edera
Edera da esterni.
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L'edera è una pianta versatile, da coltivare in vaso in casa, oppure in giardino come tappezzante o siepe, seguendo i nostri consigli

Simbolo di fedeltà e di longevità, nonché di attaccamento alla persona a cui la si dona, l'edera  soffre moltissimo se viene spostata dalla posizione abituale, anche perché, da buona pianta rampicante, si attacca tenacemente al sostegno a disposizione, sia esso un muro di una casa, un traliccio della luce o un albero. Possiede infatti una fittissima rete di appendici munite di minuscole ventose che aderiscono strettamente al substrato, e il tentativo di staccarla da questo provoca comunque la rottura dei piccoli tentacoli, senza ottenere generalmente il risultato sperato. In certi casi tuttavia, può rendersi necessaria la sua rimozione perché, se la pianta si trova particolarmente bene, può svilupparsi a dismisura, ombreggiando le finestre o addirittura "entrando in casa", se è appoggiata a una parete; oppure soffocando l'albero al quale si è avvinta. L'edera infatti non è una pianta parassita, come a prima vista potrebbe sembrare: in realtà non risucchia la linfa della pianta di sostegno, ma le si avvolge attorno in modo così stretto da privarla letteralmente dell'aria e della luce, e talvolta anche dello spazio per espandersi.

Nell’antichità era considerata la pianta sacra del dio greco Dioniso e proprio dalle sue foglie era formata la corona dei poeti ma anche di Bacco, a cui era dedicata. Alle foglie di edera rampicante erano infatti attribuite proprietà particolari come la prevenzione dei postumi da sbornia e la separazione dell’acqua dal vino.

Viene utilizzata come pianta tintoria, nei toni del nero e viola; e se ne estraggono sostanze attive contro la cellulite.

Le edere sono coltivabili sia come piante d’appartamento sia come piante da giardino.

Com'è fatta l'edera

edera siepe
Edera utilizzata come siepe su una recinzione.

L'edera (Hedera helix) è una pianta molto longeva (può raggiungere i 400 anni di vita) e, man mano che cresce (in altezza fino a 15 m), il fusto si ingrossa e si lignifica fino a diventare un vero e proprio tronco. Le sue conosciutissime foglie, spesso utilizzate come simbolo grafico, hanno un lungo picciolo e una lamina verde scura, cuoriforme o palmato-lobata a 3-5 punte; e persistono tutto l'anno. I fiori sono riuniti in ombrelle, collocate in numero di 2-3 all'apice dei rami: compaiono verso settembre-ottobre, ma solitamente non si notano perché i petali, oltre a essere piccoli, sono di colore verdastro. Ciò non impedisce alle api di visitarli: il miele d'edera, vera e propria rarità, ha un particolarissimo gusto amarognolo, che ben si sposa con i dolciumi in genere. In pieno inverno, sui rami femminili, compaiono i frutti, piccoli e ovali, generalmente color nero-violaceo, più raramente giallo-dorati (in alcune specie coltivate).

Attenzione: tutta la pianta è velenosa, ma soprattutto i frutti, che però sono appetiti dagli uccelli per i quali non risultano tossici.

Delle sette specie coltivate (Hedera canariensis, H. chrysocarpa, H. colchica, H. hibernica, H. himalayana, H. japonica, H. helix), in vaso si coltiva solo l’ultima, nelle sue varietà “mignon”. Fra le più consigliabili: ‘Calico’, ricadente, foglie variegate di bianco con sfumature rosa; ‘Chicago Variegata’, foglia verde piccola con margini giallo crema; ‘Crispy Variegata’, foglie molto piccole con cinque-sette punte, verdi variegate di bianco-crema; ‘Ivalace’, compatta, foglie a punta pronunciata, verde scuro lucide, tanto da sembrare di vetro; ‘Natasha’, ricadente, adatta ad ambienti poco luminosi, foglie cuoriformi verde scuro; ‘Silvanian’, foglie romboidali bronzate.

Come coltivarla in giardino

edera tappezzante
Edera da esterni tappezzante.

Pianta poco esigente, l'edera fa la gioia dei giardinieri neofiti: cresce abbastanza in fretta; preferisce l'ombra ma sopporta anche il mezzo sole; nel primo anno dall'impianto richiede acqua 1 volta a settimana in estate, mentre in inverno va annaffiata, solo se non piove, 1-2 volte al mese; da adulta non va irrigata particolarmente. In autunno potate eventuali rami troppo esuberanti, che potete mettere a radicare in un vaso con torba per ottenere nuove piante; all'inizio dell'estate concimatela bene; ricordatevi solo che, una volta scelta la sua posizione, quella dovrà rimanere. Non ha problemi climatici: non ama il mare, ma dalla pianura all'alta montagna vive benissimo.

Come coltivarla in vaso

edera vaso
Edera da vaso, da coltivare in appartamento.

Esistono diverse varietà di edera, di dimensioni ridottissime o normali, a foglie verdi o variegate; quando è giovane resiste egregiamente anche in vaso, da ospitare in casa.

Posizione: meglio se luminosa ma senza sole diretto; sopporta anche una media luminosità; se la luce è poca le foglie perdono la variegatura. In estate può stare all’aperto, a mezz’ombra.

Temperatura: preferibile fra 15 e 20 °C, tollera fino a 5 e 28 °C. Le varietà da interni non sopportano i rigori degli inverni padani o alpini: vanno ricoverate in casa in ottobre. Sopravvive bene anche in stanze fredde, pianerottoli, uffici.

Terriccio: desidera un substrato per metà torboso e per metà di terra universale.

Acqua: una volta a settimana, con abbondanza, in estate, ogni 10-15 giorni in inverno. Irrigate appena il terriccio è asciutto in superficie (ma non in profondità).

Concimazione: da aprile a settembre ogni 30 giorni nell’acqua d’irrigazione, con un fertilizzante specifico per piante verdi.

Rinvaso: quando la massa dei tralci è evidentemente sproporzionata rispetto al contenitore.

Potatura: se si dovesse allungare troppo, potete potarla senza troppi scrupoli, i tralci recisi si utilizzano anche come "verde" per i bouquet di rose, dalie, crisantemi, iris, cosmee e di fiori misti.

Edera, coltivarla in casa e in giardino - Ultima modifica: 2020-10-03T08:02:00+02:00 da Redazione Passione In Verde