Il carciofo è ricco di virtù terapeutiche, sia come ortaggio, sia come foglie. Vediamo come usare anche le foglie.

La Natura non ha creato i vegetali a caso: il carciofo ci accompagna per tutto l’inverno fino ad aprile per depurare l’organismo dalle scorie invernali. Semplicemente mangiare tre volte a settimana 2 carciofi, crudi o cotti, ma sempre conditi solo con un filo d'olio, rigenera il fegato e lo predispone alla leggerezza della primavera, apportando grandi benefici.

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Carciofo: cosa contiene e perché fa bene

E se non apprezzate il sapore amaro, consolatevi pensando che è proprio l’amara cinarina il principio attivo benefico, che stimola il fegato e la cistifellea, fluidifica la bile, depura il sangue, abbassa il colesterolo. Inoltre, contiene le vitamine A (18 mcg) amica della vista e della pelle, e C (12 mg) che rinforza l’organismo.

Il carciofo è poi un'ottima fonte di sali minerali, tra cui il calcio (86 mg), indispensabile per le ossa assieme al fosforo (67 mg), il prezioso ferro (1,1 mg) costituente del sangue, il raro rame (0,3 mg), e tracce di manganese. In particolare, l'ottimo contenuto in potassio (376 mg), accanto alla notevole percentuale di acqua (84%), lo rende efficace come diuretico e, acidificando le urine, aiuta a contrastare la formazione dei calcoli biliari e renali di natura fosfatica. Se però i calcoli sono a base di acido urico, i carciofi sono vietati perché ne favoriscono l'aggregazione in urati; inoltre la notevole azione diuretica li rende inadatti a chi soffre di nefrite, a causa dell'eccessivo sovraccarico dei reni.

Grazie a fibre (7,6%) e mucillagini è lassativo; i tannini lo rendono antidiarroico; è adatto ai diabetici poiché lo zucchero contenuto (inulina) è innocuo (si trasforma in fruttosio).

Infine, è indicato nelle diete dimagranti, per le pochissime calorie (22) all'etto, prodotte da un'irrisoria quota di grassi (0,2 g) e una piccola quantità di zuccheri (2,7 g), ma anche per la sazietà che induce.

È controindicato, oltre che per chi soffre di nefrite, anche durante l'allattamento perché le sostanze amare disturbano la produzione del latte.

Come raccogliere le foglie di carciofo

Più che dell'ortaggio, in erboristeria si fa largo impiego delle foglie della pianta. Non utilizzate mai quelle presenti sui carciofi coltivati con metodi tradizionali, perché contengono residui di prodotti chimici adoperati nei trattamenti che le piante subiscono durante il ciclo colturale. Via libera invece alle foglie di carciofi coltivati biologicamente o di altra provenienza "sicura" (per esempio quelli autoprodotti).

L'essiccazione casalinga è tuttavia piuttosto difficoltosa per l'alta percentuale di acqua contenuta nei lunghi piccioli e nelle ampie lamine fogliari: il processo deve essere molto rapido (in essiccatoio) perché il prodotto conservi le caratteristiche di salubrità. In alternativa, acquistatele, essiccate e già spezzettate, in erboristeria.

Naturalmente, data la composizione dell'ortaggio, le tisane che ne derivano risultano amarissime e purtroppo è meglio non dolcificarle, pena la scarsa efficienza del preparato.

Tisane con il carciofo

  • Per ridurre l’anemia: bollite 15 g di foglie per 10 minuti in una tazza d'acqua, filtrate e bevetene una tazza prima di ogni pasto.
  • Contro il colesterolo alto: bollite 5 g di foglie in una tazza d'acqua per 10 minuti, filtrate e bevete tre tazze al giorno.
  • Per attenuare la cellulite: infondete 5 g di foglie in una tazza d'acqua bollente per 10 minuti, filtrate e prendete tre tazze al giorno lontano dai pasti.
  • Contro i dolori reumatici: frizionate il succo centrifugato sulle parti indolenzite, per 2-3 volte al giorno.
  • Per fluidificare della bile e favorire la digestione dei grassi: bevete prima dei pasti un bicchiere di acqua di lessatura (di almeno 2 carciofi) non salata.
  • Per fermare la diarrea: mangiate 2-3 carciofi crudi.

Il carciofo per la bellezza

  • Il tonico astringente: fate degli impacchi con il succo tiepido, e dopo 15 minuti risciacquate con acqua tiepida.
  • Contro la formazione di foruncoli: lavate il viso due volte al giorno con l'acqua di cottura non salata e raffreddata.
  • Per ravvivare il colore naturale dei capelli castani o neri: dopo lo shampoo sciacquate i capelli con l'acqua di cottura non salata, senza risciacquare ulteriormente.
Carciofo amico del fegato - Ultima modifica: 2019-01-07T11:42:24+01:00 da Elena Tibiletti