Giardino mediterraneo: cisto, buganville, plumbago e oleandro

Un giardino mediterraneo, da riprodurre anche nel Nord, sfrutta le piante che amano il sole e il caldo, proponendo tanto colore per tutta l'estate

Intenso e vitale, meravigliosamente capace di tollerare il sole bruciante, il giardino mediterraneo è capace di ricreare il benessere dei momenti di vacanza...

Il giardino mediterraneo, ideale per tante aree della nostra bella Penisola, è in realtà una proposta flessibile e adattabile anche agli spazi verdi del Settentrione, tanto in Pianura Padana come ai piedi delle Alpi: una delle più belle collezioni di piante subtropicali è raccolta proprio a Merano, negli splendidi giardini botanici e lungo il soleggiato percorso della Passeggiata Sissi, dove la principessa austriaca andava a respirare la buona aria della valle.

Le piante mediterranee

Oleandri, lantane, buganvillee, capperi, gazanie, portulacche... Ognuno di questi nomi evoca subito la forza eccezionale di piante che fioriscono incuranti del gran caldo, così come il cisto, il re della macchia mediterranea selvatica. Curiosamente poco amato in Italia, è invece molto ricercato dai giardinieri inglesi, tra i quali c’è molto interesse per lo xeriscaping, il design di giardini a basso fabbisogno idrico. Il cisto fiorisce tra maggio e giugno con larghe corolle setose e può essere coltivato anche in grandi vasi profondi, in terrazzi al sole, ma non è facile farlo sopravvivere da un anno all’altro dove l’inverno è freddo; come per le lantane, si può scegliere di coltivarlo come un’annuale.

Quanto alle buganville, arbusti rampicanti di origine brasiliana che si sono diffusi su tutto l’areale mediterraneo e nelle zone più calde del litorale europeo atlantico, oggi è facile trovarle fiorite in vaso, anche nei vivai del Nord Italia. Acquistatele ai primi di giugno, per trapiantarle subito in grandi contenitori: solo in questo modo, e solo se le metterete in pieno sole, potrete ottenere il meglio da queste piante capaci di vivere di nulla.

Più difficile e delicata è la bellissima Thunbergia grandiflora, proveniente dalle regioni settentrionali dell’India: ama il sole e il caldo, ma se possibile cercate una zona del giardino in cui i raggi solari siano disponibili la mattina, seguiti da un po’ d’ombra nelle ore centrali della giornata. E non dimenticate di innaffiare generosamente per poter ammirare il continuo sbocciare dei grandi fiori azzurro-lilla, da giugno a settembre.

Se il blu è il colore che vi piace e vi rasserena, allora pensate ad un’altra specie amante del caldo, la plumbago (gelsomino del Capo). Questa specie di origine sudafricana dalle foglie curiosamente collose, fiorisce di più se riceve regolare nutrimento, ma senza eccessi, altrimenti si rischia di vedere molte foglie e pochi fiori. Come la lantana, la plumbago fiorisce per tutta l’estate anche in vaso, non di rado arrivando a ottobre ancora con le belle corolle aperte.

Oleandro, re del giardino mediterraneo

Se c’è una pianta che meglio di altre si adatta al clima torrido delle estati italiane, questa è l’oleandro (Nerium oleander), grazie anche all’ingegno della natura. Per esempio le lunghe radici che, in terra, vanno a cercare le vene d’acqua sotterranee. Oppure le foglie coriacee e lucide, inclinate in modo da non bruciarsi e con i “pori” per gli scambi gassosi in posizione infossata, per trattenere l’acqua.

Resiste bene anche in vaso, a patto di utilizzare un contenitore di dimensioni adeguate alla taglia della pianta (nei vasi piccoli non fiorisce), in plastica (nella terracotta le radici potrebbero soffrire troppo il caldo e l’aridità) e di somministrargli acqua a sufficienza (meglio tanta acqua a giorni alterni che poca tutti i giorni). Con queste tre accortezze, tollera 10 ore di esposizione al sole del Sud e fiorisce instancabilmente fino a settembre.

Piante mediterranee spinose

Molte piante mediterranee sfoggiano un ricco corredo di spine, la cui funzione è duplice: spesso si tratta di foglie che, per non disperdere la preziosissima acqua, si sono trasformate durante l’evoluzione della pianta in strutture rigide, prive di traspirazione, in modo appunto da conservare i liquidi interni. E già che c’erano, durante la trasformazione hanno pensato bene di terminare con una punta, sempre più acuminata, in modo da scoraggiare i morsi degli animali selvatici in cerca d’acqua: il liquido viene infatti conservato in abbondanza nei tessuti interni, in modo da poter essere utilizzato per le diverse funzioni vitali dell’organismo vegetale, senza disperderne neanche una goccia.

In giardino si possono sfruttare le piante spinose sia per ridurre i consumi idrici (opportunità importante soprattutto nelle zone dove l’acqua viene razionata o è veramente molto scarsa), sia per creare barriere difensive sui confini. Fra le specie esclusivamente ornamentali, ci sono i cardi (Centaurea horrida, Silybum marianum, Cynara cardunculus, Scolymus hispanicum, Pallenis spinosa ecc.), l’eringio (Eryngium maritimum, E. ametisthynum), il cappero selvatico, l’Ononys spinosa ecc. Tra le specie da siepe si annoverano il fico d’India, l’Acacia karoo, il ginestrone (Ulex spinosa), la ginestra spinosa (Calicotome spinosa) ecc.

 

(A cura di Lorena Lombroso - Pubblicato su Giardinaggio 6/2010)

Giardino mediterraneo: cisto, buganville, plumbago e oleandro - Ultima modifica: 2020-07-04T07:31:00+02:00 da Redazione Passione In Verde