carpe koi
Esistono più di 100 colorazioni diverse di carpe Koi.
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Le carpe Koi sono splendidi pesci per laghetti medio-grandi, dove vivono fino a 50 anni se le cure ricevute sono adeguate

Sono docili e amano la compagnia dell’uomo, hanno movimenti sinuosi ed elegantissimi, e sfoggiano livree sgargianti: sono le carpe Koi che, come tutte le creature gentili, vengono dal Giappone (per la precisione dal Niigata). Sono esemplari che crescono velocemente (dai 15 cm arrivano ai 40-45 cm in tre anni circa) fino a raggiungere anche il metro di lunghezza, con peso superiore ai 30 kg e con una prospettiva di vita di 50-60 anni!

Le carpe Koi o Nishikigoi, note come carpe giapponesi sebbene siano state inizialmente selezionate in Cina, sono splendidi pesci con due barbigli, uno per lato della bocca; hanno colorazioni accese e appariscenti: bianco, bianco e rosso, arancio, giallo, nero e bianco, bianco-rosso-nero, spesso con riflessi metallici. In base alle tinte della livrea, alla loro disposizione e alla predominanza di un colore sugli altri, le Koi si classificano con nomi ben precisi. Sono state codificate così 13 varietà, con un centinaio di colorazioni diverse.

Sono curiosi animali, che hanno la morfologia di un superbo pesce esotico, ne hanno la biodinamica e la fisiologia, ma si comportano come “cuccioloni” d’acqua. Perché una Koi non è solo un essere tremendamente bello e decorativo, è assolutamente sorprendente, soprattutto nella varietà forse meno appariscente, ma senz’altro la più simpatica della famiglia. Dimostra una tale, naturale dimestichezza con gli esseri umani, che la direste un delfino in sedicesimo: se le date da mangiare sempre nello stesso punto del laghetto, la Koi imparerà a riconoscervi e si precipiterà a prendere il mangime direttamente dalle vostre mani. Sarebbe meglio però non accarezzarla, perché si altera il muco protettivo delle squame.

Come tutte le creature straordinarie, però, anche le Koi esigono cure e attenzioni particolari: dopotutto, vista la loro longevità, potrebbero accompagnare la vostra vita e quella dei vostri figli per il prossimo mezzo secolo e anche più in là!

Dove allevare le carpe Koi

carpe koi
Le carpe Koi possono arrivare a 1 m di lunghezza e 30 kg di peso.

Data la taglia ragguardevole, le carpe koi non sono adatte a tinozze o piccoli laghetti: necessitano di buoni volumi d’acqua, di adeguata profondità (minimo 80 cm anche vicino alle sponde), e - importante - di ricircolo dell’acqua e di filtro depurativo meccanico o vegetale. In caso contrario, le Koi tendono a suicidarsi saltando fuori dell’acqua. Sono ideali laghetti senza rive. In una certa misura adattano la loro crescita alle dimensioni dell'invaso: nei laghetti meno grandi rimangono più piccole, ma è una crudeltà costringerle in spazi di dimensioni non adeguate. Chi non dispone di un bacino adatto a questi pesci, può optare per valide alternative come i coloratissimi Shubunkin o i bellissimi Sarasa, che ricordano molto da vicino le multicolori livree delle carpe Koi.

L'acqua deve essere ben ossigenata e il più possibile pulita. Deve esserci un efficiente sistema di filtraggio che movimenti l'acqua anche in superficie. Bisogna rimuovere lo sporco grossolano, come le foglie cadute, con regolarità. Non inserire troppi pesci per mc e non eccedere con la quantità di mangime fornito, che se non consumato intorbida l'acqua.

Sarebbe preferibile allevare solo carpe Koi, ma se proprio si desidera una convivenza con specie diverse, l'unica possibile è quella con i pesci rossi.

Attenzione: le carpe Koi hanno la brutta abitudine di grufolare sul fondo svuotando i vasi delle piante acquatiche della loro terra e scoprendo le radici. Per evitare danni, occorre coprire la superficie dei contenitori con uno strato di grossi sassi. Inoltre sbocconcellano i ciuffi di piante sommerse che vanno protetti con cilindri di rete.

Le Koi, come molti altri pesci, sono ottime divoratrici di larve di zanzare: per disinfestare un metro cubo d’acqua è necessaria una carpa Koi da 20 cm di lunghezza.

L'alimentazione

Il mangime deve variare nel corso dell'anno in base alla temperatura ambientale. In inverno serve un mangime ad alto contenuto proteico e lipidico, come uova essiccate di formica, gamberetti o Daphnia, e basso tenore di carboidrati, che scendano sul fondo perché i pesci rimangono in profondità dove l'acqua è meno fredda. La quantità va ridotta fino a sospendere l'erogazione quando la temperatura è stabilmente intorno ai 5 °C.

In primavera la quantità di mangime aumenta e progressivamente aumentano anche i carboidrati rispetto ai grassi. In tarda estate si ritorna a un mangime proteico e lipidico. Esistono mangimi differenziati proprio in base alle stagioni.

Per approfondire

GUIDA PRATICA ALLA SCELTA DI PESCI DA LAGHETTO E PIANTE ACQUATICHE
Come scegliere pesci e piante per dare vita al tuo laghetto
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