Le erbe infestanti del prato si distinguono in piante a foglia stretta e piante a foglia larga. Scopri quali sono e come intervenire per prevenirle.

Eliminare le erbe infestanti dal prato è fondamentale per la salute del prato stesso. Scopriremo quali sono le specie di piante più diffuse, come e quando è necessario intervenire per impedire la loro germinazione nei tappeti erbosi.

Quali sono le infestanti nel prato

Il prato deve avere un bel manto denso, uniforme, verdissimo: il sogno di tutti è il bel “prato all’inglese”, dove perdere lo sguardo nel mare d’erba. Nel 99% dei casi invece ciò non si verifica, in parte per cause climatiche (l’Italia non ha il clima fresco-umido che, almeno fino a un decennio fa, caratterizzava la Gran Bretagna), in parte per errori di coltivazione che portano a problemi vari, come l’ingiallimento o il diradamento del tappeto erboso. In entrambi i casi l’erba indebolita lascia il campo all’ingresso delle piante estranee, che arrivano grazie al vento e agli uccelli che portano i semi “stranieri”.

Le infestanti nel prato possono appartenere a due grandi categorie: le dicotiledoni e le monocotiledoni. In commercio infatti esistono, tra i diserbanti specifici per il prato, due tipi di prodotti: per piante a foglia larga e per quelle a foglia stretta.

Attenzione: in tutti i casi, escluso il trattamento con anti-germinello, una volta eliminate le malerbe, è necessario riseminare subito l’erba da prato, altrimenti nello spazio rimasto libero arriveranno altri semini di infestanti, in una lotta senza fine!

Le erbe infestanti a foglia larga

Le dicotiledoni sono le cosiddette “infestanti a foglia larga”, assai diversa da quella delle erbe da prato, che sono quasi sempre Graminacee dalla foglia stretta e lunga. La loro presenza salta immediatamente agli occhi: sono molto diverse, non tanto per il colore, quanto per la forma delle foglie e il portamento. Esse si chiamano trifoglio, senecio, pratolina, acetosella, piantaggine, meliloto, tarassaco, romice, poligono, cerastio, centonchio, veronica, solo per citare le più comuni. C’è chi non si infastidisce nel vederle punteggiare il manto - alcune, come le pratoline e il tarassaco, producono anche graziosi fiorellini - e chi invece alla prima foglia intrusa viene assalito da un impeto sterminatore. Una cosa è certa: se non si fa nulla, prima o poi prenderanno il sopravvento sull’erba.

Contro questo tipo di infestanti la lotta è relativamente semplice: esistono numerosi principi attivi autorizzati, come 2,4D, dicamba, MCPP-P, fluroxipir, triclopir, efficaci soprattutto se abbinati tra loro in un solo prodotto. Sono i cosiddetti diserbanti selettivi, che selezionano la propria azione, calibrandola solo verso queste piante e preservando le graminacee prative. Attenzione, però: se il prato, anziché di Graminacee, è costituito da dicondra, non è possibile utilizzarli. Sterminereste anche la dicondra e bisogna quindi procedere a mano oppure in anticipo sulla stagione con un prodotto di pre-emergenza, a base per es. di pendimetalin, efficace su infestanti a foglia stretta e a foglia larga appena germogliate.

I trattamenti contro le piante a foglia larga vanno eseguiti in un momento ben preciso: i vegetali da colpire devono essere ancora giovani, vale a dire non irrobustiti e con radici ancora poco profonde, ma nel contempo sufficientemente sviluppati (5-10 cm d’altezza) da assorbire completamente il principio attivo.

Scegliete una giornata con temperatura mite, compresa tra 15 e 25 °C, in modo da favorire l’assorbimento. Il prato dev’essere leggermente umido, anche perché non potrà essere irrigato fino al giorno successivo, per non dilavare il diserbante. Per lo stesso motivo, il tappeto erboso non può essere tagliato se non dopo almeno tre giorni dal trattamento e lo sfalcio va smaltito senza unirlo al cumulo di compostaggio, perché i residui chimici bloccano la fermentazione.

Infestanti a foglia stretta nel prato

Le monocotiledoni, o “infestanti a foglia stretta”, sono le più subdole: sono anch’esse Graminacee, ma annuali anziché perenni. Ciò significa che, accanto a un aspetto molto simile all’erba del prato, che sfugge a un occhio poco attento, presentano la sgradevole caratteristica di scomparire tra luglio e settembre, lasciando i resti secchi e il buco nel manto fino alla primavera successiva. Tra le più frequenti, si ricordano la Digitaria sanguinalis, la Poa annua, la Eleusine indica, la Setaria e il Cynodon dactylon.

Contro queste “imitatrici” si possono utilizzare solo gli anti-germinello, cioè i prodotti che agiscono sui semi inibendo la germinazione, o i pre-emergenza. Infatti, se si utilizzassero i diserbanti a base di fenoxaprop-P-etile, graminicida di post-emergenza, si azzererebbe l’intero manto erboso. Questi ultimi sono invece irrorabili sul prato di dicondra, a patto che l’infestazione sia di malerbe a foglia stretta.

Ancora più importante è il periodo di somministrazione, rigorosamente quando il prato è già adulto e ha ripreso pienamente a vegetare, mentre i semi delle graminacee infestanti devono ancora germogliare, cioè quando le piante estranee sono in pre-emergenza. Il momento più adatto è l’inizio di maggio nel Nord Italia e nelle zone più fresche del Centro, un mese prima nel Sud. Si ripete eventualmente il trattamento durante l’estate.

Per ottenere i migliori risultati, è consigliabile prima dell’intervento un taglio dell’erba a 2-2,5 cm, per favorire la discesa del prodotto nel primo strato del terreno. Distribuite il diserbante con la massima uniformità su tutta la superficie. Subito dopo il trattamento, irrigate con 5 mm d’acqua, lasciate assorbire e irrigate nuovamente con altri 5 mm, in modo da trascinare il principio attivo nel terreno.

Non arieggiate il tappeto erboso e non effettuate carotature per un mese dopo il trattamento, per non invalidare la copertura diserbante rispetto a nuove germinazioni, che durerà per circa un mese e mezzo. Per lo stesso lasso di tempo non svolgete trasemine, perché l’effetto anti-germinello si trasferisce anche sui semi delle specie prative gradite.

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