Prato nel Sud Italia: le cure di settembre-ottobre

Un bel prato nel Sud Italia è possibile, con le specie macroterme. In settembre qualche piccola cura lo aiuta a rimanere al meglio anche durante l'inverno

In settembre, mentre al Nord il tappeto erboso sta per prepararsi alla lunga dormienza invernale, complici le basse temperature e le nevicate, al Sud il prato incomincia a riprendersi dopo la lunga calura estiva, e sta per affrontare uno dei periodi di massimo splendore durante l'anno. E' evidente che, dato il diverso comportamento del medesimo soggetto - il manto verde - c'è una differenza sostanziale nella natura dei componenti, vale a dire le specie che compongono l'erba. La variazione specifica è indispensabile proprio per la diversità climatica che, nelle zone italiane mediterranee, porta elevatissime temperature estive con siccità assoluta, ma miti temperature invernali, supportate da discrete piogge in autunno e in primavera.

Prato nel Sud: solo macroterme

Di conseguenza, al Sud dovremo utilizzare specie appartenenti al gruppo delle Graminacee macroterme, caratterizzate da una buona resistenza alla siccità e alle alte temperature. Ciononostante, anche per loro così come per le microterme del Nord, il periodo di maggiore crescita coincide con la bella stagione (dalla primavera, che inizia a febbraio, all'autunno, che termina in novembre) durante la quale rimangono verdi a dispetto dell'afa, mentre in inverno anch'esse entrano in dormienza, con possibilità di ingiallimento qualora la temperatura si abbassi troppo (al di sotto di 5 °C). Inoltre, più delle microterme, le macroterme offrono una buona resistenza al calpestio, fattore che per un tappeto erboso riveste una notevole utilità. 

Paradossalmente, il loro punto debole riguarda proprio la siccità, che riescono a tollerare per periodi piuttosto prolungati (all'incirca uno-due mesi), anche se, ovviamente, preferirebbero venire irrigate artificialmente. Bisogna quindi limitare gli episodi siccitosi solo a situazioni inderogabili ed eccezionali, premurandosi in tutti gli altri casi di fornire al tappeto erboso un idoneo impianto irriguo. 

Irrigazione adeguata per il prato nel Sud

Com'è purtroppo noto, i mesi estivi rappresentano una vera tortura per il nostro Mezzogiorno dal punto di vista irriguo, data la scarsità di acqua, anche e soprattutto per uso potabile. Si tratta di un problema che, in taluni casi, può essere risolto installando un impianto d'irrigazione automatico che consenta di bagnare durante la notte, non necessariamente perché vi possa essere più acqua (ma in alcune zone è effettivamente così), quanto piuttosto perché l'evaporazione è decisamente minore, permettendo di sfruttare al massimo la quantità di acqua erogata e risparmiando notevolmente sui consumi. Nelle zone più fresche, o laddove c'è la possibilità di irrigare regolarmente ogni due-tre giorni, possiamo avvalerci anche di microterme, come Festuca arundinacea, Poa pratensis e le agrostidi, scegliendo naturalmente le varietà più tolleranti nei confronti del caldo e del vento. 

Se invece abitate in quelle zone poco o male servite dall'acquedotto o dal Consorzio irriguo, diviene indispensabile predisporre una cisterna per la raccolta dell'acqua, sia piovana che municipalizzata (quando avviene l'erogazione), in modo da averla sempre a disposizione, perlomeno per sporadiche irrigazioni di soccorso.

L'impianto delle macroterme

A differenza delle microterme, le specie adatte ai prati mediterranei richiedono una temperatura relativamente elevata per germinare (15-20 °C), il che significa una semina posticipata verso aprile-maggio, quando il terreno è ormai a pieno regime termico. Per velocizzare i tempi, potete optare per il prato già pronto in zolle o in rotoli dall'impianto istantaneo, o acquistare gli stoloni già germogliati da trapiantare con una certa dose di pazienza, sempre verso la metà della primavera, scegliendo ovviamente specie macroterme. 

La manutenzione non cambia rispetto a quella classica suggerita per il Nord Italia, con la differenza che, data la maggiore lunghezza della stagione vegetativa, i tempi si dilatano, anticipando i lavori alla fine dell'inverno e posticipandoli all'autunno inoltrato. 

7 Graminacee macroterme

  1. Axonopus affinis: espansione veloce, tessitura grossolana, colore verde chiaro, terreno sabbioso e povero, altezza di taglio medio-alta stabilizzazione di scarpate, aree verdi lungo le strade.
  2. Bouteloua gracilis: tessitura fine, colore verde-grigio, terreno sciolto e alcalino bordi stradali, prati pubblici.
  3. Buchloe dactyloides: tessitura fine, colore verde-grigio, terreno sciolto e alcalino, ottima resistenza al caldo arido, altezza di taglio media  prati a bassa manutenzione.
  4. Cynodon dactylon: rapida espansione, buona resistenza al caldo-arido e al calpestio, terreno fertile e drenato, altezza di taglio medio-bassa  prati ornamentali fitti, impianti sportivi e campi da golf, prati residenziali calpestabili.
  5. Paspalum vaginatum: tessitura fine, tappeto fitto verde scuro, ottima resistenza a suoli salini e al caldo-arido, terreno di media fertilità, altezza di taglio bassa  prati ornamentali lungo i litorali marini.
  6. Stenotaphrum secundatum: aspetto rustico e grossolano, color verde intenso, molto resistente al caldo, terreno di media fertilità, richiede poche annaffiature e taglio alto, abbastanza resistente al calpestio, tollera l'ombra  prati a bassa manutenzione, prati residenziali, verde pubblico, lungo i litorali marini.
  7. Zoysia japonica: crescita lenta, aspetto compatto molto resistente al calpestio e al caldo-arido, terreno drenato di moderata fertilità, altezza di taglio medio-bassa  prati ornamentali, prati residenziali e calpestabili, impianti sportivi.

Cosa fare in autunno sul prato nel Sud

Poiché anche al Sud - prima o poi - arriva la cattiva stagione, a un dato momento, identificabile in genere con la metà di ottobre, bisogna sospendere tutti quegli interventi che tendono a incentivare l'attività delle piantine, come le irrigazioni regolari o le concimazioni su base azotata. Infatti, per superare la stagione sfavorevole, le Graminacee si stanno preparando a rallentare la crescita, riducendo complessivamente le proprie dimensioni e assumendo uno sviluppo prostrato. Per aiutarle, somministrate piuttosto un concime organico, come il pellicino o la cornunghia, in grado di cedere lentamente gli elementi nutritivi durante tutto l'inverno, coprendo così l'intero periodo fino alla ripresa vegetativa. 

Lo sfalcio si deve ridurre a un paio di interventi in ottobre e a un ultimo taglio, non troppo basso per non impoverire troppo le piante, entro la prima quindicina di novembre. In compenso, ottobre è il mese opportuno per liberare il prato dai residui e dall'umidità, passando con regolarità la scopa metallica per rastrellare lo sfalcio, le foglie cadute e i rametti, eliminando le infestanti annuali ormai ingiallite e, se necessario, praticando un intervento di sfeltratura o di arieggiatura.

Dato che le macroterme tendono a ingiallire durante l'inverno, per difendersi dal clima avverso, possiamo intervenire, sempre in ottobre-novembre, con una trasemina di graminacee microterme. Queste germoglieranno proprio quando le legittime "abitanti" del prato sono entrate in piena dormienza, mascherando il giallume con il proprio verde tenero. In primavera poi, quando le macroterme riprendono a vegetare, saranno le microterme a entrare in dormienza, occultate a loro volta da un perfetto manto verde. 

La ripresa vegetativa in primavera

In contrapposizione con l'inverno ritardato, la primavera arriva in anticipo nel Meridione, obbligando a ricominciare le operazioni di tosatura con regolarità sin da febbraio-marzo. Vale ancora una volta il consiglio, a tanto maggior ragione vista la calura, di non esagerare con il taglio in estate, lasciando sempre l'erba di un paio di centimetri più lunga della norma. Lo sfalcio deve essere sempre accuratamente raccolto, perché le foglie delle graminacee macroterme sono più coriacee e si degradano assai lentamente, favorendo la formazione di feltro (non utilizzate la funzione mulching sulle macroterme!). Se non avete già provveduto in ottobre-novembre, nel mese di maggio può essere opportuna un'operazione di arieggiatura o di sfeltratura, a seconda delle condizioni (peggiori o migliori) del manto erboso. 

Con poche, semplici attenzioni è dunque possibile garantirsi anche nel cuore del Mediterraneo uno splendido manto verde.

 

Prato nel Sud Italia: le cure di settembre-ottobre - Ultima modifica: 2020-09-24T07:22:04+02:00 da Elena Tibiletti