prato malattie fungine
Se si compiono errori nella manutenzione del prato, facilmente si manifestano funghi parassiti.
Chiazze gialle o brune sull'erba del prato sono dovute a malattie fungine, che si instaurano a causa di errori nella manutenzione del tappeto erboso

Non è raro avere a che fare con un prato colpito da malattie fungine. Come sempre, la causa della malattia va ricercata in qualche errore nelle operazioni di manutenzione dell'erba. E, come sempre, ricordiamo che prevenire le malattie è sempre molto meglio che doverle poi curare.

❈ Anzitutto bisogna conoscere bene come fare qualsiasi intervento: determinate operazioni, come il taglio e l'irrigazione, se compiute in maniera sconsiderata, generano problemi. Il prato incomincerà a ingiallire o imbrunire, segno drammatico di infezione fungina.

❈ Le chiazze fungine, di 10-70 cm di diametro, hanno contorno rotondeggiante o irregolare, e colori variabili dal cenere al giallastro al ruggine, a seconda dell'agente patogeno.

❈ In realtà, ogni prato è sempre pieno di spore fungine, una parte delle quali non è dannosa. Invece le spore dei funghi parassiti, trasportate dal vento e poi attivate dall'acqua d'irrigazione o dalla rugiada, sono pronte ad aggredire le piante circostanti.

Se l'erba è in buona salute, non offre un ambiente adatto per la germinazione della spora stessa, ma vale anche l’inverso.

❈ Quando compare l'infezione, è necessario interrogarsi su quali azioni sbagliate sono state compiute sul tappeto erboso, per evitare di ripeterle. Gli errori più frequenti sono quelli relativi alle modalità di tosatura e di irrigazione del manto erboso. Ogni specie da prato ha bisogno di un taglio ad altezza appropriata, in relazione alla capacità di esercitare normalmente le funzioni vitali. Un taglio troppo basso per le esigenze della pianta la indebolisce, oltre a privare il prato di aria, il che favorisce la germinazione delle spore. Inoltre il taglio della foglia, soprattutto se non è "a forbice" (taglio netto), sfrangia la superficie fogliare, rendendola più esposta all'insediamento delle spore fungine, favorite anche dall'ammorbidimento dei tessuti vegetali. Anche un taglio troppo frequente debilita l'erba, in particolare durante periodi di grande siccità. Se si taglia il prato ancora bagnato, per la pioggia o l'irrigazione, oltre a diffondere facilmente le spore, sarà facilitata la massiccia germinazione.

L'irrigazione andrà somministrata in modo corretto, senza esagerare né scarseggiare per quantità, bagnando preferibilmente la mattina presto. L'umidità elevata favorisce l'insorgere di malattie fungine, quindi bisogna evitare anche i ristagni idrici, attraverso un buon drenaggio del suolo.

❈ Risulta nocivo anche il compattamento del terreno, che va evitato effettuando, in primavera e autunno, le opportune arieggiature e/o carotature.

❈ Anche la formazione del feltro non favorisce la buona salute del manto erboso e, anzi, costituisce un’ottima fonte di spore: in autunno bisogna ricordarsi di praticare un'energica sfeltratura.

❈ Vanno evitate poi le concimazioni azotate abbondanti al di fuori della primavera, perché rendono più turgida la foglia, e può essere d'aiuto il controllo di eventuali carenze di fosforo e potassio.

❈ Infine, il pH della terra deve aggirarsi su valori di 6, che sfavoriscono la maggior parte dei funghi.

❈ Se, nonostante gli accorgimenti preventivi, l'infezione compare ugualmente, non si può fare altro che ricorrere a un fungicida, ricordando che qualcosa deve essere andato storto nella prevenzione, che va rivista.

Quando si riesce a individuare esattamente la specie fungina responsabile dell'attacco, l'anticrittogamico scelto potrà essere specifico, ma in tutti gli altri casi si dovrà impiegare un prodotto antifungino ad ampio spettro d'azione, che cioè elimini il maggior numero di funghi patogeni.

❈ Un buon fungicida non deve danneggiare il tappeto erboso alla dose consigliata, non deve accumularsi nel terreno in dosi residue tossiche e deve essere economico. La formulazione più frequente è in polvere bagnabile, oppure in concentrato emulsionabile. Gli anticrittogamici più utilizzati sono quelli a base di rame o di zolfo (oidio), i cloroderivati (ruggini, elmintosporiosi, mal del piede), i fungicidi sistemici o ad ampio spettro a base di propiconazolo.

❈ I trattamenti vanno eseguiti rispettando scrupolosamente i dosaggi indicati, irrorando il prodotto con l'apposita pompa a spalla o attraverso l'impianto d'irrigazione, per garantire una distribuzione il più possibile uniforme. In media, serve un trattamento ogni 15 giorni. I fungicidi non sono prodotti particolarmente tossici, però vanno rispettate le normali precauzioni: non trattate in giornate ventose, senza guanti e mascherina protettiva, o in presenza di bambini o animali.

❈ Si può anche mettere a punto un programma preventivo di trattamenti, con anticrittogamico ad ampio spettro, da incominciare in primavera, una volta al mese.

❈ Durante la tosatura, si consiglia di sfalciare prima le zone sane e dopo quelle infestate, avendo cura al termine dell'operazione di pulire e disinfettare le lame.

 

(tratto da “Come difendere il tappeto erboso, Giardinaggio n.7-8, 2009)

 

Ecco il nostro video tutorial sulla tosatura del manto erboso:

Prato colpito da malattie fungine: cosa fare - Ultima modifica: 2019-07-07T07:52:00+00:00 da Redazione GI