equiseto
L'equiseto è un ottimo rimedio naturale come antifungino e come antiparassitario.
Dall’equiseto, pianta considerata infestante, si ricava un’azione utile a fortificare le piante coltivate, a nutrirle e a difenderle dai parassiti animali

Per equiseto si intende, in genere, Equisetum arvense, noto anche come equiseto comune o coda di cavallo, rispetto ad altri equiseti spontanei, meno diffusi. Questa piccola pianta erbacea predilige i terreni umidi e freschi: si trova comunemente in prossimità dei fossati e dei torrenti, anche in altura e, a volte, perfino in giardino o nell’orto. Odiato dagli agricoltori perché infestante e difficile da estirpare, l’equiseto è invece apprezzato dalla medicina popolare (si utilizza in erboristeria) e trova un certo spazio anche in agricoltura biologica perché può rinforzare le piante coltivate. In particolare, contiene silice in ragione del 5-6% della pianta secca.

Come usare l’equiseto

Macerando alcune piante di equiseto in acqua per un determinato periodo di tempo e filtrando il liquido ottenuto, questo esplica un’azione antifungina oppure antiparassitaria. La macerazione estrae in soluzione acquosa gran parte delle sostanze contenute nelle piante e il preparato va distribuito sempre lontano dalla fioritura; agisce per contatto. Nella difesa da parassiti animali, i macerati svolgono un’azione repellente, cioè i trattamenti servono solo ad allontanare gli insetti nocivi.

Contro quali avversità serve

In particolare, previene e contiene le malattie fungine, incluso l’oidio, e secondariamente agisce contro gli afidi e, in miscela con il macerato d’ortica, contro il ragnetto rosso. Si utilizzano 150 g di pianta secca o 1 kg di pianta fresca, da far macerare per 24 ore rispettivamente in 1 o in 10 l d’acqua fredda; l’indomani si pone il miscuglio di acqua e pianta a sobbollire per un’ora. Si lascia raffreddare e si filtra. Si usa diluito 1:5 spruzzandolo sulla vegetazione in caso di oidio (mal bianco) ogni 5 giorni per un mese; sempre alla stessa diluizione e unito a uguale quantità di silicato di sodio (200 g in 10 l d’acqua) si irrora una volta al mese contro la botrite (muffa grigia) e le ruggini.

Altri usi dell’equiseto

Gli steli interi di equiseto si usano come scovolini per pulire l’interno delle bottiglie. Ugualmente, si strofinano anche sulle pentole di rame come abrasivo, risultando efficaci grazie al contenuto in silicio.

Equiseto, rimedio contro funghi e parassiti - Ultima modifica: 2022-10-26T06:38:14+02:00 da Elena Tibiletti