Orchidee spontanee in Italia, tutte protette

Oltre a quelle tropicali, esistono tante orchidee spontanee anche in Italia, dai fiori molto più piccoli ma altrettanto belli. Sono tutte protette per legge

Tutti noi conosciamo le intriganti bellezze delle orchidee tropicali; sono poche le persone che possono dire di non essere rimaste vittime, tra gli scaffali di un supermercato o nelle serre di un vivaio, delle voluttà dei fiori di una Phalaenopsis o dai profumi intensi di una Cattleya.

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Anche nel nostro Paese crescono allo stato selvatico diverse specie di orchidee spontanee che, se da una parte non possono competere con le dimensioni delle loro sorelle tropicali, dall’altra non hanno nulla da invidiare in quanto a colorazioni e forme bizzarre.

La famiglia delle Orchidacee

La famiglia delle Orchidacee è una delle più vaste nel regno vegetale: sono 20.000 le specie, riunite in circa 800 generi.

Nella flora italiana queste piante risultano ben rappresentate con più di 100 specie che si distribuiscono su tutto il territorio nazionale: dalle pianure del Nord ai pascoli di montagna, dalle isole maggiori a quelle minori, passando per i frutteti e gli uliveti delle regioni meridionali. Non sarà quindi difficile imbattersi nelle loro esuberanti fioriture che hanno inizio proprio nel mese di aprile e procedono fino a giugno.

Le orchidee spontanee

A differenza delle orchidee tropicali, che si sono sviluppate nel tepore umido e costante delle foreste pluviali, potendo crescere quindi sui rami dei grandi alberi, con radici aeree che captano le particelle di acqua direttamente dall’aria, le nostre orchidee hanno dovuto fare i conti con l’alternanza delle stagioni: con le calde e aride estati, seguite dal rigore dei freddi invernali.

Questo susseguirsi di condizioni favorevoli e sfavorevoli ha fatto sì che queste piante sviluppassero adattamenti del tutto particolari in ogni fase della loro crescita: dalla produzione di semi all’impollinazione dei fiori e al superamento della stagione avversa.

Le orchidee italiane sono infatti specie terricole con un ciclo vitale da erbacee perenni: fioriscono e vegetano durante la primavera e l’estate. In questo periodo immagazzinano il nutrimento all’interno di due radici ingrossate ("pseudobulbi"), simili a piccoli tuberi, che permettono loro di superare la stagione fredda sotto terra per poi tornare a fare capolino nella  primavera successiva.

Orchidee a rischio estinzione

In tutte le Regioni italiane le orchidee spontanee appartengono alla categoria delle specie protette, vale a dire quelle piante di cui è vietato non solo raccogliere  i fiori, ma anche le capsule contenenti i semi al termine della fioritura e i bulbi sotterranei.
Le multe in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine sono salate, quindi vi consigliamo di rispettare il divieto. Se proprio volete "catturare" un'orchidea spontanea, fatelo con la macchina fotografica!
Il divieto s'impone a causa della rarità in cui versano le orchidee spontanee, dopo secoli di razzie selvagge, e della lentezza nella loro riproduzione: le capsule contenenti i semi impiegano diversi mesi per maturare, e dovranno poi trascorrere dai cinque ai sette anni prima di vedere fioriti i nuovi esemplari.

Per approfondire

ORCHIDEE SPONTANEE DELL’EMILIA ROMAGNA
Guida topografica al riconoscimento
30016 - Ultima modifica: 2019-11-28T15:57:12+01:00 da Elena Tibiletti
Orchidee spontanee in Italia, tutte protette - Ultima modifica: 2013-04-03T11:15:38+02:00 da Redazione Passione In Verde