malattie fungine orto fiori
Le malattie fungine nell'orto si evitano anche con una sana prevenzione.
Le malattie fungine che possono colpire gli ortaggi coltivati nell'orto si possono prevenire e, alcune, si possono anche curare: ecco come

Le malattie fungine nell'orto ci sono, ma non si vedono. Fanno parte dell’immensa biodiversità che caratterizza anche il tassello di terra più malridotto ma, dal nostro punto di vista, sarebbe assai più... biodivertente se si dessero da fare nell’orto di qualcun altro. Perché far crescere un pomodoro che assomigli a quelli fotografati sulle bustine delle sementi è già un’impresa di per sé: figuriamoci quando ci si mettono di mezzo anche i funghi, i batteri e i virus!

Prevenire le malattie fungine nell'orto con tecniche agronomiche

Funghi, batteri e virus vivono nel terreno, e completano il loro ciclo vitale a spese della pianta che li ospita. Ce ne sono... di bocca buona, come la peronospora che attacca una grande varietà di ortaggi, e altri che si sono specializzati e possono sopravvivere solo a spese di un preciso ospite. Possono essere combattuti con gli antiparassitari, certo, ma il tentativo nell’orto di casa è quello di ridurne al massimo l’impiego, dal momento che i prodotti finiscono poi sulla nostra tavola. Per contrastarli occorrerà perciò innanzitutto ricorrere a tecniche antiche quasi quanto l’agricoltura: si possono riassumere nel fare in modo che la pianta sia nel miglior stato di salute possibile (perché così è più resistente a ogni genere di parassita) e nell’evitare tutte le situazioni che possono favorire la trasmissione delle malattie.

• Il terreno: le piante crescono meglio se coltivate su un buon suolo. Un’affermazione lapalissiana, ma non sempre scontata, per esempio quando si acquista una casa nuova con un pezzo di giardino, e ci si trova con terra di riporto, molto compattata e magari mescolata ad avanzi di cantiere.

Se si impianta un orto ex novo, occorrerà verificare le qualità del terreno: la compattezza o la scioltezza, la dotazione di sostanza organica, il pH (l’ideale è da 6 a 7). Sono tutte caratteristiche che è possibile correggere e migliorare, dal momento che si opera su una superficie limitata. Ciò che non si può modificare è invece l’esposizione: deve essere in pieno sole, senza che nelle vicinanze ci siano alberi o costruzioni che fanno ombra.

Infine, soprattutto se il terreno è pesante, occorre verificare se sono possibili ristagni d’acqua, sempre molto dannosi: se così fosse le aiuole andranno rialzate rispetto al piano di campagna.

• La rotazione delle colture: la regola di non ripiantare nella stessa aiuola l’ortaggio coltivato nell’annata precedente è seguita quasi da tutti, ma non è sufficiente. Abbiamo visto infatti che ci sono parassiti poco specializzati, in grado di attaccare più ortaggi. La rotazione va allora effettuata in base alle famiglie botaniche, nelle quali ci sono piante che non solo sono colpite dalle stesse malattie, ma che addirittura sottraggono al terreno gli stessi principi nutritivi. Ruotare le coltivazioni nel modo corretto frena la diffusione dei parassiti, e consente al terreno di ricostruire, attraverso le concimazioni, la propria dotazione di microelementi.

La rotazione va impostata a tavolino, decidendo a priori quali saranno le specie orticole che si intende coltivare, e dev’essere almeno triennale, anche se quadriennale è meglio. In questo caso la superficie dell’orto va divisa in quattro fasce larghe quanto il lato più corto (e non in quattro quarti secondo gli assi dei lati), e ogni gruppo di piante va spostato ogni anno sulla parcella più lontana. Un esempio potrebbe essere ABCD, BCDA, CDAB e DABC, con i seguenti gruppi: A solanacee (melanzane, patate, pomodori e peperoni), ombrellifere (carote, sedani, finocchi, prezzemolo), cucurbitacee (cetriolo, zucca e zucchino) e alliacee (aglio, cipolla, porro); B legumi, chenopodiacee (bietole, spinaci), composite (insalate); C crucifere (cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles); D aromatiche (con eventuale sovescio se una parte di terreno è in eccesso).

• La concimazione: anche il giusto apporto di concime è essenziale per mantenere l’orto in buona salute. L’eccesso, che è assai frequente sulle piccole superfici, è particolarmente dannoso perché induce una eccessiva crescita delle piante, i cui tessuti si presentano più “teneri” nei periodi in cui i parassiti sono più attivi. Se si usano concimi organici come compost o letame occorre essere certi che siano ben maturi, cioè ben fermentati, sia per evitare di squilibrare il terreno sia perché potrebbero essere veicolo di parassiti.

• L’irrigazione: anche una semplice goccia d’acqua può trasformarsi in un veicolo con cui le spore di un fungo o di un altro microrganismo possono passare da una pianta all’altra. Inoltre tutti avranno osservato come certe malattie si presentino con maggior frequenza nei periodi umidi o piovosi. Per questo motivo occorre evitare l’irrigazione a pioggia, e impiegare sistemi che non bagnino le foglie come l’infiltrazione laterale (riempire i solchi tra fila e fila) o l’uso di manichette forate.

• La densità d’impianto: più le piante sono vicine tra loro, più entreranno in competizione per procurarsi luce ed elementi nutritivi. La vicinanza di foglie e radici, inoltre, favorirà il... trasloco dei parassiti, sia per il contatto fisico sia perché verranno a crearsi ristagni di umidità. Per ciascuna specie è perciò essenziale conoscere il numero ideale di piante per metro quadrato e, quando si seminano specie a seme molto piccolo, diradarle prima che le piante entrino in competizione tra loro.

I fitofarmaci

In libera vendita si trovano – ormai pochi – fungicidi e anticrittogamici definiti “PFnPe”, cioè "prodotti fitosanitari a uso non professionale su piante edibili" che aiutano a fronteggiare gran parte dei problemi che si possono presentare in un piccolo orto. Il fatto che non richiedano il “patentino” per essere acquistati non significa però che si possano maneggiare con leggerezza. Di conseguenza andranno sempre preparati all’aperto, nella quantità necessaria per il trattamento da effettuare, rispettando rigorosamente le dosi di preparazione e di impiego. L’applicazione dovrà avvenire in assenza di vento, su piante asciutte (rugiada o gocce di pioggia diluirebbero il preparato), utilizzando erogatori destinati solo a questo scopo (per esempio una pompa a pressione della capacità di 2 litri) e in condizioni di bel tempo, perché una pioggia intensa dilava il prodotto e costringe a ripetere il trattamento. Essenziale, inoltre, il rispetto dei tempi di carenza: l’intervallo cioè che deve intercorrere tra il trattamento e la raccolta dei frutti.

Le formulazioni commerciali disponibili in libera vendita sono principalmente a base di principi attivi "naturali" come il rame (che serve per prevenire, e poco curare, le malattie fungine e parte di quelle batteriche) e lo zolfo (in particolare contro l’oidio, il “mal bianco” che attacca composite, rosacee come la fragola, cucurbitacee ecc.), ma anche a base di sostanze di natura chimica di sintesi (propamocarb, dodina, penconazolo). In alternativa ci sono prodotti esclusivamente a base di estratti di piante, mirati o sui parassiti vegetali o su quelli animali. Si usano a cadenza mono-bisettimanale, alternandoli, a iniziare dalla primavera, e hanno una efficacia ad ampio spettro.

Quali sono i principali funghi che possono colpire le piante dell’orto? I “terribili sei” sono peronospora, septoriosi, oidio, muffa grigia, alternaria e marciumi del colletto (vedi qui sotto). Per eseguire i trattamenti con i prodotti da diluire è indispensabile usare sempre acqua pulita, e mescolare fino alla completa diluizione. Nei periodi più caldi è meglio trattare la sera, in modo da evitare il rischio di ustioni alla pianta.

Residui colturali e infestanti

I residui colturali possono ospitare le parti riproduttive dei parassiti destinate a svernare. Per questa ragione nella compostiera di casa non si dovranno mai gettare le piante dell’orto giunte a fine ciclo, né interrarle nell’aiuola. Residui più secchi (steli di pomodoro, fagiolo, fagiolino, ecc.) si potranno far seccare e poi bruciare, mentre altro più umidi (il cavolo o insalate come lattughe o radicchi, spesso affetti da sclerotinia) dovranno essere interrati in profondità. Si scava una buca lontana dalle altre coltivazioni e profonda circa 50 cm, si depone sul fondo il materiale da gettare, si cosparge di calce viva e poi si ricopre.

Molta attenzione va prestata inoltre alle infestanti, che possono offrire riparo oppure “fare da ponte” nella trasmissione di parassiti da una pianta all’altra: eliminarle ha anche questo vantaggio.

Usare semi e piante sane

Senza dover ricorrere per forza agli Ogm, è possibile scegliere piante che manifestino resistenza o almeno tolleranza nei confronti delle malattie più diffuse. Ogni ditta sementiera di buon livello ha prodotti simili nel suo catalogo: può però succedere che le confezioni siano di dimensioni eccessive rispetto alle necessità familiari, perché pensate per l’uso professionale. In questo caso la cosa migliore è associarsi tra coltivatori, acquistare la confezione “grande” (eventualmente anche online) e poi suddividere i semi in base alle proprie esigenze. L’alternativa è rivolgersi a un vivaista di fiducia l’acquisto di piantine da mettere a dimora, scegliendo tra quelle che vengono garantite come resistenti o tolleranti rispetto ai parassiti che si intendono contrastare.

Malattie fungine nell'orto: l’ubiquitaria peronospora

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Peronospora su pomodori ciliegini.

La peronospora colpisce pomodoro, peperone, melanzana, patata, le insalate (dove prende nome di bremia), le Cucurbitacee (dove spesso è una pseudoperonospora) e molti altri ortaggi. Causa macchie clorotiche o giallognole e poi seccume sulle foglie, mentre i frutti presentano dapprima macchie scure, che si estendono rapidamente per poi far marcire la bacca.

Si presenta con frequenza in ambienti caldo-umidi, poco arieggiati (per esempio in caso di piante molto addossate fra loro), dove il fogliame venga facilmente bagnato (da piogge continue o dall’irrigazione a pioggia). È importante prevenire il fungo evitando di bagnare il fogliame: per l’irrigazione sistemate una manichetta, un tubo microforato o a goccia, in modo da bagnare direttamente vicino al piede, comunque sotto la chioma. In caso di attacco, intervenite subito con prodotti a base di rame o antiperonosporici di sintesi: un ritardo di pochi giorni porta alla perdita delle piante.

Malattie fungine nell'orto: il mal bianco che imbianca

 

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Oidio o mal bianco su cetriolo.

L’oidio è causato da numerose specie fungine che possono attaccare diverse piante sia da orto, sia da frutto, sia ornamentali. Sintomo comune è la formazione di una muffa bianca polverulenta che si sviluppa su foglie, germogli e frutti. Le foglie colpite, che appaiono coperte da una patina biancastra (donde il nome di mal bianco), si deformano e cadono precocemente, mentre i germogli s’accartocciano e s’accrescono limitatamente; i frutti crescono stentatamente e si coprono di una feltrosità grigiastra.

Lo sviluppo del fungo è favorito da condizioni ambientali caldo-umide e poco aerate, mentre le piogge ne ostacolano la diffusione. Prevenitelo fornendo sufficiente circolazione dell’aria. Per la cura, il prodotto antioidico per eccellenza è lo zolfo, e i più efficaci sono i preparati in polvere da applicare sulla vegetazione, oppure lo zolfo solubile in acqua. Ma l’intervento dev’essere il più possibile sollecito, pena la perdita dell’ortaggio.

Malattie fungine nell'orto: quando il piede marcisce

I marciumi del colletto (zucca, peperone, melanzana ecc.) colpiscono le piante nel punto di contatto tra il fusto e l’inizio dell’apparato radicale, al piede vicino al terreno. I funghi che li causano sono svariati, ma l’effetto è sempre uguale: si individua nel punto colpito un imbrunimento dei tessuti, che rammolliscono e trasudano umidità. La pianta deperisce progressivamente, avvizzendo e alla fine piegandosi a terra.

La causa consiste in un eccesso d’acqua distribuito al piede, unito spesso da uno scarso drenaggio da parte del suolo. Evitate di porre il tubo dell’irrigazione a meno di 15-20 cm dalla base delle piante; irrigate quando necessario e mai su terreno ancora umido. È praticamente impossibile salvare un vegetale attaccato.

Malattie fungine nell'orto: la botrite, quella muffa grigia

malattie fungine orto; botrite muffa grigia su grappolo uva
Botrite o muffa grigia su grappolo d'uva.

Anche la muffa grigia è un fungo “di bocca buona”, nel senso che attacca indifferentemente piante da orto, da frutto e ornamentali, colpendo qualunque organo: il colletto, i fusticini, le foglie, i germogli, i fiori o i frutti. Si riconosce facilmente perché la superficie colpita si copre di una muffa grigiastra, rilevata e lieve inizialmente, poi feltrosa e avvolgente. Gli organi ammuffiscono e cadono rapidamente.

Anch’essa è favorita dalla contiguità e dalla mancanza d’aria, in ambienti caldo umidi. L’acqua la favorisce ma non è determinante per lo sviluppo del fungo. Si previene distanziando adeguatamente le piante. Si cura, solo intervenendo con tempestività, con anticrittogamici specifici antibotrite.

Malattie fungine nell'orto: septoria, sulle Umbellifere

malattie fungine orto septoriosi sedano.
Septoria su sedano.

La septoriosi causa macchioline prima gialle poi marrone-grigiastre a margine scuro, sulle lamine fogliari, sui piccioli, sui fiori e sui fusti di prezzemolo, sedano, sedano rapa ecc. Le parti colpite si accartocciano e si seccano, fino a comprendere l’intera pianta.

Predilige condizioni caldo-umide, tipiche dalla primavera e dell’autunno, supportate da bagnature dei vegetali (da irrigazione o da pioggia). Avvicendate le colture, ponendo nell’aiuola, dopo un attacco, una specie che sia poco suscettibile al fungo. Curate gli ortaggi colpiti con sali di rame o antifungini specifici.

Malattie fungine nell'orto: i cerchi dell’alternaria

L’alternaria (nerume del pomodoro e della patata) causa macchie circolari e nerastre sul fogliame, e si può estendere ai frutti con la comparsa di macchie nere sormontate da muffa scura.

Il fungo gradisce ambienti caldo-umidi, soprattutto con abbondante rugiada mattutina. Attenzione a non bagnare mai il fogliame durante l’irrigazione. Ai primi sintomi, irrorate prodotti a base di rame o antifungini specifici.

(di Enrico Bassignana, Giardinaggio n. 7/2005)

Per approfondire

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32492 - Ultima modifica: 2020-06-29T18:02:12+02:00 da Elena Tibiletti
Malattie fungine sulle verdure dell’orto - Ultima modifica: 2020-07-05T07:50:47+02:00 da Redazione Passione In Verde