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L'oleandro è una pianta mediterranea adatta a giardini e terrazzi.
L'oleandro resiste al vento, al sole, all'aria di mare: generoso e fiorito fino all'autunno, un vero re dell'estate, splendido anche in vaso

Li vediamo ondeggiare al vento lungo le magnifiche coste della nostra penisola e delle isole, ma anche oscillare al passaggio veloce delle auto, nelle aiuole spartitraffico delle città del Nord. Ne aspettiamo la fioritura per celebrare l'estate: è l'oleandro, vero re estivo di giardini e terrazzi tanto al Sud come al Nord.

L'oleandro ama l'acqua

Il nome latino Nerium oleander gli venne dato da Linneo, ispirandosi alla lingua greca dove la parola “neros” significa appunto acqua, a richiamare la sua naturale tendenza a crescere lungo i fiumi.

Infatti, si tratta di una pianta bellissima soprattutto allo stato spontaneo, lungo le rive di piccoli corsi d’acqua, o immerso in oliveti, oppure alla foce dei fiumi. Dove la conoscevano anche gli antichi, se è vero, come alcuni sostengono, che “la rosa che cresce presso la fonte” dell’Ecclesiaste è proprio l’oleandro, che all’epoca doveva essere molto frequente in Palestina, sulle sponde del Giordano.

Buon amico delle tamerici, lungo i corsi d’acqua, o delle ginestre, sui terreni asciutti, l’oleandro cresce praticamente ovunque nel Sud Italia, soprattutto in Calabria, Sicilia e Sardegna, ma anche in Liguria non è difficile incontrarlo. Cresce inoltre allo stato spontaneo in India, Giappone e in Africa, dove raggiunge eccezionalmente i 2000 m di altitudine, sul monte Atlante.

Com’è fatto

In natura esiste solo una specie di oleandro, Nerium oleander; nei vivai invece è stata selezionata una grande quantità di varietà distinte, alcune delle quali anche a fiore doppio o semidoppio.

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L'oleandro fiorisce ininterrottamente per tutta l'estate.

È un arbusto sempreverde, ramificato dalla base, che può raggiungere anche i cinque metri di altezza. Le foglie coriacee sono lineari, lanceolate, disposte in verticilli di tre e con la nervatura centrale molto pronunciata. I fiori, riuniti in corimbi, hanno forma di campana, presentando all’interno della corolla, costituita da cinque petali, delle appendici piumose. Il colore è rosa, bianco, porpora, salmone, giallo, rame o albicocca. Il frutto è un follicolo che a maturità si apre lasciando fuoriuscire i semi provvisti di una peluria brunastra, utile per essere trasportati dal vento.

L’oleandro è famoso per le sue abbondanti fioriture, che produce senza sosta dall’inizio di maggio fino alla fine di ottobre. È una di quelle piante veramente poco capricciose, che si adattano a crescere e fiorire praticamente in ogni condizione di coltivazione.

Attenzione: l'oleandro è velenoso

L’oleandro era noto fin dall’antichità come una pianta benefica e medicinale. Già i Romani conoscevano la sua pericolosità: tutte le sue parti infatti, specialmente le foglie e la corteccia, contengono una sostanza tossica, l’oleandrina, a cui sembra solo il dromedario sia immune.

Dioscoride consigliava di utilizzare le foglie macerate dell’oleandro come rimedio contro il morso dei serpenti; mescolare invece le sue foglie triturate insieme al miele poteva agevolare la guarigione dalla scabbia.

Teofrasto, infine, suggeriva di aggiungere al vino un cucchiaino di radice triturata di oleandro, per rendere mite il carattere delle persone scorbutiche: probabilmente tale mitezza era dovuta ai battiti rallentati del cuore, che il veleno dell’oleandro induce, prima di arrestarsi completamente.

Va tenuto presente che il legno e le foglie dell’oleandro rimangono velenose anche dopo essere state seccate e i fumi prodotti dalla loro combustione risultano altamente tossici: prendete dunque le dovute precauzioni nel caso in cui decidiate di bruciare in giardino il materiale di un eventuale potatura.

Come coltivare l'oleandro

Le esigenze colturali dell’oleandro sono davvero esigue ed è questo, insieme alle sue prolungate fioriture, che hanno contribuito così tanto alla diffusione di questa bellissima pianta. Nonostante l’oleandro allo stato spontaneo cresca di preferenza in luoghi impervi e tra i terreni rocciosi, è una pianta che si presta facilmente ad essere coltivata sia in vaso che in giardino, mostrando una forte resistenza all’aridità.

In condizioni opportune, l'oleandro è un'ottima scelta perché vive a lungo chiedendo quasi nulla; consigliabile ai giardinieri che scelgono il modello ecosostenibile e per chi non vuole rinunciare ai fiori neppure nella piena calura di luglio e di agosto, quando molte altre piante entrano in un periodo di riposo lasciando gli spazi verdi a questa specie di origine mediterranea, abituata al vento e alla salsedine.

Ideale per terrazzi e giardini mediterranei, l'oleandro è fatto per resistere senza problemi nel caldo mediterraneo grazie alle sue foglie coriacee che presentano una moderata perdita di umidità, come accade a tutte le specie che vivono in ambienti soleggiati e ventosi. E infatti è una pianta che ha bisogno di molte ore di sole. La sua carenza provoca l'indebolimento, la produzione di fogliame e di pochi fiori.

Nel nostro paese cresce senza alcuna difficoltà praticamente ovunque, sopportando temperature anche al di sotto dello zero ma solo per brevi periodi. Nelle regioni dove il gelo persiste per buona parte dell’inverno sarà meglio coltivarlo in vaso, così da ritirarlo in serra fredda fino al ritorno della primavera.

Si adatta a crescere in tutti i terreni, anche quelli più poveri di sostanza organica, ma se messo a dimora in giardino sarà il caso di offrirgli un suolo di medio impasto, possibilmente ben lavorato.

il giardino in giugno
In giardino gli oleandri (Nerium oleander) stanno fiorendo, e lo faranno fino a settembre.

Se coltivato in vaso, desidera un vaso più profondo che largo, in modo da permettere alle radici di svilupparsi.

Oltre alla posizione molto soleggiata, l'oleandro esige irrigazioni estive se la siccità è prolungata e se in vaso, e concime organico a novembre e a marzo, seguito da somministrazioni di concime a pronto effetto ogni 15 giorni per sostenere la fioritura.

Quando la pianta invecchia si renderanno necessarie delle potature energiche, in modo che possa rigettare alla base.

L’oleandro può essere propagato in molti modi, anche per seme, ottenendo però piante in fiore solo dopo svariati anni. Può essere effettuata anche la margotta ma il metodo più rapido resta comunque la talea. I rametti tagliati andranno immersi fino a metà in un contenitore di acqua, che andrà posizionato alla luce. Le giovani radici inizieranno a spuntare nel giro di una decina di giorni; fatele sviluppare per bene ed in seguito ponete le nuove piante in dei vasi di dimensioni adeguate.

Fate molta attenzione se avete in casa o in giardino dei bambini piccoli o cani curiosi che siano interessati a mangiare foglie, fiori e frutti, che contengono sostanze tossiche.

Malattie e parassiti

  • Le avversità sono più frequenti se vive in zone con estate umida e afosa (Pianura Padana) o con troppe ore di ombra.
  • La carenza di fiori indica una mancanza di sole.
  • Pochi i parassiti che danneggiano seriamente l'oleandro: va segnalata la cocciniglia, da combattere con somministrazioni di olio bianco a fine inverno, per ostacolare lo sviluppo delle uova quiescenti.
  • Il ragnetto rosso invece colpisce gli esemplari in vaso troppo piccolo ed esposti al pieno sole per molte ore.
  • Il cancro batterico è forse il nemico peggiore dell'oleandro: si tratta di tumefazioni che poi si spaccano, seccando il ramo all'apice e poi via via fino alla base.

L'oleandro per il verde pubblico

Nelle regioni con inverno mite, l'oleandro rappresenta una importante risorsa per il verde pubblico dal momento che risponde alle esigenze delle Amministrazioni comunali: costa poco, chiede poco, è sempreverde, ha bisogno di poca acqua, è fiorito per lunghi mesi; il problema dei parassiti e delle malattie è minimo o assente.

Tra i pochi svantaggi che presenta, c'è il problema della larghezza: cresce infatti tendenzialmente in forma allargata più che in altezza, e nel tempo ciò può causare problemi alla viabilità o indurre a potature molto severe, con il rischio di indebolimento.

Occorre poi ricordare che non va piantato in cortili e giardini di scuole e nidi d'infanzia a causa della sua pericolosità se ingerito.

L'oleandro come barriera

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Oleandri in siepe, per una recinzione coloratissima

La scelta di creare barriere verdi in prossimità di strade ad alta densità di traffico è una buona idea per limitare l’inquinamento da polveri e, in misura minore, l’inquinamento acustico.

L'ideale sarebbe, se c'è spazio a sufficienza, erigere un terrapieno alto almeno un paio di metri, inerbito, nel quale collocare un buon numero di oleandri, eventualmente mescolati ad altri arbusti poco esigenti come lauroceraso, pittosforo, eleagno (tutte specie resistenti al vento, alla siccità e al caldo, e anche alla salsedine). L'irrigazione, in questo caso, deve essere regolare in estate per favorire una rapida crescita dello schermo vegetale e una bella fioritura di lunga durata.

Coltivare l'oleandro in vaso

L'oleandro è un arbusto che cresce bene in vaso anche se in condizioni di coltivazione in contenitore rimane più piccolo e meno generoso di fiori rispetto agli esemplari in piena terra.

Le piante in vaso richiedono contenitori ampi e profondi, con ghiaia o argilla sul fondo; si impiega terriccio universale o del tipo per trapianti.

In autunno è consigliabile, nel Nord Italia, ripulire la superficie del terreno fornendo un po' di concime organico e avvolgere la chioma in veli di telo non-tessuto fissati a un'intelaiatura di canne di bambù, per evitare che un'eventuale nevicata possa provocare problemi con il peso della coltre sulla chioma. Durante l'inverno conviene aprire spesso la protezione e lasciare un arieggiamento nelle giornate meno rigide; la protezione va tolta a fine inverno, tenendo a portata di mano il telo di non tessuto nel caso di improvvisi cali di temperatura a inizio primavera, quando già si formano le gemme.

Se cresciuto in vaso, l’oleandro preferisce recipienti più profondi che larghi, in quanto le radici hanno uno sviluppo vigoroso. Le innaffiature andranno ridotte al minimo durante l’inverno e offerte invece con generosità durante l’estate. Data la naturale tendenza dell’oleandro a crescere vicino all’acqua, le piante coltivate in contenitori gradiranno un po’ di acqua nel sottovaso. Inoltre, sempre se deciderete di crescere l’oleandro in un vaso, sarà opportuno fornire una costante concimazione, soprattutto durante la stagione vegetativa.

Cosa fare dopo un inverno gelido

Oleandri mal potati
Oleandri mal potati: il risanamento va fatto tagliando i rami vecchi, ma non quelli giovani.

Benché resistente, l’oleandro può soffrire dopo un inverno particolarmente freddo, anche se era stato avvolto in teli protettivi; inoltre le piante vecchie coltivate in vaso tendono a spogliarsi e a impoverirsi.

Si rimedia praticando a fine inverno un taglio di risanamento, accorciando a un terzo i rami vecchi e a due terzi quelli dello scorso anno; rinnovate la terra e cambiate il vaso se necessario.

Dopo la prima fioritura accorciate i rami ulteriormente, e tagliate i getti laterali a 20 cm dalla base.

Concimate per tutta l’estate con un prodotto liquido per piante da fiore e non fate mancare irrigazioni: la pianta si riprenderà e formerà nuovamente una chioma compatta e cespugliosa.

Per approfondire

PIANTE DA TERRAZZO E DA BALCONE
I consigli dell'esperto per terrazzi e balconi fioriti
27816 - Ultima modifica: 2019-06-21T18:45:00+00:00 da Elena Tibiletti
Oleandro: come coltivare il re dell’estate - Ultima modifica: 2019-06-22T07:18:33+00:00 da Redazione Passione In Verde