Innesto a spacco: cos’è e come si fa

L’innesto a spacco è fra i più semplici da condurre su numerose piante da frutto. Passo per passo vi spieghiamo come farlo.

Gli innesti sono particolarmente praticati in frutticoltura perché rappresentano un comodo sistema per liberarsi di varietà che non soddisfano, oppure per coltivare molte varietà diverse in poco spazio, per creare un ramo che funga da impollinatore, o per riprodurre varietà irreperibili in vivaio.

Di solito deve essere rispettata la specificità, cioè gli innesti sono compatibili solo fra piante della stessa specie (ma di diversa varietà), però esistono eccezioni fra albicocchi e susini, che appartengono allo stesso genere (Prunus) ma a specie diverse (P. armeniaca e P. domestica).

Esistono numerosi tipi di innesti, dai più semplici ai più complessi: fra i primi c’è l’innesto a spacco.

Innesto a spacco
Innesto a spacco

Innesto a spacco: come farlo

È il più facile ad attecchire, e va bene per quasi tutti i fruttiferi, con l’eccezione di albicocco e pesco sui quali non va applicato perché favorisce la gommosi. Si effettua in febbraio-marzo, su piante dormienti (cioè ancora a riposo per l’inverno) entro i 7-8 anni d’età.

Segate con cura, senza slabbrature, il ramo o la pianta giovane che devono fare da portainnesto, rifinendo il taglio con la roncola. Spaccate diametralmente il taglio e inserite un piccolo cuneo al centro della spaccatura longitudinale. Ricavate la parte centrale di due marze (i rametti della varietà che volete innestare). Nella parte inferiore di ciascun segmento tagliate due “fette”, in modo che i monconi terminino a loro volta a cuneo.

I due monconi sono pronti per essere inseriti nella spaccatura del portainnesto, tenuta aperta dal cuneo inserito: ponete ciascun moncone quasi all’estremità dello spacco (ma non a contatto con il bordo esterno), facendo in modo che la corteccia del nesto (marza) combaci con quella del portainnesto. Poi togliete il cuneo senza urtare i nesti, e con la rafia o il tubetto di plastica legate il tronco tutt’intorno alla spaccatura, in modo che i monconi vengano serrati nello spacco.

Infine spalmate il mastice e legate il cartellino con il nome della varietà.

Alla ripresa vegetativa, e comunque entro il mese di maggio, saprete se gli innesti hanno attecchito: se sì, emetteranno le foglioline.

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