, da quando si è capito come poterle replicare in vivaio a costo quasi zero, anziché dover aspettare la casualità della Natura...

Chi ha spazi esterni da arredare punta ancora sul cuscino della suocera: gli esemplari migliori sono quelli già ben cresciuti, di grandi dimensioni, costosi ma molto redditizi in termini estetici, anche perché spesso fioriscono...

Infine, si adattano anche a balconi e terrazzi gli echinopsis, i cactus di mezzanotte che anche in un microvaso regalano fin da subito le loro spettacolari corolle notturne.

Calancoe, la più facile

Più versatile ed elementare della Kalanchoe blossfeldiana non c'è nessun'altra pianta: si trova perfino nei supermercati, costa pochissimo, sta ovunque viste le dimensioni ridotte ed è molto decorativa quando è piena di fiori, che negli ultimi anni hanno assunto tinte e forme davvero insolite grazie al lavori dei floricoltori. Inoltre la fioritura dura a lungo (fino a 3 mesi) con cure veramente minimali. Se ben tenuta, la pianta poi rifiorisce e tiene compagnia per 10 e più anni. Ideale anche come prima pianta per i bambini o come regalo se confezionata in ciotola contenente più esemplari di colori diversi o uno solo di grandi dimensioni, completamente in fiore.

piante grasse kalanchoe
Kalanchoe blossfeldiana a fiore doppio.

Proviene dalle foreste tropicali di Madagascar ed Etiopia, ed è una succulenta di circa 30 cm d'altezza, a ramificazioni simmetriche, con foglie dentate, cerose, ampie e carnose, di colore verde intenso (con margini rossi se esposte al sole o ai primi freddi); in autunno-inverno-primavera produce vistose infiorescenze di piccoli fiorellini di colore rosso, giallo, arancio, rosa, salmone o bianco. Ogni anno sono numerose le nuove varietà a foglia o fiore arricciato, a fiore semidoppio o doppio, o con petali double-face, o con fiori singoli e grandi proposte sul mercato dai floricoltori soprattutto olandesi.

Teme l'ombra, una siccità eccessiva, il gelo invernale ma anche il calore del riscaldamento acceso, come l'umidità della veranda.

Aloe, per negati

Il grande genere Aloe riesce a sfornare ogni anno alcune nuove specie: nel senso che compaiono in vendita anche nei garden center esemplari fino all'anno prima sconosciuti al grande pubblico, ma anche nuove varietà appena elaborate dai floricoltori.

Con qualunque aloe, si cade sempre in piedi: indipendentemente dalla specie, valgono i consigli standard per piante grasse, riassunti nella nostra scheda in fondo all'articolo. E coltivarle è veramente facilissimo, oltretutto con la frequente soddisfazione di vederle fiorire in primavera.

piante grasse aloe vera
Aloe vera

L'unica difficoltà – si fa per dire – riguarda proprio la gettonatissima Aloe vera, pianta di moda in virtù delle indubbie proprietà curative: proprio perché molto richiesta, viene spesso proposta a sproposito nei punti vendita meno rigorosi. Cioè, anziché vendere la vera A. vera, c'è chi spaccia per tale le giovani piante di A. arborescens che – appunto – nelle loro fasi iniziali di vita presentano forme molto simili a quelle dell'A. vera. Le assomiglia per disposizione e maculatura delle foglie, ma anche per una leggerissima spinulosità sui margini: nella vera aloe rimarrà per sempre appena accennata, mentre in A. arborescens dopo meno di un anno si tramuterà in vere e proprie punte acuminate.

Nel dubbio, è preferibile cercare le A. vera munite di cartellino (in genere provengono dall'Olanda) che ne attesti la specie (sinonimo A. barbadensis), piuttosto che acquistare un vaso purchessia, a meno di non essere certi della professionalità del rivenditore...

Mammillarie e rebuzie, fioritissimi cactus a palla

piante grasse mammillaria
Mammillaria

Mammillarie e rebuzie sono accomunate da tanti fattori: costano poco, si trovano in vendita anche in dimensioni minime (diametro della "palla", ossia del fusto, a partire da 4-5 cm) e da marzo a settembre sono fioritissime, con parecchie corolle aperte contemporaneamente e soprattutto ininterrottamente nell'arco della stagione. Stanno bene dappertutto, anche se per prolungare o favorire la fioritura è necessario tenerle all'aperto in un punto soleggiato (magari non a mezzogiorno della piena estate, però). D'inverno il posto per loro si trova subito, ovunque dentro casa. Si possono radunare in ciotole, monocolori o di parecchie tinte diverse, tutte sui toni caldi, per portare allegria durante la bella stagione. Infine le loro spine, pur fitte e ungenti, hanno la gradita abitudine di non conficcarsi in profondità nella pelle, con tutto il dolore e il pericolo d'infezione che ne conseguirebbe...

Le mammillarie (Mammillaria), oltre che per i tondi fusti muniti di "mammelle", ossia di piccoli tubercoli sporgenti, si riconoscono per la fioritura "a coroncina": le corolle appaiono a cerchio subito sotto la sommità appiattita del fusto. Sulle rebuzie (Rebutia), invece, i fiori più grandini appaiono qua e là a lato del fusto, sorretti da una parte basale a tubo che li fa svettare sulla pianta.

piante grasse rebutia
Rebutia

Se mantenute correttamente – il che è facilissimo – le mammillarie possono tenere compagnia per decine d'anni, ingrandendosi per produzione di nuovi fusti alla base, ciascuno con una fioritura all'epoca giusta. Viceversa le rebuzia raramente hanno vita lunga, non per problemi di coltivazione ma per loro natura che le rende poco longeve: 5-6 anni al massimo.

Cereus e sansevierie, inossidabili antiradiazioni

Cereus e sansevierie non dovrebbero mai mancare nelle nostre case, se è presente il computer oltre agli altri numerosi apparecchi elettronici come modem/router, microonde, tv, play station, music station, tablet, ma anche semplicemente la radiosveglia elettrica o lo smartphone acceso sul comodino durante la notte. Tutto ciò che è connesso con la rete elettrica, infatti, emette radiazioni elettromagnetiche più o meno spinte: gli apparecchi appena citati sono quelli in assoluto più radianti, e da essi bisognerebbe stare ad almeno 50 cm di distanza mentre sono accesi, per evitare di essere investiti da queste radiazioni che, a lungo termine, possono risultare nocive per l'organismo umano e animale.

piante grasse cereus
Cereus peruvianus

I ricercatori della Nasa e di altri enti pubblici e privati di studio hanno osservato che alcune piante, tutte succulente, sono in grado di assorbire queste radiazioni al loro interno, non solo senza riceverne danni (sugli organismi animali si possono verificare perfino mutazioni del DNA), ma addirittura neutralizzandole.

Ecco perché sarebbe bene disporre, a fianco dello schermo del pc o sul comodino, un Cereus peruvianus e una sansevieria: sono le due situazioni in cui esponiamo ai raggi la parte più vulnerabile e importante dell'organismo, ossia la testa e il suo contenuto. Queste due semplici piantine riducono la carica elettrica alla quale la testa viene esposta. Il consiglio vale, a tanto maggior ragione, anche per l'ufficio, dove anzi è molto più facile trascorrere 8 ore davanti allo schermo del pc e con lo smartphone appoggiato sulla scrivania davanti al viso...

Del cereus, oltre alla specie peruvianus facilmente reperibile in tutti i garden center, si trovano da qualche tempo in commercio con una certa facilità anche le forme crestate o mostruose, che assumono architetture ancora più interessanti e scultoree, a basso costo grazie ai miglioramenti nelle tecniche di propagazione. Attenzione a due particolari: meglio annaffiarlo una volta di meno che una in più (teme molto un eccesso idrico e le irrigazioni devono essere ridotte a una al mese circa), e maneggiarlo il meno possibile perché le sue spine sottili e facili a staccarsi in gruppo non perdonano le dita incaute...

piante grasse sansevieria
Sansevieria cylindrica

La sansevieria oggi è di moda con la specie Sansevieria cylindrica, le cui foglie a cono dritte verso il cielo non si scompongono mai e arredano per sempre. Ma vale la pena di riscoprire anche l'"antica" S. trifasciata, dalle classiche foglie a spada, piatte, nei tre colori verde scuro, giallo e glauco, dalla quale i floricoltori hanno ricavato varietà prive di giallo oppure con una percentuale di glauco dominante sulle altre due tinte. Anche loro hanno un solo nemico: l'acqua, che è già sufficiente se somministrata una volta al mese.

Cereus e sansevierie, infine, vivono benissimo anche in ambienti poco luminosi, quindi in uffici, studi medici e negozi dove la luce manca del tutto ogni fine settimana e per l'intero mese di ferie.

Dalla natura alla tecnica

piante grasse myrtillocactus
Myrtillocactus geometrizans

C'è poi lo "strano" caso del mirtillocactus (Myrtillocactus geometrizans): questa Cactacea originaria dei deserti messicani è già molto piacevole a vedersi nella sua forma specifica, grazie all'aspetto geometricamente cilindrico e pieno, alla cuticola color verde salvia e all'assenza di spine, ma è letteralmente "esplosa" nella Top Ten degli acquisti da quando i floricoltori hanno capito come riprodurre facilmente e a basso costo la sua forma crestata, presente spontaneamente in natura in un numero molto limitato di esemplari.

Ne è derivata una pianta dal fusto appiattito, allargato a ventaglio in geometrie che, a volte, vanno perfino contro il naturale portamento di tutte le piante, rivolto verso il cielo... Una curiosità a noi Italiani piace tantissimo, visto il boom delle vendite!

Grandi esemplari per l'outdoor

piante grasse echinocactus
Echinocactus grusoni

Chi cerca un cactus per arredare una veranda, un portico o un terrazzo di design quasi sempre si rivolge al cuscino della suocera, così chiamato perché sulle sue spinone ci si vorrebbe far sedere la signora in questione. L'Echinocactus grusoni è veramente spettacolare proprio per le spine, gialle e robustissime, che adornano le costole del fusto a palla perfetta. Ha purtroppo una crescita lentissima: gli esemplari più piccoli (10 cm di diametro) si trovano in vendita a basso prezzo, perché impiegheranno decine d'anni per crescere e, soprattutto, per fiorire. Sono infatti solo i soggetti che hanno compiuto almeno 20 anni a riempirsi di corolle gialle, vistose, attorno all'apice del fusto. Se le piante più piccole possono benissimo adornare il tavolo del soggiorno, quelli di 50 e più cm di diametro riempiono invece gli spazi outdoor meravigliando gli amici.

Piante grasse per chi ama la vita notturna

piante grasse echinopsis
Echinopsis subdenudata

Infine chi si gode il terrazzo o il giardino la sera, con la famiglia o gli amici, predilige i re della notte come gli Echinopsis. Anch'essi sono aggraziati nelle forme, perfettamente tondo-ellittiche, solcate da costolature appena accennate, comunque prive di spine, ma generosamente offrono lo spettacolo della fioritura anche su esemplari di piccole dimensioni, purché di almeno 6 anni d'età. Da un'areola all'improvviso compare un ciuffo di peli, che in breve sboccia in una corolla candida, di oltre 6 cm di diametro, sorretta da un lungo tubo. Si apre attorno alle 22 e si richiude entro le 10 della mattina successiva: riuscire a cogliere l'attimo dello spettacolo dà sempre un'intensa soddisfazione!

Come coltivare le piante grasse in 8 punti

  1. Tutte le piante grasse o succulente, che siano Cactacee, Euforbiacee, Liliacee o altro, richiedono un insieme di cure standard con le quali non si sbaglia mai. Le variazioni possono riguardare le temperature, soprattutto le minime invernali, e l'esposizione al sole, non gradita da tutte. I consigli che seguono, però, vanno veramente bene per tutte, assicurandone non solo la sopravvivenza, ma anche la fioritura.
  2. Vaso e rinvaso: preferenzialmente di terracotta, soprattutto per gli esemplari più grandi. Non vanno trapiantate all'acquisto, bensì solo quando, una volta cresciute, si vede che stanno troppo strette: questo è il momento di procedere con il coccio. Non effettuate rinvasi durante la fioritura, né da settembre a marzo. Sul fondo del contenitore ci vuole sempre uno straterello di ghiaia media.
  3. Terriccio: i substrati universali comunemente in vendita, a base di torba, vanno mescolati con terra di pieno campo (possibilmente calcarea) e con pomice o lapillo. Eventualmente fate diverse prove con dosaggi differenti. Oppure scegliete terricci specifici per Cactacee o piante grasse.
  4. Irrigazione: annaffiate poco, solo tra aprile e agosto, e mai quando il terriccio è ancora umido. Un goccio d’acqua in più è consigliabile se il substrato è assolutamente secco. È buona norma non vaporizzarle.
  5. Concimazione: se esagerate con la fertilizzazione, non otterrete fiori, perché l’azoto stimola la crescita ma blocca la fioritura. Inoltre, queste piante sono originarie di zone geografiche i cui suoli sono privi o quasi di sostanza organica. È bene quindi concimarle poco, con scarso azoto e maggiori quantità di potassio e fosforo, 3-4 volte nell'arco della bella stagione. Utilizzate solo concimi specifici per piante grasse e non superate mai il dosaggio indicato in etichetta.
  6. Collocazione: in generale stanno bene al sole, ma non subito dopo il riposo invernale, perché si bruciano i tessuti vegetali. Eventualmente proteggetele con un velo di non tessuto per qualche settimana. Fanno eccezione le epifite (come l’Epiphyllum e alcuni Senecio): meglio una posizione luminosa ma non al sole diretto.
  7. In inverno: vanno tutte protette, ma non al caldo (quindi non in appartamento). Infatti in ambiente secco e con substrato asciutto sopportano fino ai 2-3 °C: entrano in “dormienza”, una sorta di letargo. Dunque è perfetta la serra fredda, da riscaldare leggermente solo se la temperatura esterna scende sotto lo zero, così da mantenere almeno 2 °C all’interno. In alternativa va bene una stanza fresca, senza riscaldamento, con temperatura compresa fra 5 e 12 °C. Il fresco invernale è indispensabile alla fioritura estiva: senza le basse temperature e la dormienza, la pianta non riposa e non avrà energie in giugno per fiorire.
  8. Le composizioni: nella creazione, tenete presente che le specie utilizzate devono avere le stesse esigenze in termini di irrigazione e illuminazione: così potrà durare per anni. Le composizioni già pronte per la vendita, invece, di solito vengono allestite in base a criteri estetici (forme delle piante, colore dei fiori, scalarità delle fioriture ecc.), indipendentemente dalle esigenze colturali: durano bene solo per qualche mese.

Calancoe, un genere multiforme

 

piante grasse kalanchoe
Kalanchoe daigremontiana

Accanto alla classica Kalanchoe blossfeldiana, numerose sono le specie che possiamo trovare facilmente in vendita nei garden center. A partire dall'orecchio d'elefante (K. tyrsiflora), caratterizzata dalle grandi foglie rigide a forma di spatola allargata, color verde glauco bordato di bordeaux: se con la blossfeldiana possiamo peccare di eccesso d'acqua, con l'orecchio d'elefante assolutamente no. Bastano un paio di sovrabagnature per vedere le spettacolari foglie ingiallire e staccarsi dal fusto, con un effetto disastroso.

piante grasse kalanchoe
Kalanchoe beharensis

 

Le assomiglia K. beharensis, anche lei con grandi (fino a 20 cm) foglie dal lungo picciolo, a forma di cuore dentato al margine, e ricoperte da una fine peluria simile a feltro che, al sole, assume una tinta rossiccia sulla pagina superiore, mentre rimane verde su quella inferiore. Le foglie giovani e l'infiorescenza sono invece color argento, ma di rado i fiori appaiono su piante coltivate in vaso.

Deliziosa è la K. pumila, una piantina interamente grigia, come cosparsa di polvere, che si trova facilmente in vendita quando sta fiorendo, in un rosa intenso che crea un contrasto irresistibile.

piante grasse kalanchoe
Kalanchoe pumila

 

E poi c'è K. daigremontiana, che non si trova in vendita, ma si riceve in regalo da amici e conoscenti: sul bordo delle foglie produce in continuazione nuove piantine (è una calancoe "vivipara") vitalissime che, se non si estirpano là dove cadono, creano in poco tempo una foresta... Ma che meraviglia quando poi, da adulta, fiorisce!

 

 

Aloe vera, usatela così

Chiariamo subito che per ottenere il succo d'aloe bisognerebbe possedere una vera e propria coltivazione di Aloe vera: almeno una trentina di piante di media taglia, per poter sacrificare le 3-4 foglie necessarie ogni giorno per la dose personale quotidiana di succo, da ricavare dopo averle lavate, tagliate a tocchetti e centrifugate. Se l'intento è questo, meglio acquistare il succo già pronto...

Sconsiglio anche il consumo a cubetti del gel d'aloe: è comunque necessario tagliare ogni giorno un pezzetto di foglia, di 3 x 3 cm, pelarlo per enucleare la parte carnosa, flessibile, flaccida, simile, nel colore, a un cubetto di ghiaccio che sia stato lavato per un po', lucido, trasparente come un pezzo di vetro bagnato, scivolosa e, diciamolo, un tantino repellente. Sarebbe proprio questo cuore vitreo da mangiare ogni giorno: peccato che, alla consistenza sgradevole, si abbinino anche un gusto amaro e un odore particolare... Anche in questo caso, poi, sarebbe necessario possedere almeno una decina di piante...

L'unico modo per utilizzare convenientemente e salutarmente una pianta di A. vera consiste in prelievi mirati e finalizzati al solo impiego esterno: il gel interno alla foglia – e le sue proprietà benefiche – si sprigiona anche semplicemente tagliando una fettina di 1 cm e strofinandola sulla pelle dalla parte del nuovo taglio, nel punto del bisogno. È efficace, per esempio, in caso di scottature (da fornelli e da sole), vesciche, geloni, ferite e tagli, dermatiti anche allergiche, arrossamenti, punture d'insetto... Praticamente per qualunque tipo di problema possa affliggere la pelle, anche di bambini e anziani (e perfino degli animali domestici). Naturalmente, se l'utilizzo non è sporadico, conviene avere almeno 3-4 piante: le foglie vengono prodotte al ritmo di 3-5 a stagione (estiva)...

Schlumbergera o natalina, l'unica difficile 

Si incomincia a trovarla, riccamente fiorita, dalla fine di settembre e sino a gennaio: il cactus di Natale (Schlumbergera truncata, sin. Zygocactus truncatus) per rimanere splendido richiede precise condizioni ambientali.

piante grasse schlumbergera
Schlumbergera truncata

L’errore più comune è l’ambiente troppo caldo, come in casa d'inverno: desidera 15 °C, sopra i 18 °C i boccioli incominciano a cadere, insieme con i fiori, e addio fioritura.

Il secondo errore è l’eccesso d’irrigazione, molto comune soprattutto quando si vedono cadere i primi bocci, pensando che abbia bisogno d’acqua. In realtà, a 15 °C è sufficiente mezzo bicchiere d’acqua a settimana.

Se i due fattori vengono abbinati, la piantina perderà in 10 giorni ogni tipo di fiore o boccio, e in altri 10 giorni incominceranno a staccarsi gli articoli (ossia i singoli pezzetti di fusto, perché non sono foglie ma fusti modificati).

Per approfondire

PIANTE GRASSE
In casa e sul balcone
33301 - Ultima modifica: 2020-08-14T17:52:36+02:00 da Elena Tibiletti
Piante grasse: le più amate dagli Italiani - Ultima modifica: 2020-09-24T07:24:26+02:00 da Elena Tibiletti