phalaenopsis
La Phalaenopsis è fra le orchidee più facili da coltivare.
La Phalaenopsis o falenopsis o orchidea farfalla è fra le orchidee più facili da coltivare anche in appartamento. Ecco tutti i consigli utili e un video

La Phalaenopsis è tra le piante più regalate per tutto l'anno, ma il clou delle vendite lo raggiunge sotto le feste natalizie, come alternativa alla stella di Natale: una falenopsis (Phalaenopsis) non manca mai in casa.

 

Com’è fatta la Phalaenopsis

La falenopsis è un'orchidea (famiglia Orchidacee) sempreverde, epifita (che vive appoggiata sugli alberi), originaria delle foreste tropicali dell’Estremo Oriente.

Ha infiorescenze corte o lunghe, erette o pendenti, spesso ramificate, con numerosi fiori dalla foggia di farfalla con le ali aperte (è chiamata anche “orchidea farfalla”), più o meno grandi, di forma variabile, adatti spesso a essere recisi, perché durano a lungo (fino a 3 mesi), bianchi, rosa, fucsia, giallo-arancio, anche maculati o striati grazie ai numerosissimi ibridi oggi in commercio.

 

Dove metterla

La collocazione ideale è accanto a una finestra esposta a est, sud o ovest, con buona illuminazione, ma al riparo dai raggi solari diretti.

Datele un luogo ventilato ma con umidità del 70-80%, da ottenere mediante vaporizzazioni (fino a 4 volte al giorno) e appoggiando vicino alla pianta un paio di spugnette da bagno inzuppate d’acqua, da bagnare ogni giorno.

Non collocatela mai vicino a finestre o porte che vengono aperte sull’esterno in inverno.

La fioritura della Phalaenopsis

  • Ogni spiga fiorale permane per 3-4 mesi, con i fiori perfettamente aperti e sani; anche volendola trattare alla stregua di un “usa-e-getta”, dura molto più di un mazzo di fiori allo stesso prezzo.
  • Meno facile è invece mantenerla e riottenerne la fioritura: il punto debole è quasi sempre l’umidità atmosferica negli ambienti domestici.
  • Non acquistate mai piante rimaste a lungo in negozio (le riconoscete dai piccioli dei fiori già tagliati lungo lo stelo fiorale) che subirebbero troppi shock consecutivi. Meglio un esemplare appena arrivato (dove solo il fiore basale è aperto, senza residui di piccioli) che garantisce una lunga fioritura passando in fretta dal vivaio al vostro appartamento.

Come si coltiva

  • L’ambiente ideale sarebbe una serra calda e umida, ma può resistere anche in appartamento, a condizione di darle durante l’inverno una posizione calda e umida alla temperatura minima di 15 °C. Durante la bella stagione è necessario ombreggiare e ventilare la pianta.
  • Durante il periodo vegetativo (nella bella stagione) va annaffiata abbondantemente (ma solo quando il vaso è diventato leggero) e concimata con un prodotto liquido specifico una volta al mese.
  • Dopo la fioritura deve andare a riposo, riducendo le annaffiature e sospendendo le concimazioni per un paio di mesi.
  • Eliminate i rami completamente sfioriti.
  • Potete moltiplicarla per divisione del cespo o degli pseudobulbi quando l’esemplare è a riposo.

 

Contenitore e substrato

  • Si coltiva su corteccia o in panieri riempiti con una miscela di due parti di fibra di osmunda e una parte di sfagno; oppure nei classici vasi in plastica riempiti di cortecce (“bark”, in vendita come “substrato per orchidee”).
  • Il rinvaso si esegue, al termine della fioritura, solo quando le radici fuoriescono vistosamente dal contenitore e la pianta appare sbilanciata per dimensioni.
  • Ecco un video che spiega come si rinvasa la Phalaenopsis:

 

I suoi nemici

La mancanza di umidità atmosferica, che va incrementata con vaporizzazioni (ma non sui fiori) e con una spugnetta bagnata appoggiata vicino al vaso; l’eccesso d’irrigazione, che porta in fretta al marciume radicale; la mancanza di luce che causa la caduta dei boccioli; le correnti

d’aria e gli sbalzi di temperatura.

 

Curiosità

La Phalaenopsis è il fiore nazionale dell’Indonesia.

Grazie ai moderni metodi meristematici di riproduzione (da seme è lentissima), è oggi alla portata di tutte le tasche.

 

Per approfondire

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Coltivare le orchidee: la Phalaenopsis o falenopsis - Ultima modifica: 2019-12-14T07:08:08+01:00 da Elena Tibiletti