Piante tintorie: il MIRTILLO

Con i frutti del mirtillo vero (non quello gigante americano) è possibile tingere i tessuti ottenendo sfumature che ricordano quelle delle bacche

Gli Ebrei utilizzavano le bacche del mirtillo per tingere in nero, gli antichi Fenici se ne servivano per falsificare la più pregiata porpora, i Galli le usavano per tingere di violetto gli abiti degli schiavi… Ed erano conosciute già in epoca preistorica come risorsa alimentare e materia colorante.

La storia 

Ricette tintorie a base di mirtillo si trovano nella più antica raccolta di ricette tedesche, un codice pergamenaceo del XIV secolo proveniente dal monastero di Stams, in Tirolo, conservato nella Biblioteca Universitaria di Innsbruck.

Di origine nordica è un'antica ricetta cinquecentesca per la tintura in azzurro del lino.

Successivamente l'utilizzo di questo colorante in tintura divenne nei Paesi mediterranei sempre meno frequente, disdegnato dai tintori professionisti e comunque destinato alla tintura di tessuti popolari, considerati di poco pregio e di realizzazione casalinga, a causa della sua relativa stabilità alla luce.

Nonostante ciò, la pratica della tintura a base di bacche e di frutti come il mirtillo ha caratterizzato la colorazione di alcuni tessuti popolari delle nostre Alpi ed è divenuta tradizionale in Germania, durante il Medioevo e  il Rinascimento, perpetuandosi sino al XIX secolo, soprattutto nella realizzazione dei tessuti stampati.

Com'è fatto il mirtillo

Il mirtillo (Vaccinium myrtillus) è un piccolo arbusto delle Ericacee, appartenente alla flora di sottobosco e della brughiera montana europea. Nel nostro Paese cresce spontaneamente nelle zone montane e submontane nei boschi di conifere e latifoglie delle Alpi e degli Appennini, sino in Abruzzo.

La pianta raggiunge un'altezza tra i 20 e 60 cm e ha un fusto verde e angoloso, molto ramificato, con piccole foglie ovali, caduche e di color verde chiaro. I fiori, bianco-rosati, in posizione ascellare rispetto alle foglie, sbocciano tra aprile e giugno, a seconda dell'altitudine e del clima in cui cresce la pianta. I frutti, piccole bacche carnose  ombelicate di color nero-bluastro o violetto, giungono a maturazione tra luglio e agosto, sono commestibili e di gusto molto gradevole.

Coltivazione e raccolta

Per l'uso tintorio è da prediligere il mirtillo di bosco (Vaccinium myrtillus), e non la specie coltivata (Vaccinium corymbosum, mirtillo gigante americano) che si trova più facilmente in commercio.

Cresce in clima temperato e richiede un terreno umido, con valori elevati di humus (dal 3,5 al 7%).

Può essere piantato in tardo autunno, ma anche fra marzo e aprile. Le piante devono essere di due o tre anni e vanno messe a una distanza di 1,5 x 3 metri.

Riguardo alla concimazione, bisogna rispettare il basso valore del pH (acido).

Proprietà coloranti

I pigmenti, responsabili del colore viola, appartengono al gruppo degli antociani. Fra di essi troviamo un glucoside definito mirtillina, presente soprattutto nella buccia delle bacche, in una percentuale che aumenta in modo proporzionale alla loro maturazione.

Molto sensibile al pH, la pigmentazione vira dal color rosso in soluzione acida al blu o al blu violaceo in presenza di sostanze alcaline, modificando la sua struttura molecolare. Il sale fa virare il colore al blu, mentre l'aceto al rosso-violetto.

Ricetta di tintura con il mirtillo

Procedimento adatto per tingere il lino in azzurro.

  • Pretrattare il tessuto di lino facendolo bollire per un'ora in un’acqua in cui siano stati sciolti allume di potassio (reperibile in farmacia) e soda Solvay (reperibile in drogheria fra i detersivi). L'allume si usa al 20% ed è da calcolare sul peso del materiale da tingere (esempio: per 100 g di tessuto occorrono 20 g di allume); mentre la soda si usa al 5%.
  • Procurarsi dei mirtilli, calcolandone il peso in ragione del 200% rispetto a quello del tessuto asciutto e frullarli. Porre il frullato in un recipiente smaltato e scaldarlo a 50 °C.
  • Tenerlo da parte in luogo caldo e asciutto per 2-3 giorni,  fino a che non inizi a fermentare.
  • Trasferire il succo di mirtillo in una bacinella, aggiungendo acqua q.b. perché il materiale da tingere vi si possa muovere agevolmente. Immergerlo allargandolo e mescolandolo bene.
  • Scaldare sino a 50 °C e tenerlo alla stessa temperatura (o al sole) per 3-4 ore, mescolando spesso per ottenere una tintura uniforme.
  • Lasciar raffreddare nell'acqua, lavare in acqua e sapone neutro, far asciugare all'ombra.

 

(consulenza Rosella Cilano, Natural Color Consultant | www.tinturanaturale.it.
Foto, archivio fotografico Associazione Colore e Tintura Naturale M.E. Salice)

 

Piante tintorie: il MIRTILLO - Ultima modifica: 2019-08-17T07:54:26+00:00 da Redazione Passione In Verde