zanzare
Le zanzare vanno affrontate con un'ampia strategia e molti rimedi.
La strategia per ridurre l'impatto delle zanzare deve passare attraverso una sinergia fra diversi mezzi di lotta, preferibilmente ecologici

C’era una volta la zanzara comune (Culex pipiens), quella che i libri descrivono capace di riprodursi solo deponendo le uova in acque pulitissime. Venne poi una zanzara “mutante”, sempre la stessa specie, ma – miracoli del ventesimo secolo – assolutamente noncurante di acque putride o addirittura inquinate da piombo, pesticidi e altre amenità. Gli anni ’90 hanno visto l’arrivo in Italia di una terza zanzara, la “tigre” (Aedes albopictus), così chiamata per il corpo nero maculato di scaglie bianco-lucenti, la peggiore di tutte perché le basta un po’ di terreno umido per deporre le uova, svolazza in pieno giorno e lascia grossi ponfi dolenti a lungo.

Alcuni rischi, molto fastidio

Si agogna l’estate per tutto l’anno, ma uno dei rovesci della medaglia è rappresentato proprio da queste sgradite compagne delle calde notti (e non solo). Certo, non bisogna lamentarsi troppo: sin dagli anni ’50 l’anofele (Anopheles atroparvus) ha smesso di trasmettere la malaria, debellata in Italia, e la zanzara tigre, nei Paesi d’origine (Est asiatico) vettore di encefalite, da noi veicola la filariosi (Dirofilaria immitis) nel cane, la dengue, la chikungunya e la zika nell'uomo. All’estero, le zanzare sono molto più pericolose: trasmettono anche altre malattie, come la West Nile, l'usutu (queste ultime due hanno come vettore la zanzara comune) e la malaria. Per questo chi si reca in Paesi a rischio (Africa, Asia, Centro-Sud America) deve rigidamente sottoporsi alle profilassi previste per ciascuna zona, pena il ritorno anticipato o con infezione in incubazione. E chi ritorna da questi Paesi deve poi monitorarsi e ricorrere al pronto soccorso del quale dovrebbe poi scattare un'azione di profilassi da parte dell'Asl locale per scongiurare il contagio).

In realtà sono unicamente le femmine (i maschi si nutrono di nettare dei fiori) a pungere per succhiare sangue, necessario per la maturazione delle uova. Per poter suggere il nutrimento, l’insetto inietta una sostanza anticoagulante e anestetica, che mantiene fluido il sangue e ci impedisce – di norma – di avvertire la puntura, ma che pochi minuti dopo scatena appunto un’irritazione pruriginosa.

Prevenire è sempre meglio

Se, fino a 30 anni fa, ci pensava il Generale inverno a sterminare le popolazioni ronzanti, ora – in tempi di cambiamento climatico – è evidente che ognuno di noi deve fare la sua parte per arginare la loro diffusione, in alcune zone d’Italia paragonabile a un eliporto in continua attività. Alcuni Comuni italiani da qualche anno si sono attivati programmando interventi a cadenza settimanale con principi attivi chimici o, più raramente, Bacillus thuringiensis var. israeliensis, un batterio che nuoce esclusivamente alle larve di zanzara e che viene distribuito nelle acque di laghetti, fossi e canali pubblici. I medesimi prodotti vengono venduti in farmacia o online (con le adeguate spiegazioni per l’uso), in modo che i privati cittadini possano spargerli autonomamente nel proprio laghetto o nei tombini di scolo in giardino.

Controllare le acque

Ma le contromisure per prevenire e combattere le zanzare sono molte altre, tutte assai semplici. Innanzitutto bisogna intervenire sulle acque:

  • eliminate i contenitori e gli oggetti inutili (attenzione ai vecchi pneumatici: sono la “culla” ideale per le piccole zanzare tigre!) abbandonati fuori casa, nei quali si può raccogliere l’acqua piovana;
  • chiudete ermeticamente i bidoni che servono come raccolta d’acqua, o copriteli con una zanzariera integra e ben tesa, o metteteci una capsula di Bacillus thuringiensis var. israelensis;
  • accertatevi che l’acqua in sottovasi, secchi e innaffiatoi non rimanga per più di 5 giorni, svuotandoli sul terreno e non nel tombino;
  • controllate periodicamente che le grondaie non siano intasate da foglie, muschio o altri detriti;
  • pulite i tombini di scolo almeno una volta l’anno, in primavera, eliminando la sporcizia accumulata;
  • mettete una retina fitta attorno agli sfiati delle fosse biologiche;
  • popolate il laghetto di pesci e favorite l’arrivo di libellule, rane e rospi.

Controllare l'ambiente

Poi dovete intervenire sugli ambienti nei quali soggiornate, sia fuori che dentro casa, cercando di renderli il più inospitali possibile per gli sgraditi insetti:

  • ornate il giardino, il terrazzo e i davanzali con piantine e le stanze con mazzolini, in vaso con acqua o appesi alle pareti, di geranio, rosmarino, lavanda, edera, felce, basilico, menta, avendo cura di rinnovarli non appena appassiscono;
  • incentivate la presenza di lucertole, lasciando fessure tra i sassi del muretto, e di uccelli (soprattutto rondini) e pipistrelli, fornendo loro nidi appositi;
  • nelle serate in giardino bruciate nel falò, nel barbecue o in un braciere una manciata di foglie di salvia, ruta, rosmarino, alloro o eucalipto;
  • sparpagliate qua e là candele alla citronella e alle altre essenze naturali;
  • sminuzzate in una ciotolina appoggiata sul comodino vicino al letto foglie di basilico o menta, oppure ponetevi un mezzo limone steccato nella parte tagliata con parecchi chiodi di garofano (rinnovate il tutto ogni sera).

Controllare se stessi

Infine, non rimane che agire direttamente su di sé, per rendersi “sgradevoli” tanto quanto le zanzare lo sono per noi “umani”:

  • cospargete le parti del corpo esposte con lozioni a base di essenza di geranio, citronella, lavanda, menta, rosmarino;
  • vestitevi con abiti lunghi e di colori chiari;
  • non bevete birra;
  • preparate da voi una lozione casalinga ponendo in una bottiglia da mezzo litro a chiusura ermetica una manciata di fiori e/o foglie della pianta aromatica che più vi piace o avete a portata di mano, 4 dl di olio extravergine d’oliva non troppo profumato e un cucchiaio di aceto di vino bianco; agitate forte e ponetela al sole per almeno 2 settimane. L’olio è pronto quando il profumo rimarrà sulla pelle (eventualmente aggiungete 4-5 gocce di olio di mandorle come fissatore).

11 rimedi antizanzare

  1. Pipistrello. Anziché averne paura (è innocuo!), ringraziatelo: il pipistrello è uno dei più accaniti divoratori di zanzare
  2. Libellula. Avreste mai detto che l’eterea e inoffensiva libellula è in realtà una vorace predatrice… di larve di zanzara? Quando sfiora il pelo dell’acqua con il suo volo irregolare, sta pescando il cibo!
  3. Rospo. Rospi e rane con la loro lunga lingua vischiosa catturano le zanzare in volo sopra la loro testa. Non scacciateli dal giardino: fanno compagnia con il gracidio e sono utili.
  4. Rondini. Nei pressi di un temporale le rondini volano rasoterra, semplicemente perché l’umidità dell’aria concentra zanzare e altri insetti, i loro alimenti, subito sopra il terreno.
  5. Candele alla citronella. Le candele alla citronella o agli altri aromi naturali sono efficaci se disposte numerose nella zona relax.
  6. Lozione. Sempre valide le lozioni a base di geranio, mandarino, citronella, da spruzzare e spalmare sulle parti esposte. Oltre che profumate, sono anallergiche.
  7. Gambusia o pesce rosso. Negli specchi d’acqua i pesci come la gambusia provvedono a eliminare le larve delle zanzare, che per loro rappresentano un prelibato nutrimento.
  8. Lucertola. Le lucertole e i ramarri, dotati come tutti i rettili, di una lingua estroflettibile assai rapida, si cibano di insetti fra i quali le zanzare.
  9. Cerottini. Intrisi di essenze aromatiche (limone, geranio, menta, ecc.), i cerottini repulsivi si applicano sulle parti del corpo esposte all’aria. Pratici ed efficaci, mantengono l’effetto per circa 6 ore.
  10. Catambra. Si tratta di una varietà migliorata e brevettata di Catalpa bignonioides, disponibile in varie forme (alberello da vaso, arbusto o albero da giardino), che per 3 m attorno alla sua chioma repelle le zanzare.
  11. PiretroPer scoraggiare infestazioni fra i cespugli fitti che circondano la zona relax in giardino, una spruzzata giornaliera con piretro naturale aiuta a passare serate tranquille.
Zanzare, eco-lotta per liberarsene - Ultima modifica: 2022-07-02T06:52:01+02:00 da Elena Tibiletti