Orto: i lavori da fare in settembre

Anche in settembre l’orto rimane produttivo in tutta Italia, così come il frutteto: anzi, è sempre più tempo di raccolte e di lavori da fare

Il mese di settembre vede l’orto e il frutteto produrre ancora in abbondanza ortaggi e frutti. Per il giardiniere è una gioia, anche se contemporaneamente deve effettuare una serie di lavori indispensabili. Ecco per voi il riepilogo delle cose da fare questo mese nell’orto e nel frutteto.

Lavori da fare in settembre nell’orto

  • Nel Nord Italia molti ortaggi, come pomodoro, peperone, melanzana, zucca, zucchino, anguria, melone, cetriolo, vanno cimati per evitare la formazione di nuovi fiori e per assicurare la completa maturazione dei frutti prima che sopraggiunga il freddo.
  • Solo nel Sud Italia continuate a legare i pomodori a crescita continua, le melanzane e i peperoni, eventualmente le zucchine se le fate crescere su tralicci. Indirizzate sui sostegni, e avvolgete, i tralci delle Leguminose rampicanti (fagioli e fagiolini) e quelli dei cetrioli.
  • Dedicate attenzione ai sostegni: piante come i pomodori, ma anche le melanzane, possono ancora produrre fino ai primi freddi, e chiedono perciò tutori sicuri. Periodicamente è dunque necessario verificare che siano solidamente infissi nel terreno.
  • Continuate a tagliare alla base le foglie danneggiate, ammalate o ingiallite delle Cucurbitacee.
  • Se ancora non lo avete fatto, ponete sotto ciascuna zucca una tavoletta di legno per evitare il contatto con la terra che le può fare marcire.
  • Nel Nord Italia, e in particolare sulle Alpi, proteggete i pomodori con un telo di plastica pesante appoggiato sui tutori quando si prevede pioggia: eviterete che si spacchino e marciscano.
  • Rincalzate i cavoli, che si avvantaggiano della sistemazione della terra attorno al colletto.
  • Nel fragoleto eliminate i teli non biodegradabili usati per la pacciamatura. L’azione del sole e del clima tendono a frantumarli, riducendoli in scaglie che poi è difficile separare dal terreno. Quando non servono più vanno perciò rimossi e gettati nell’immondizia.
  • Continuate a eliminare le erbacce che di nuovo sono in rigoglio: si eliminano o con la zappa, oppure estirpandole (radice compresa) quando la terra è umida, in modo da limitarne la diffusione anche nel prossimo anno. In questo caso occorre pazienza, ma si contrasta la tendenza di molte piante a ricacciare dalla parte che non viene asportata zappando.
  • Raccogliete gli ortaggi a maturazione, controllando giornalmente le piante in modo da evitare che superino il punto ottimale.
  • Conservate le eccedenze, sia congelandole sia trasformandole (conserve ecc.).
  • In considerazione dell'elevata umidità notturna e dei prolungati periodi di bagnatura delle foglie, adesso sono obbligatorie le innaffiature con tubo microforato o per infiltrazione nei solchi, per ridurre i rischi di malattie. Riducete la quantità e la frequenza, ma non nel Sud Italia.
  • Concimate in copertura senza esagerare le specie tardive o che matureranno nelle prossime settimane.
  • Attenzione alle malattie fungine, che ora vengono favorite da temperature meno torride e una maggiore umidità, accentuata dalle ombre più lunghe e dalla minore quantità di ore del giorno. Controllate le macchie giallo-brune sospette su pomodori e, un po’ meno, melanzane e peperoni, segno di peronospora; quelle analoghe sulle insalate (soprattutto lattughe), sintomo di bremia; e quelle biancastre e farinose sulle Cucurbitacee (zucchino, zucca e cetriolo), date dal mal bianco. Intervenite subito per salvare gli ultimi raccolti.
  • lavori da fare in settembre nell'orto
    Le bietole da costa sono ancora in piena produzione nell’orto.

    E attenzione anche ai parassiti animali: in settembre si ha un rigurgito di afidi (occhio a fagioli e fagiolini, che potrebbero anche interrompere la produzione) e la deposizione delle uova e schiusa delle larve delle generazioni più pericolose delle mosche della carota (che attacca anche sedano e finocchio) e del porro. Servono nel caso i trattamenti insetticidi ammessi in agricoltura biologica.

  • Nelle aiuole a fine coltura (per es. spinaci estivi, insalate a cespo, cavoli e verze estivi ecc.) raccogliete con cura tutti i residui, rimuovendo se possibile anche il tratto iniziale delle radici, e distruggerle (per esempio sotterrandole), in modo da evitare lo svernamento di eventuali parassiti. Spargete un concime di tipo minerale se intendete seminare o trapiantare nella seconda metà del mese, di tipo organico se invece la terra rimarrà vuote per almeno due mesi. Lavorate bene il terreno per incorporare i concimi e attendete almeno due settimane prima di approntare il letto per seminare o piantare insalate o colture invernali.

...e nel frutteto

  • Monitorate la situazione idrica: se non cade una pioggia utile ogni 10-15 giorni ed è ancora molto caldo, fornite 25 l/pianta adulta d’acqua per sostenere lo sviluppo dei frutti. Attenzione però: sospendete l’irrigazione negli ultimi dieci giorni prima della raccolta, altrimenti il frutto diviene molto acquoso e non si manterrà nel tempo.
  • Continuate a porre i pali di sostegno con l’estremità a forcella ai rami troppo carichi di frutti, per evitare che il peso li possa spezzare.
  • In prossimità della raccolta, 3-4 giorni prima, falciate l’erba nel frutteto a 10 cm d’altezza.
  • Ricordatevi di non trattare in prossimità della raccolta. I trattamenti antiparassitari vanno sospesi prima della raccolta secondo il tempo di carenza indicato sulla confezione del prodotto prescelto.
  • Attenzione a non irrorare fitofarmaci in vicinanza dell’orto: se quest’ultimo è vicino al frutteto, può accadere che un trattamento destinato ai meli sgoccioli sull’insalata o su altri ortaggi di pronto consumo, con conseguenze assai negative. Nel dubbio leggete l’etichetta prima di procedere.
  • Se ancora non lo avete fatto, all’inizio del mese preparate il magazzino o la cantina per accogliere le cassette di mele e pere e altra frutta autunnale destinate alla conservazione, e disinfettate gli attrezzi e accessori di raccolta.
  • Continuate la raccolta di pesche, nettarine, prugne e susine, scegliendo quelle più mature e ritornando sulla stessa pianta a distanza di 4-5 giorni per staccare le altre. La maturazione si misura con la cedevolezza della polpa.
  • Da inizio mese in pianura e da metà mese in montagna, sono pronte per la raccolta le pere e mele autunnali a lunga durata.
  • Raccogliete anche le cotogne quando il loro colore vira dal verde al giallo chiaro, e cioè quando la peluria della buccia si elimina facilmente: altrimenti c’è rischio che siano attaccati dalla monilia e che la polpa scurisca.
  • Raccogliete sempre con garbo: i frutti vanno appoggiati nel sacco o nella cesta, perché non si ammacchino. Attenzione a non mescolare, alla raccolta, frutti sani e frutti difettosi. Soprattutto per i frutti destinati a lunga conservazione (mele, pere ecc.) è essenziale che non ci siano danni causati da funghi, insetti o durante la raccolta, per evitare marciumi che potrebbero estendersi al resto della partita. Dopo la raccolta, in cantina o in magazzino, cernite i frutti, separando quelli da conservare dagli altri che vanno mangiati subito o eliminati.
  • Ripassate gli alberi già raccolti per eliminare i frutti marciti, danneggiati dalle intemperie o attaccati da insetti come le vespe. Possono trasformarsi in incubatori per parassiti, che in seguito potranno estendersi ad altre parti della pianta. Raccoglieteli e buttateli nel cassonetto dell’organico della vostra Municipalizzata. E dopo lavate e disinfettate il contenitore di raccolta.
  • Su albicocchi, peschi e susini già svuotati dei frutti eseguite la potatura verde per arieggiare la chioma. Applicate l’ultimo intervento di potatura ai kiwi. Su peri e meli estivi a fine ciclo controllate se siano necessari tagli dei rami dell’anno che sono cresciuti incrociati, rivolti verso l’interno o sovrabbondanti.
  • Tagliate ed eliminate sul melo gli apici dei rametti colpiti dall’oidio.
  • Eliminate i rami e rametti secchi su ciliegi, amareni, albicocchi e prugni. Spesso sono il sintomo silenzioso di un attacco di monilia: dovete subito tagliarli fino ad almeno 20 cm nel legno sano, bruciando la risulta.
  • Se ancora non lo avete fatto, nel Nord Italia entro i primi giorni del mese scavate le buche necessarie ai nuovi impianti. Nel Sud invece incominciate a scavarle da metà mese. Devono comunque rimanere aperte per un mesetto, in modo da arieggiarsi bene.
  • Fino ai primissimi giorni di settembre nel Nord Italia, e per tutto il mese nel Sud Italia, potete effettuare gli innesti a gemma dormiente o a scudetto, il cui attecchimento si vedrà soltanto a primavera.

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