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Bruchi di cavolaia.
Per bruchi defogliatori si intendono tutte quelle larve di farfalla che si nutrono a spese delle piante, divorandone le foglie e spogliandole

Alla definizione di "Lepidotteri o bruchi defogliatori" appartengono nottue, ifantria, mamestra, cavolaia, Tortricidi, processionaria ecc. Le farfalle, cioè gli organismi adulti, non sono nocivi in quanto si nutrono di nettare dei fiori, ma depongono le uova su foglie e fusti delle piante.

Dalle uova nascono le larve (bruchi), che si nutrono del fogliame delle piante, provocando diversi tipi di lesione.

Quali piante attaccano i bruchi defogliatori

Esistono numerosi bruchi “specializzati”, cioè in grado di attaccare una o poche specie vegetali, ma in genere sono veramente poche le specie risparmiate dai Lepidotteri defogliatori (per esempio le succulente e le orchidee).

Attaccano praticamente tutte le piante da esterni, che siano erbacee annuali o perenni, cespugli, rampicanti, alberi ornamentali o da frutto, latifoglie, sempreverdi o conifere, piante da orto; molto raramente quelle da interni.

Come si manifestano

Formano colonie di bruchi, a volte veri e propri “cuscini”, in genere sopra e sotto le foglie, che vengono mangiate in tempi molto rapidi.

Una volta esaurito il fogliame su una pianta, non è raro che le larve scendano in fila indiana per risalire su un altro esemplare vegetale nelle vicinanze.

Che danno provocano i bruchi defogliatori

I bruchi defogliatori mangiano con le robuste mandibole i lembi fogliari, lasciando solo la nervatura della foglia stessa.

Le nottue sono bruchi defogliatori attivi durante le ore notturne, quando risalgono sulla pianta, a partire dal terreno dove trascorrono le ore diurne, e mangiano le foglie ed eventualmente i frutti nel caso delle piante da orto.

Un attacco massiccio spoglia un alberello in tre-quattro giorni e un orto in una notte.

Dai primi tepori primaverili fino all’autunno inoltrato è possibile notare le farfalle, le cui femmine sono molto attive nella deposizione delle uova. I bruchi si vedono da marzo-aprile fino a ottobre-novembre, e anche durante l’inverno nel caso di piante ricoverate in serra calda.

Come si prevengono

Dopo forti infestazioni estive, in novembre rivoltate la terra delle aiuole in modo da esporre al freddo invernale le uova e le larve che vi si nascondono, oppure incorporate alla terra in febbraio-marzo un geodisinfestante.

Come si eliminano

Gli agglomerati di uova (minuscole palline bianche o gialline attaccate ai tessuti delle piante) dei Lepidotteri si possono schiacciare tra le dita guantate. Anche la ricerca dei bruchi e la loro eliminazione manuale può dare buoni risultati se le piante da sorvegliare sono poche.

In caso di attacchi gravi intervenite con insetticidi a base di piretro o di Bacillus thuringiensis, autorizzati in agricoltura biologica.

I bruchi defogliatori che spogliano le piante - Ultima modifica: 2012-11-19T11:08:41+01:00 da Redazione GI