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Susine sino-giapponesi: tondeggianti, schiacciate ai poli, e dalle tinte molto brillanti.
Susino e prugno sono specie diverse appartenenti al genere Prunus, e danno frutti diversi: susine e prugne. Ecco quali scegliere e come coltivarli e potarli

Già all’inizio dell’estate le susine e poi le prugne, dolci e succose, portano in tavola il sapore pieno dei mesi caldi, regalando un vero tesoro di valori nutritivi.

La stagione delle susine è lunga, ma a differenza di mele e pere, facilmente conservabili, e delle prugne vere e proprie, che durano più a lungo e che sono essiccabili, presto spariscono da bancarelle e supermercati, sostituite a Natale dalle costosissime susine sudafricane e argentine, vendute a peso d’oro e davvero non ecosostenibili perché hanno attraversato il pianeta in aereo o in grandi navi… Oltre che provenienti da Paesi in cui la legislazione in materia di fitofarmaci è molto più permissiva della nostra...

Susina o prugna? Ecco la differenza

Il genere Prunus (appartenente alla famiglia delle Rosacee) è una delle piante da frutto più diffuse al mondo (escludendo comunque Prunus avium, il ciliegio, e Prunus cerasus, l'amareno).

Si calcola che esistano oltre 2000 varietà, che botanici e frutticoltori suddividono in tre categorie principali: i susini (prugni) europei (Prunus domestica, ovvero quelli che danno le prugne vere e proprie), i susini americani (di scarso interesse frutticolo, ma apprezzabili per l’aspetto estetico al momento della fioritura: Prunus da fiore) e i susini sino-giapponesi (Prunus salicina, P. insititia) che danno le susine, e che comprendono anche i Prunus da fiore orientali).

Ma quale differenza c’è fra susina e prugna? I prugni europei hanno foglie ovali, piuttosto spesse e di color verde scuro, e fioriscono precocemente, a fine marzo o inizio aprile, dopo il pesco: i frutti (prugne) sono in genere ovali e autofertili (non richiedono l’impollinazione incrociata), con la polpa che si stacca bene dal nocciolo, e sono adatti sia al consumo fresco che all’essiccazione. I susini sino-giapponesi hanno invece foglie lanceolate di colore verde chiaro e piuttosto sottili; la fioritura è anticipata sia rispetto al pesco sia rispetto ai susini europei (che precede di 12-16 giorni), sbocciamo in genere in marzo, e i fiori sono autosterili (richiedono l’impollinazione incrociata): i frutti (susine) hanno forma tondeggiante, la polpa non si stacca dal nocciolo ed è morbida e succosa; sono adatti solo per il consumo fresco.

Come scegliere susini o prugni

Una delle problematiche da prendere in considerazione, nella scelta di un albero di susino o prugno, è quello del rischio di esposizione alle gelate tardive: i susini sino-giapponesi, dal momento che fioriscono presto, sono più a rischio, proprio come accade all’albicocco che in sé non teme il gelo ma può perdere buona parte dei fiori dopo una brinata marzolina. Inoltre i susini sino-giapponesi sono sensibili ai freddi invernali e il loro basso fabbisogno di freddo li rende adatti alle regioni centrali e meridionali.

Al contrario, i susini europei hanno una buona resistenza al freddo e sono maggiormente diffusi nelle zone del Nord. Maturano tardi (tra agosto e settembre), per cui hanno maggiori esigenze idriche: l'irrigazione è una pratica indispensabile per il successo della coltura, soprattutto se il terreno è inerbito. Sono piante rustiche, adattabili anche a terreni argillosi, compatti o umidi, purché non soggetti a ristagni idrici.

Poiché le varietà sino-giapponesi disponibili sono autosterili, occorre piantare almeno due o meglio tre varietà diverse, una scelta utile sia per garantire la fruttificazione che per avere un raccolto prolungato con epoche di maturazione differenziate e sapori diversi in frutti con buccia gialla, rosata o violetta.

Varietà di susino sino-giapponese

Alcune varietà regalano presto i loro frutti, come l’antica e pregiata Precoce di giugno, albero vigoroso che produce frutti a inizio estate; altri, come Autumn Giant, offrono il loro raccolto verso la fine di agosto, anche settembre-ottobre se il clima è mite e soleggiato. Alcune, come Sorriso di primavera, vengono utilizzate soprattutto come impollinatori ma hanno frutti gradevoli anche se non in grande quantità; la Midnight Sun è una varietà introdotta nel 1990, meno sensibile alle batteriosi che spesso colpiscono i susini e solo parzialmente autofertile; mantiene un'elevatissima produttività e la precoce entrata in produzione con frutti che si conservano ottimamente, sono molto resistenti e di eccellente qualità.

Ottime sono anche le susine verdi, come Green Sun che regala frutti grossi, sferoidali, di color verde chiaro a maturazione che diventa giallo dorato dopo alcuni giorni in frigorifero, e infine rosso-aranciato brillante quando viene tolta dal frigo; la polpa gialla è consistente.
Ci sono anche le susine rosse, come Fortune con frutto grosso o molto grosso, rosso brillante con sfumature giallo intenso che diventano rosse a maturazione. Altre varietà celebri sono la Shiro e la Golden Plum a buccia gialla.

Altre antiche varietà di susino adatte al frutteto familiare sono fra le sino-giapponesi, Formosa, che produce frutti grandi che maturano a fine luglio, con gradevole profumo di albicocca; Morettini 243, a frutto viola-rosso, di forma schiacciata ai poli; Burbank, a frutto rosso con forma di cuore.

Varietà di prugno o susino europeo

Tra le varietà di prugno o susino europeo in commercio si consiglia il gruppo delle Regine Claudie, con antiche varietà di susino europeo originarie del Medio Oriente.

La capostipite del gruppo è Regina Claudia Verde, dai frutti piccoli, sferici, con buccia spessa, polpa spicca, anch'essa di colore verde. Da ricordare inoltre Regina Claudia Viola, di grande vigoria, con frutti a buccia viola, polpa succosa, violacea, con nocciolo spicco; Regina Claudia Diafana, molto vigorosa e produttiva, con frutti giallorosati, polpa gialla, dolce e succosa; Regina Claudia Trasparente, a frutto verde.

Fra le altre varietà europee, per il frutteto familiare sono consigliabili President, a frutto grosso e ovale, viola chiaro; Casalinga, a frutto ovale viola scuro, ma piccolo; Anna Spaeth, con buccia viola scuro e polpa giallo-rossastra in un frutto ellittico.

I portainnesti e l'allevamento

Nella maggior parte dei casi si utilizza come portainnesto il mirabolano, che viene ottenuto da seme e quindi imprime alle piante un certo vigore. Offre i vantaggi di una grande adattabilità ai vari tipi di terreno (anche argillosi, umidi, calcarei) e di essere esente da virosi. Dal mirabolano comune sono stati selezionati diversi portainnesti clonali.

La piantagione va fatta con distanza di 6 x 6 m se le piante sono ad alberetto, e di 4 x 4 m per piante allevate a vaso. Le forme d’allevamento consigliate sono infatti l’alberetto o il vaso o, per ragioni di spazio, la spalliera.

L’innesto si pratica a spacco in marzo, ma su portainnesti di uno-due anni è meglio applicare quello a occhio a gemma dormiente in agosto o a gemma vegetante in marzo.

Come coltivare il susino e il prugno

L'inerbimento del terreno è possibile se si dispone di una buona quantità d’acqua irrigua, specialmente per i susini europei. Un compromesso ragionevole fra la totale lavorazione del suolo e l'inerbimento consiste nel mantenere lavorata soltanto la fila, lasciando crescere l'erba nell'interfilare.

La concimazione all'impianto deve assicurare alle piante una buona quantità di elementi nutritivi e di sostanza organica. Nei primi anni di sviluppo si consiglia la somministrazione di azoto, con apporti annuali di 40-80 g/pianta, frazionati in due o più apporti primaverili.

Come potare susino e prugno

La potatura di produzione è diversa a seconda delle piante. Sui susini sino-giapponesi, che producono sia sui rami misti, sia sui dardi a mazzetto, la potatura è in genere energica (per approfondimenti rimandiamo a Potatura alberi da frutto) e consiste nel diradamento dei rami misti e nell'asportazione di parte dei rami di più anni che portano i dardi.

Molte varietà europee, invece, producono prevalentemente sui dardi a mazzetto, presentando un limitato numero di gemme a fiore e una lenta messa a frutto iniziale. Quindi si attua una potatura meno energica, accorciando i rami di più anni che portano i dardi e rinnovandoli gradualmente.

Il susino europeo incomincia a formare i rami a frutto in genere verso il quinto-sesto anno di vita. La fioritura avviene di solito sui mazzetti di maggio, su dardi che nel susino giovane portano le gemme a fiore solo l’anno successivo o anche due-tre anni dopo, mentre nel susino adulto fruttificano l’anno stesso. In certe varietà anche i rametti possono fruttificare, mentre sul Regina Claudia producono solo i dardi. La potatura quindi si effettua soprattutto sui rami secchi, spezzati, malati o indeboliti. Poi vanno tagliati circa a metà della loro lunghezza i rametti e i rami a legno, mentre i polloni vanno tagliati alla base.

Il susino sino-giapponese invece va potato a un terzo sui rami misti e sui rami di più anni che portano i dardi.

Malattie e parassiti del susino e prugno

È soggetto alla monilia, e i trattamenti con ossicloruro di rame vanno fatti in tre momenti: prima che le gemme fioriscano, quando i petali sono caduti e dopo l’allegagione dei frutticini.

Viene colpito dal corineo, per il quale si usa l’ossicloruro di rame quando si ingrossano le gemme.

È assalito dagli afidi, contro i quali si impiega il piretro naturale, mentre contro la cocciniglia si utilizza l’olio bianco, e infine contro il verme delle susine si dispongono su alcune piante le trappole a feromoni.

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