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La vitamina C è un valido alleato contro raffreddore e altri disturbi invernali. Alcuni frutti ne contengono in grandi quantità, scopri quali sono.

La guerra contro starnuti e febbre si combatte con la prevenzione, attraverso uno stile di vita corretto che parte dall’alimentazione. Numerosi sono i prodotti dell’orto, del frutteto, del giardino e delle campagne che rinforzano l’organismo, perché forniscono una sostanza preziosa: la vitamina C.

Tra le buone abitudini durante la stagione fredda, c'è il rito del tè, riscaldante e corroborante: nulla vieta di sostituirlo con una tisana di erbe che, oltre a riscaldare, aiuti a prevenire (o a combattere) tosse e raffreddore.

Molte piante sono infatti in grado di aiutare la risposta immunitaria dell'organismo stesso di fronte alla malattia. Naturalmente, le tisane non sono la panacea per ogni male, ma se impiegate correttamente, possono contribuire ad attenuare i sintomi più vistosi delle patologie da raffreddamento o, a scopo preventivo, favorire il rafforzamento del sistema di difesa del nostro corpo.

Le erbe si possono acquistare in erboristeria già pronte per l’infusione, oppure si possono coltivare nel proprio orto o giardino, e perfino sul balcone: chi soffre sempre dello stesso piccolo disturbo, che ricorre ogni inverno, può pensare seriamente di produrre in proprio il rimedio, oppure può in generale creare un “angolo del rinforzo”, allestendo una porzione del giardino con piante mirate a rafforzare il sistema immunitario in modo da prevenire i problemi invernali.

In questo primo post, vediamo quali frutti contengono più vitamina C, che tonifica l’organismo e combatte il raffreddore; nel secondo quali ortaggi e piante coltivate sono ugualmente ricchi di vitamina C; nel terzo post vedremo come rinforzare il sistema immunitario. Nel quarto vi daremo le ricette per tisane alle erbe contro i disturbi da raffreddamento.

La migliore frutta con vitamina C

Una seria strategia di prevenzione e rafforzamento dell’organismo si avvale di numerosissime armi vegetali, a partire da quelle che apportano i maggiori quantitativi della preziosa vitamina C. Tra le specie da frutto i campioni vitaminici sono tre: gli agrumi, l’actinidia e il ribes nero.

A livello familiare, per ottenere le arance o i mandaranci sufficienti a coprire il fabbisogno di vitamina C di una sola persona sarebbero necessarie almeno 5 piante, da coltivare solo in zone a clima mite (riviera tirrenica, costa adriatica dall’Abruzzo in giù, litorali ionici, isole). È più pratico, allora, rivolgersi ad agrumi che si coltivano anche in vaso e nel Nord Italia, come limoni (da utilizzare spremendo il succo di un frutto ogni giorno nell’acqua da bere: l’agrume contiene 70 mg/hg di vitamina C) e kumquat (ne bastano 50 g al giorno), decisamente meno ingombranti. Se le piante sono adulte e produttive, bastano 6 limoni e 4 kumquat per avere agrumi da settembre a marzo. Il limone necessita di un vaso stretto e alto, con terra piuttosto pesante ma ben drenata, una posizione molto soleggiata, irrigazioni regolari da interrompere durante la fioritura per favorire l’allegagione dei frutticini, regolari concimazioni da marzo a novembre con prodotti appositi per agrumi, protezione invernale in una stanza fresca (temperatura compresa fra 7 e 15 °C); i frutti si raccolgono per buona parte dell’anno. Il kumquat invece tollera minime fino a 0 °C, sotto la quale va coperto con un telo di non tessuto; per il resto gradisce le stesse cure del limone.

L’actinidia o kiwi è ottima in giardino per coprire recinzioni, pergolati, gazebi: è un fruttifero sarmentoso i cui tralci, lunghi fino a 6 m, vanno indirizzati su robusti sostegni, che coprono con le larghe foglie morbide. Essendo una specie dioica (a sessi separati), serve una pianta maschio ogni 5-6 femmine, la cui produzione è sufficiente per una famiglia di 3 persone fino a primavera (dose raccomandata: un frutto al giorno, grazie a 85mg/hg di vitamina C). Richiede un terreno ricco ma leggero, irrigazioni abbondanti e regolari affiancate da continue concimazioni; la raccolta si effettua fra ottobre e novembre.

Il ribes nero è adatto alle zone più fresche d’Italia (Alpi e Appennino) e, in giardino, sfoggia un certo valore decorativo quando, in luglio-agosto, è carico di grappoli di bacche nere (200 mg/hg di vitamina C). Da queste, oltre a mangiarle fresche così come sono o in macedonia, se ne possono ricavare marmellate e sciroppi da consumare poi durante l’inverno. Il fabbisogno si copre con 2 piante adulte per persona. Anche le foglie sono utili per tisane di rinforzo e vanno raccolte in agosto. La coltivazione è facilissima, a condizione che il terreno sia profondo e fresco: ama il sole o la mezz’ombra, necessita di irrigazioni fra giugno e agosto, va concimato in autunno e in primavera, non richiede protezioni invernali. Attenzione: non a tutti piacciono l’odore e il sapore intensi che emana tutta la pianta, frutto compreso.

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