Frutti di bosco: coltivazione, varietà e conservazione

I frutti di bosco (ribes, uvaspina, more, lamponi, mirtilli) sono piuttosto semplici da coltivare, seguendo i nostri consigli, anche per la conservazione

Lampone, mirtillo, ribes, uva spina, mora: sono i frutti di bosco, le cui lucenti fruttificazioni solleticano il palato con il loro sapore di sottobosco e d’estate. Contrariamente a quanto avviene nei Paesi del Nord Europa, grandi consumatori di frutti di bosco, la loro coltivazione in Italia non è molto diffusa e si concentra principalmente in Friuli, Trentino e Piemonte.

A livello domestico, però, cresce l’interesse e i piccoli frutti si prestano egregiamente allo scopo assicurando grandi soddisfazioni con il minimo sforzo: facilissimi da coltivare, regalano produzioni luculliane occupando spazi minimi e si adattano benissimo anche alla coltivazione in vaso sul balcone. Sono poco esigenti riguardo al terreno, anche se quasi tutte le specie lo preferiscono leggermente acido, soprattutto il mirtillo che detesta il calcare. Non richiedono trattamenti fitosanitari, non esigono molta acqua e si accontentano di semplici interventi di potatura. Inoltre, maturano in modo scalare, assicurando per diversi mesi un bottino di frutti golosi, ottimi da consumare al naturale, in macedonie e dessert o per preparare succhi, sciroppi, marmellate, gelatine, sorbetti e salse.

Come coltivare i frutti di bosco

Alcuni frutti di bosco hanno esigenze simili e, quindi, modalità di coltivazione analoghe. Per esempio, lampone e ribes (rosso, bianco e nero) hanno bisogno di ambienti freschi anche d’estate: sono sconsigliati per la pianura e il Sud costiero, mentre crescono bene e fruttificano in montagna (dai 600 m di quota sulle Alpi e dagli 800 m sugli Appennini). Anche il mirtillo e l’uva spina preferiscono un clima fresco, mentre il rovo fruttifica bene anche in Val Padana e lungo le coste. Tutti i frutti di bosco sopportano invece inverni rigidi e lunghi, sopravvivendo senza danni fino a -10 °C.

Il mirtillo ha necessità di un terreno umido e acido, senza il quale deperisce vistosamente; lampone, ribes e uva spina non amano i suoli calcarei o secchi; il rovo è adattabile perfino ai terreni argillosi o sassosi. In autunno vanno tutti concimati con una pala di buon letame maturo o stallatico secco, con l’eccezione del mirtillo, al quale si deve somministrare in contemporanea anche un po’ di torba.

I tralci del lampone e del rovo vanno guidati ogni anno lungo i tralicci, estesi anche in orizzontale, e legati al supporto. I polloni (tralci che nascono in estate dalla ceppaia del rovo o a distanza dal ceppo nel lampone) vanno eliminati, se non graditi. I rami del lampone vanno potati a zero in primavera: la pianta fruttifica solo sui rami dell’anno; quelli del rovo producono anche l’anno successivo: i rami di due anni, che tendono spontaneamente a seccarsi, vanno eliminati nel corso del terzo inverno. Ribes, mirtillo e uva spina si potano solo per arieggiare l’interno della pianta e facilitare la raccolta dei frutti.

Le varietà più interessanti

  • I lamponi classici sono quelli di colore rosso, ma esistono varietà a frutto giallo (Fallgold, Gold Pearl, Herbstgold) o molto scuro, quasi nero (Bristol). La maggior parte delle varietà è unifera (cioè produce una sola volta a stagione i frutti, in luglio-agosto), ma ne esistono anche di bifere (che producono due volte, in giugno e in settembre), come Zeva e Meraviglia delle quattro stagioni.
  • Il ribes rosso ha sapore acidulo e aromatico, quello bianco (varietà di ribes rosso) è meno acido, quello nero è dolciastro ma con un aroma molto forte, non a tutti gradito.
  • Lo Josta è un ibrido fra ribes nero e uva spina: del primo ha preso il profumo e il sapore particolari, del secondo la grossezza delle bacche.
  • Del rovo esistono ormai numerose varietà senza spine (“Thornless”), in genere molto produttive e di ottimo sapore, o americane (Youngberry, Loganberry): queste ultime sono ancora più produttive, ma meno saporite.
  • L’uva spina è facilmente soggetta al mal bianco: è preferibile scegliere varietà resistenti o tolleranti la malattia, come Colossale verde.

Conservare i frutti di bosco

Se coltivate più di una pianta di frutti di bosco, è probabile che, dopo qualche anno, il vostro lamponeto o roveto produca più di quanto riusciate a consumare nell’arco di un paio di giorni: tutti questi frutti delicati, se raccolti perfettamente maturi (quando sono più profumati), a temperatura ambiente vanno consumati entro 24 ore, se tenuti in frigo entro 48 ore. Vanno conservati in recipienti di ceramica o vetro, non di plastica o metallo. Se li raccogliete quando hanno preso colore solo in due terzi del frutto, i tempi di conservazione raddoppiano, ma si perde in aroma.

Se però il raccolto si prospetta veramente abbondante, magari per un lungo periodo, è necessario trasformare la frutta in sciroppi, succhi e marmellate. In alternativa, potete avvalervi del congelatore: con delicatezza, privateli di gambi, calici e residui vari in modo che rimanga solo la parte commestibile. Poneteli su un vassoio in un solo strato e metteteli nel congelatore. Dopo 24 ore estraete rapidamente il vassoio e fate scivolare i frutti congelati in un sacchetto di plastica per gelo, per occupare meno spazio. Consumateli entro 4 mesi: al momento dell’uso, versate i frutti in una terrina e sciacquateli velocemente nell'acqua corrente. Si possono utilizzare solo per torte, non per il consumo fresco perché hanno perso la consistenza.

Per approfondire

MORA DI ROVO
sul balcone, in terrazzo, in giardino
31129 - Ultima modifica: 2020-04-02T20:31:22+02:00 da Elena Tibiletti
MIRTILLI
sul balcone, in terrazzo, in giardino
31128 - Ultima modifica: 2020-04-02T20:30:24+02:00 da Elena Tibiletti
RIBES E UVASPINA
sul balcone, in terrazzo, in giardino
31126 - Ultima modifica: 2020-04-02T20:29:09+02:00 da Elena Tibiletti
Frutti di bosco: coltivazione, varietà e conservazione - Ultima modifica: 2020-05-08T07:43:00+02:00 da Redazione GI