La viola mammola fa bella figura in giardino, ma serve anche per le sue proprietà terapiche. Scoprite tutte le sue virtù.

La viola mammola è un’erbacea perenne, alta 10 cm, priva di fusto ma dotata di stoloni che emettono radici. Le foglie, ovali o cuoriformi, dal lungo picciolo, hanno colore verde intenso e sono piuttosto piccole. I fiori profumatissimi, retti da un lungo peduncolo, sono di colore viola scuro o raramente bianco, mentre lo sperone è sempre candido. La fioritura avviene in dicembre-aprile, ma solo a partire dal secondo anno di vita.

Viola mammola, dove trovarla

Diffusa in tutt'Italia, anche se è più comune al Nord e al Centro, dalla pianura alla zona montana, la potete trovare ai margini dei boschi, nelle siepi, in luoghi erbosi e selvatici. Diffidate delle piantine sfuggite alla coltivazione che a volte si trovano nei parchi cittadini più naturalistici: non c’è certezza della loro salubrità.

Come si coltiva la viola mammola

Facilissima da coltivare in piena terra o in vaso, purché la vostra zona abbia un clima temperato fresco. Non ha infatti problemi a resistere al freddo e alla neve, ma non sopporta il caldo (sconsigliata in zone costiere, anche perché non sopporta l’aria salmastra) ed esige una posizione ombrosa. Necessita di terra di bosco ricca di humus (se il suolo è compatto bisogna aggiungere anche un po' di torba), che deve rimanere sempre umida, sebbene ben drenata. Subito dopo l'impianto necessita di frequenti innaffiature, che devono durare per sempre in vaso, nella bella stagione. In piena terra gradisce, in autunno e primavera, una manciata di concime organico, tipo letame maturo; in vaso si aggiunge all’acqua d’irrigazione un fertilizzante liquido per piante da fiore tra settembre e marzo.

Raccogliere e conservare la viola mammola

La raccolta va effettuata in piena fioritura e in una giornata di sole, e riguarda solo le parti aeree: foglie e fiori si possono recidere anche con le unghie (gli steli sono molto teneri), tralasciando i lunghi gambi.

Le parti si essiccano all'ombra e all'aria, e si conservano in sacchetti di carta o tela: il colore dei fiori si mantiene solo al riparo dalla luce.

Le proprietà della viola mammola

Gli abbondanti principi attivi (olio essenziale, emetina, irone, acido salicilico, glucosidi, mucillagini e tannini) alleviano le infiammazioni delle vie respiratorie, ma anche il mal di testa, l'artrite e i reumatismi. La mammola possiede inoltre proprietà depurative, diuretiche, sudorifere, lassative e, ovviamente, espettoranti e tossifughe. Infine, usata esternamente, combatte eczemi, herpes e acne, e ammorbidisce le pelli aride.

Attenzione però: non tutti gli organismi tollerano i preparati a base di mammola (ipersensibilità individuale). In alcune persone danno disturbi gastrointestinali, oltre a conferire all'urina un odore sgradevole; sono anche proibiti ai bambini di età inferiore ai 12 anni.

La viola mammola in cucina

La mammola si impiega fresca: poiché non esiste un sistema di conservazione, bisogna approfittare della stagione giusta. Sono commestibili solo i fiori: il delicato profumo si mantiene solo se la cottura è molto rapida (solo una sbollentatura), altrimenti vanno utilizzati a crudo. Vivacizzano il risotto alla milanese, entrano nelle insalate primaverili, accompagna piacevolmente i formaggi dolci grazie al sapore leggermente amarognolo, che ricorda le noci fresche, in pastella rendono delicate le frittelle, aromatizzano e colorano l'aceto. Si utilizzano anche per preparare una profumata marmellata e, naturalmente, le violette candite, una prelibatezza che decora gelati e sorbetti, dolci al cioccolato nero e bianco, panna montata e marron-glacé.

Viola mammola in erboristeria

  • Per risolvere la tosse secca: infondete per 15 minuti 10 g di foglie in una tazza d'acqua bollente, filtrate, addolcite con miele d’acacia, bevete 4 volte al giorno.
  • Per sconfiggere la tosse grassa: infondete per 24 ore 60 g di fiori in 1 l d’acqua bollente, filtrate, aggiungete 500 g di miele di timo o eucalipto o rosmarino o melata d’abete, mescolate bene e imbottigliate, conservate in frigo per max 2 mesi; all’occorrenza bevete mezzo bicchierino 3 volte al giorno.
  • Contro la bronchite: bollite per 5 minuti 10 g di foglie in una tazza d’acqua, filtrate, addolcite con miele d’eucalipto, bevete una tazza 3 volte al giorno.
  • In caso di mal di gola e raucedine: infondete per 15 minuti 10 g di foglie in una tazza d'acqua bollente, filtrate, fate raffreddare, fate gargarismi 3-4 volte al giorno.
  • Contro i brufoli: si aggrediscono dall'interno bevendo a digiuno un bicchiere di infuso caldo di mammola, da preparare con 10 g di fiori secchi bolliti per 10 minuti in un litro d'acqua; e dall'esterno applicando ogni sera delle compresse imbevute di succo tiepido, ottenuto bollendo 50 g di fiori secchi per 5 minuti in un litro d'acqua.

Per approfondire

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