cypripedium
Cypripedium calceolus è l'unica "scarpetta" spontanea in Italia, e protetta per legge.
Il Cypripedium o orchidea scarpetta ha un caratteristico fiore a forma di scarpina. Orchidea terrestre, è abbastanza semplice da coltivare

Le chiamano anche "orchidee scarpetta" perché i loro fiori somigliano effettivamente a una scarpina: i Cypripedium comprendono anche orchidee spontanee, oltre a quelle coltivate, e sono veramente spettacolari.

Com’è fatto il Cypripedium

Si tratta di un genere di orchidee terrestri originarie delle zone temperate dell'Europa, del Nord America e dell'Asia.

Sono dotate di rizomi con foglie decidue, quindi in autunno la parte aerea ingiallisce e secca completamente, mentre in primavera spuntano numerose foglie verdi, strette e lunghe, che spesso superano i 60 cm di lunghezza.

I fiori hanno due tepali laterali e uno superiore; sotto il piccolo labello c’è una sacca, costituita dai due petali inferiori, a forma di "scarpetta"; le dimensioni sono appariscenti e spesso superano i 7-8 cm di diametro. La fioritura avviene in primavera-estate in vari colori, dal giallo al rosa al rosso.

Dove metterla

Posizionatela accanto a una finestra esposta a est, sud o ovest, con buona illuminazione, ma al riparo dai raggi solari diretti. In estate all’aperto, in un luogo luminoso, ma ombreggiato e fresco (per es. appesa a un albero).

Come si coltiva

L’irrigazione deve essere sempre ben curata e il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido ma non inzuppato; in estate si può bagnare anche ogni giorno, mentre in inverno si sospende l’irrigazione se la pianta può svernare dove dovrebbe, cioè in un luogo con temperatura compresa fra 0 e 5 °C (per es. in serra fredda o in cantina anche buia). Nei luoghi in cui l’inverno è mite, è bene estrarre i rizomi dal terreno e porli in sacchetti di plastica con poco terriccio e sfagno, conservando i sacchetti in frigorifero.

Va concimata dalla primavera all’autunno, una volta al mese con un quarto di dose di un prodotto per orchidee.

Si riproduce per divisione dei cespi, solo quando sono troppo cresciuti rispetto alle dimensioni del vaso, in marzo-aprile.

Contenitore e substrato

Essendo piante terrestri, il terriccio deve essere per metà a base di torba o substrato di foglia o terriccio universale e per metà bark (corteccia) e perlite per favorire il drenaggio.

Il contenitore può essere un normale vaso in terracotta o in plastica.

Il rinvaso si esegue solo quando le radici fuoriescono dal substrato o la pianta ha assunto dimensioni sproporzionate rispetto al contenitore; si effettua in marzo-aprile con delicatezza per non spezzare le radici.

I suoi nemici

La cocciniglia cotonosa, da eliminare manualmente se i parassiti sono ancora pochi, oppure da combattere con gli appositi prodotti anticocciniglia.

Curiosità

  • Il nome Cypripedium deriva dal greco e significa “calzatura di Venere”, in riferimento alla particolare forma del labello rigonfio, che ricorda una pantofolina.
  • Sul territorio italiano è presente una sola specie, C. calceolus, la “scarpetta della Madonna”, un’orchidea selvatica protetta dalla legge.
  • Le specie di questo genere furono tra le prime a essere utilizzate per la creazione di ibridi floricoli a metà dell’Ottocento.

Per approfondire

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160 orchidee da conoscere e coltivare
30026 - Ultima modifica: 2019-11-28T16:28:28+01:00 da Elena Tibiletti
Coltivare le orchidee: il Cypripedium - Ultima modifica: 2019-12-15T07:48:23+01:00 da Redazione GI