Orchidee: creature esotiche da amare

I consigli generali per coltivare con successo le orchidee più comuni, dalla Phalaenopsis alla Cattleya, Dendrobium, Paphiopedilum, Cymbidium

Le orchidee sono le creature vegetali più sorprendenti dei Tropici: affascinanti e bizzarre, appassionano i collezionisti con le loro fioriture mozzafiato. Nonostante si creda il contrario, non hanno poi così tante esigenze, chiedono solo di essere amate.

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La storia ci racconta che nell’Inghilterra della regina Vittoria si spedivano cacciatori di orchidee nei luoghi più remoti e inospitali del mondo per arricchire le serre di duchi e principi, disposti a spendere fortune pur di possedere esemplari da premio. Oggi l’orchidofilia è accessibile a tutti: nei mesi invernali, in concomitanza con le feste natalizie, dai fioristi trovate Cattleya, Dendrobium, Paphiopedilum, Cymbidium e l’orchidea farfalla o Phalaenopsis, la più venduta e apprezzata perché di facilissima coltivazione e perché rimane in fiore per oltre 3 mesi.

Orchidee: norme generali di coltivazione

Per queste piante valgono le stesse regole che si adottano per altre specie da appartamento originarie dei Tropici: atmosfera umida, temperatura elevata (ma occhio a non superare i 24-26 °C!), buona illuminazione diffusa e quindi lontano dai raggi diretti del sole, e un’eventuale leggera concimazione specifica.

Quando appassite, le infiorescenze è bene reciderle, e collocare la pianta in ambiente fresco, sospendendo le irrigazioni.

Un suggerimento che vi voglio dare è che, per aumentare l’umidità atmosferica, un buono stratagemma è quello di appoggiare il vaso su di un vassoio riempito di palline di argilla espansa, intrise d’acqua.

Per bagnare l’orchidea, fate così: immergetela una volta a settimana in una bacinella d’acqua per pochi minuti e poi lasciare sgrondare. Così facendo il substrato o bark (corteccia) si imbibisce per bene ma al contempo permette il passaggio dell’aria, evitando pericolosi ristagni che porterebbero quasi sicuramente alla marcescenza delle radici stesse.

Piante tipiche di ambienti umidi e spesso piovosi, hanno bisogno di essere pulite per rimuovere polvere e sporcizia. Una volta alla settimana si spolverano le foglie su entrambi i lati con un panno asciutto; questa pratica di pulizia e idratazione serve loro a mantenere un aspetto giovane e fresco.

Orchidee dalle radici all’aria

Non c’è alcun bisogno di infilare le radici aeree (una peculiarità della Phalaenopsis) nel vaso: essendo in grado di fotosintetizzare, hanno bisogno di stare all’aria, alla luce e di assorbire l’umidità circostante, grazie al velamen di cui sono ricoperte. Le radici sono infatti la cartina tornasole per capire se la pianta si trova nelle condizioni ideali.

Le difficoltà tecniche sono superabili con la pratica, ma soprattutto, con la conoscenza di queste smaglianti creature, epifite o terricole, simpodiali o monopodiali: ognuna ha delle specificità da apprezzare; la cosa più stupefacente è veder nascere da una pianta a volte piccola, infiorescenze grandissime e variopinte.

Orchidee: creature esotiche da amare - Ultima modifica: 2021-01-21T06:29:16+01:00 da Elena Tibiletti