pomodori
Piante di pomodori in piena estate, con un accenno di peronospora.
Tutte le cure colturali per le piante di pomodori durante l’estate, in luglio e agosto, i mesi cruciali per la produzione e la raccolta

Luglio e agosto sono i mesi di massima produzione dei pomodori in tutta Italia, di tutte la varietà e tipologie (a crescita determinata e indeterminata). Ma per produrre bene, le piante vanno seguite e curate adeguatamente. Ecco che cosa si deve fare in questi mesi estivi.

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La raccolta dei pomodori

Sarebbe l’ultima cosa da citare ma, per golosità, non resistiamo a proporvela per prima! I pomodori si raccolgono, in questa stagione, quando sono arrivati a completa maturazione: è vero che sono frutti climaterici, che maturano anche dopo lo stacco dalla pianta, ma perché non approfittare in estate della maturazione sotto i caldi raggi del sole, che rende questi frutti gustosissimi e profumatissimi?

Nel caso dei ciliegini o datterini, tuttavia, non sempre l’intero grappolo matura contemporaneamente: è lecito raccogliere i primi 2-3 frutti del grappolo, attendendo poi che tutti gli altri maturino, ma anche staccare il grappolo quando gli ultimi 2-3 pomodorini sono ancora verdi, lasciandoli poi maturare in casa.

pomodori ciliegino
I pomodori ciliegini si raccolgono o staccando via via quelli maturi, o aspettando che maturino recidendo con le cesoie il grappolo.

Ciliegini e datterini si raccolgono tagliando lo stelo dell’intero grappolo con le cesoie. Le forbici si usano anche per cogliere il pomodoro Riccio, il Camone, il Cuore di bue, gli Insalatari e i Tondi a grappolo. Invece il San Marzano si stacca semplicemente ruotandolo verso l’alto, perché si separa facilmente dal picciolo.

Attenzione: dopo ogni pioggia estiva intensa e abbondante bisogna controllare, il giorno dopo, tutti i pomodori, perché potrebbero essersi spaccati. Vanno quindi raccolti e avviati a fare il sugo.

Le operazioni meccaniche

  • Se avete applicato fin dall’inizio della coltivazione la rincalzatura, controllate ogni settimana che le piante rimangano sufficientemente rincalzate al colletto.
  • Continuate a legare ai tutori i pomodori a crescita continua, inclusi eventuali tralci laterali sfuggiti alla sfemminellatura, in modo che non si spezzino con vento, pioggia o peso dei frutti.
  • Proseguite nella sfemminellatura o scacchiatura (strappo dei germogli ascellari) delle piante.
  • In base alla zona geografica, due mesi prima della fine del ciclo delle piante, potete cimarle per bloccare l’accrescimento verso l’alto e spingerle a produrre più fiori sui rami laterali. Indicativamente, operate a inizio agosto sulle Alpi e durante il mese man mano che si scende verso Sud. Questa operazione si effettua per arrestare la crescita, in modo da ottenere più bacche ora (e meno tra settembre e ottobre) o da evitare che le piante diventino troppo ingombranti e ingestibili.
  • Continuate a scerbare le piante, soprattutto nel raggio di 20 cm dal piede, soprattutto se non le avete rincalzate.

Le operazioni nutritive

  • L’irrigazione, per infiltrazione laterale, con manichetta o ali gocciolanti, va somministrata in abbondanza (almeno 20 l/mq) ogni 3 giorni. Nelle giornate più torride, però, l’intervallo può ridursi fino a giorni alterni.
  • Ogni 30 giorni le piante di pomodori vanno concimate con un prodotto specifico, ad alto titolo di potassio, sia liquido se effettuate la fertirrigazione, sia granulare distribuendolo nei pressi delle piante laddove vengono irrigate con la manichetta e interrandolo leggermente. Scegliete, se possibile, un prodotto che riporti in etichetta “concime per pomodori”, e in generale seguite le istruzioni sulla confezione.

Malattie, parassiti e fisiopatie

Nel cuore dell’estate le piante di pomodoro possono essere attaccate dalla peronospora (eliminate subito le bacche che presentano chiazze peronosporiche!), una devastante malattia fungina. In generale, eliminate subito tutte le foglie che presentano chiazze sospette ed effettuate un trattamento con un prodotto a base di rame (che può essere irrorato anche come prevenzione se piove molto o in terreni già afflitti da problemi fungini l’anno precedente).

Nelle zone vicine a grandi campi coltivati a pomodoro, può comparire la Tuta absoluta (lepidottero) che scava i frutti, da combattere adesso con Bacillus thuringiensis (l’anno prossimo, però, utilizzate le apposite trappole reperibili nei consorzi agrari o online).

Attenzione alle scoloriture, magari a chiazze, sulle foglie di pomodoro: sono indice di pericolosi virus, veicolati da insetti, che non lasciano scampo alle piante: in questo caso, eliminatele prontamente, smaltendole nell’indifferenziata, anche perché non riusciranno a produrre più frutti, ma gli insetti possono continuare a trasmettere la malattia.

Tra le fisiopatie, la più frequente e antipatica è il marciume apicale (volgarmente detto “sedere nero”), particolarmente frequente sui pomodori San Marzano e simili a bacca allungata. È una manifestazione di sofferenza della pianta del pomodoro, dovuta a uno squilibrio idrico e nutritivo. Sono soprattutto i primi pomodori che si formano a soffrire di questo squilibrio colturale. Solo in un secondo tempo, a sofferenza già presente, si possono anche instaurare funghi e batteri che aggravano la situazione. La fisiopatia si previene curando molto l'irrigazione, che non deve mai essere scarsa (causa principale dell'annerimento), ma nemmeno troppo abbondante (il terreno non deve apparire troppo umido per troppo tempo). In particolare, le piante non devono mai subire uno stress idrico da carenza d'acqua. In secondo luogo, è necessario curare la concimazione: l'azoto non deve essere mai somministrato né in eccesso né in difetto; l'apporto di potassio non deve essere eccessivo (perché un eccesso di potassio contrasta l'assorbimento del calcio); l'apporto di fosforo deve essere piuttosto elevato; e soprattutto manca il calcio nel terreno (che andava somministrato prima del trapianto e nella prima concimazione di copertura).

pomodori ciliegino stress idrico
Pomodori ciliegini con sintomi di stress idrico (arricciatura a coppa delle foglie).

La seconda fisiopatia, sempre più frequente negli ultimi anni, consiste nell’arricciamento delle foglie, che si incurvano verso l’alto a partire dai bordi, assumendo una forma a coppa irregolare. In questo caso è il calore eccessivo, unito a una carenza d’acqua, che porta a un’alterazione della traspirazione fogliare. Seguite le indicazioni fornite per l’irrigazione. Normalmente non è una manifestazione pericolosa per le piante, purché non si prolunghi per più di 10 giorni.

Cosa fare se c’è poco sole o piove troppo

Se il sole è poco presente, conviene alleggerire il fogliame, riducendo così l’ombreggiamento, ma anche l’incidenza di malattie fungine. Eliminate soprattutto le foglie che ombreggiano i frutti in formazione. Attenzione: al massimo potete togliere il 30% di foglie, altrimenti la pianta non produrrà più.

pomodori cuore di bue spaccatura
I pomodori spaccati vanno raccolti per evitare che marciscano.

Se piove molto e spesso, oltre a raccogliere regolarmente i frutti che si spaccano, realizzate un riparo d’emergenza con alcuni tutori alti posti ai due lati delle file, su cui appoggiare e a cui legare robusti teli di plastica trasparente, da stendere prima di una pioggia intensa e da togliere un paio d’ore dopo la fine della precipitazione. Fra l’altro, salva le piante e i frutti anche dalla grandine (se i chicchi sono di dimensioni normali).

In questo caso, attenzione all’irrigazione: se il terreno è sufficientemente umido, bagnare ulteriormente non fa ingrossare gli ortaggi, bensì li fa spaccare o marcire.

Per approfondire

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per tutti, tutto l'anno
33002 - Ultima modifica: 2020-08-05T13:16:48+02:00 da Elena Tibiletti
Pomodori: cosa fare in luglio-agosto - Ultima modifica: 2020-08-09T07:56:55+02:00 da Elena Tibiletti