petunie
Le petunie sono un grande classico per il balcone.
Petunie: campanelle più o meno grandi, rami più o meno lunghi, piante compatte o scarmigliate, in tutte le tinte tranne il blu e il marrone

Le prime petunie arrivarono in Europa verso il 1825 e da allora ne hanno fatta di strada, sempre ai vertici delle nostre preferenze primaverili ed estive. Fino agli anni 80 del secolo scorso i floricoltori si sono concentrati sui colori e le forme del fiore, ottenendo per esempio i fiori bicolori (bianco e rosso o viola), quelli doppi (la petunia classicamente ha un fiore a forma di campanella) e quelli gialli (colore inesistente in natura, dove abbiamo invece viola, rosa, bianco e rosso).

Le SURFINIE

All’inizio degli anni 90 gli ibridatori hanno creato una versione a rami lunghi e ricadenti, battezzata surfinia, che non è quindi una specie, bensì una varietà ibrida sterile (non produce semi). Con la surfinia, all’inizio del Terzo millennio sono arrivate sfumature inimmaginabili: dapprima le serie Vein, venate da un reticolo ton-sur-ton, poi le bicolori con il verde (per esempio verde e rosa) e, nell’ultimo decennio, il nero vellutato, da solo o mescolato con il giallo o il porpora.

Le CALIBRACOE

Negli anni 10, per venire incontro alle esigenze di chi ha solo un davanzale o un piccolo balcone a disposizione, è arrivata sul mercato una nuova specie, la Calibrachoa, anch’essa una Solanacea proveniente dal Sud America, che sembra proprio una petunia in miniatura, fittamente coperta di minuscole campanelle (donde le serie Mini Bells, Super Bells, Million Bells e Million Kisses), che sono anche gialle e arancioni (colore che nella petunia ancora sostanzialmente manca, insieme con l’azzurro).

PETUNIE migliorate

Infine, negli ultimi anni i floricoltori hanno ripreso a migliorare specie e varietà, ciascuna per eliminare i difetti che le caratterizzano. Così sono nate le potunia, una serie di petunia i cui rami rimangono corti e compatti, senza svuotarsi alla base come fa classicamente la petunia, e le sentunia, un’altra serie che tollera i cocenti raggi estivi senza finire carbonizzata come capita a volte alla petunia normale. E per le surfinie, sono nate serie che non si svuotano al centro, obbligando alla potatura di inizio agosto, ma rimangono sempre fogliose anche alla base.

COME sono fatte

Petunie, potunie, sentunie, surfinie e calibracoe sono tutte piante erbacee perenni coltivate di solito come annuali, dai fusti più o meno lunghi, ramificati e vischiosi, con foglie opposte, appiccicose, di colore verde chiaro. Petunia ha portamento eretto (alta fino a 40 cm); Surfinia ha rami ricadenti (fino a 1 m); Calibrachoa è alta e larga al massimo 20 cm; potunia misura 30 cm e sentunia quanto una petunia normale. Da aprile a ottobre tutte producono fiori grandi (diametro 6 cm) o piccoli (1 cm, la calibracoa), solitari, imbutiformi, semplici o doppi, a petali ondulati o frangiati, in tinta unita o con striature contrastanti o con chiazze sparse o con margini a colore differente dal cuore, o sfumati nei colori bianco, giallo, salmone, rosa, rosso, lilla, viola, nero, verde o bicolori.

DOVE metterle

La petunia è una delle piante da fiore maggiormente utilizzate per le decorazioni più diverse: dal vaso collocato sul davanzale alle aiuole dei giardini pubblici. Sia in montagna che al mare, al Sud o al Nord della Penisola, occhieggiano le corolle, che danno un tono allegro e ridente ad ogni angolo. Soprattutto, la petunia è impiegata per “vestire” balconi e terrazzi. La fioritura continua e generosa ne fa un vero jolly, da utilizzare sia da solo, che misto ad altri fiori esuberanti, come lobularia, pianta dell’incenso (Plectranthus), coreopsis (margherite) ecc. Potunia e sentunia hanno gli stessi impieghi.

La surfinia è ideale in basket appeso, ma anche nelle balconiere appese alla ringhiera del balcone, per le cascate di fiori che sa creare.

La calibracoa sta sui davanzali (fermando il vaso perché non caschi di sotto col vento), appesa alla balaustra in balcone, ma anche in basket da appendere ad altezza d’uomo.

L’importante è che la posizione sia soleggiata per almeno 4 ore al giorno: l’ideale sarebbero 6 ore, preferibilmente al mattino. Solo la sentunia tollera 10-12 ore di sole, tutte le altre soffrono all’avvicinarsi dell’ottava ora di raggi, soprattutto in luglio: se possibile, ombreggiamole o spostiamole. Ricoveriamole al coperto o proteggiamole con un telo di plastica pesante anche quando sta per scatenarsi un temporale: la pioggia rovina le corolle, mentre il vento e la grandine spezzano i rami.

RINVASO immediato per le petunie & co.

Appena le portiamo a casa, tutte vanno subito rinvasate (o trapiantate in giardino) o come esemplare singolo in un vaso di 2-3 misure in più, o in cassette e ciotole, tenendo presente che 3 petunie/potunie/sentunie stanno in una cassetta o ciotola da 30 cm, 2 surfinie vogliono un contenitore da 40 cm, e 2 calibracoe uno da 24 cm. Poniamo sul fondo uno strato di argilla espansa o ghiaia come drenaggio e colmiamo con un buon terriccio per piante da fiore. Annaffiamo in abbondanza, con sottovaso, e teniamo il contenitore all’ombra per 3 giorni, per evitare appassimenti, dopodiché possiamo metterlo al sole nella posizione definitiva.

ACQUA E CONCIME regolari

Per avere belle piante folte e fiorite da aprile a ottobre il segreto è uno solo: acqua e concime con grande regolarità. Se manca la prima, si seccano le foglie basali e gli apici si piegano insieme alle foglie; se manca il secondo, la fioritura rallenta vistosamente. Il terriccio non deve mai asciugarsi del tutto: in luglio può essere necessario bagnare mattina e sera. Il concime giusto è quello liquido per piante da fiore, ancora meglio se specifico per questi fiori: va somministrato nell’acqua di annaffiatura ogni 10 giorni alle petunie e calibracoe, ogni 7 alle surfinie, a partire da 15 giorni dopo il rinvaso fino a metà ottobre al Nord e fine ottobre al Sud. In piena terra in giardino spargiamo invece un prodotto granulare, sempre per piante da fiore, secondo le indicazioni in etichetta.

Come RIPRODURRE petunie & co.

Oltre alla riproduzione da seme (vedi qui sotto), c’è un altro sistema per ottenere nuove piante: la talea di ramo, peraltro molto utile quando una pioggia forte spezza i rametti. Ogni talea deve essere lunga almeno 20 cm, privata delle foglie alla base e dei fiori all’apice. Infiliamola in un vasetto da 12 cm con terriccio per piante da fiore, teniamolo sempre inumidito e mettiamo il vasetto all’ombra. Durante la bella stagione in genere bastano 3 settimane per vedere la talea allungarsi e produrre nuovi fiori.

Possiamo facilmente (e economicamente) partire anche dalle bustine di semi di petunia, sebbene non avremo le ultimissime varietà. Se si semina direttamente a dimora verso la metà di aprile, la fioritura inizierà alla fine di giugno. I semi non vanno ricoperti, ma premuti in un composto leggero, formato da 2/3 di humus e 1/3 di sabbia. Si può anche seminare in vaso, a marzo, ma bisogna ricoprire con vetro o plastica, fino alla comparsa delle prime foglioline. Si trapianta dopo 20-25 giorni, per evitare che le radici s’intreccino, compromettendo la crescita. Non eliminiamo le piantine che sembrano più delicate, spesso sono quelle che emettono i fiori più belli.

Come RIVITALIZZARLE

Le petunie e le surfinie rifioriscono continuamente fino alla metà dell’estate, la fine di luglio, quando il caldo intenso può generare un rallentamento e i rami alla base si svuotano dalle foglie. Conviene, a questo punto, tagliare a metà i rami delle varietà ricadenti, continuando ad annaffiare e soprattutto a concimare in abbondanza: nel giro di 2-3 settimane la pianta ritorna in piena attività e riprende a produrre nuovi rametti con altri boccioli, fino a fine ottobre e talvolta anche oltre.

ELIMINARE i fiori appassiti

Per prolungare il più possibile la fioritura è fondamentale avere la pazienza di staccare dalle petunie/potunie/sentunie i fiori appassiti: non si tratta di togliere solo il residuo della corolla, ma anche il calice verde perché è destinato ad andare a frutto, operazione che porta via energia alla pianta, che riduce la fioritura. Con santa pazienza, armati di forbici cogliuva (a lame sottili), tagliamo tutti i calici sfioriti, almeno ogni 2-3 giorni in giugno-agosto. L’operazione non è necessaria sulle surfinie (sono sterili) ed è impossibile sulle calibracoe (troppo piccole).

COME SALVARLE IN INVERNO

Siamo abituati a considerare le petunie come piante annuali, ma in Brasile, dove nascono spontanee, il loro ciclo è perenne e possono crescere fino a una altezza di 90 cm. Se desideriamo conservarle da un anno all’altro, nel Nord Italia vanno ricoverate in serra fredda, eventualmente avvolgendo vasi e chiome (parzialmente potate se necessario) con uno-due teli di non-tessuto; nelle zone alpine vanno protette in una stanza fresca (10-12 °C) e luminosa, riducendo moltissimo le annaffiature (una con poca acqua al mese).

Tutti i nemici di petunie & co.

  • Sole eccessivo: secca sempre la surfinia, mentre le petunie possono venire “arrostite” fra metà luglio e fine agosto. Ombreggiamo le piante.
  • Pioggia, vento, grandine: spezzano rami e fiori. Mettiamo al coperto i vasi quando si avvicina il temporale.
  • Afidi: colonie di “pidocchi” intorno ai germogli, favoriti a una carenza d’acqua. Bagniamo regolarmente e trattiamo con un insetticida, per es. a base di piretro, senza bagnare i fiori (muoiono anche le api).
  • Oidio o mal bianco: patina bianca sulle foglie che poi diventano bronzee e si seccano. Non bagniamo mai il fogliame, mettiamo le piante distanziate perché circoli l’aria, trattiamo con un prodotto antioidico.

Per approfondire

PIANTE DA TERRAZZO E DA BALCONE
I consigli dell'esperto per terrazzi e balconi fioriti
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