Come creare vialetti, sentieri e pavimentazioni per l’esterno

Le pavimentazioni per lo spazio esterno si creano in autunno-inverno, seguendo una serie di accorgimenti per renderli funzionali

Il momento giusto per realizzare una nuova pavimentazione (o rinnovarla) tutt’intorno a casa è proprio l'autunno-inverno, quando la fruizione dello spazio verde è ridotta, i lavori comportano meno fastidi (eviterete di trovarvi a primavera con il giardino devastato da cumuli di macerie, sacchi di cemento, pallet di pietre o mattonelle...) e i materiali hanno tutto il tempo di assestarsi (con la possibilità di effettuare eventuali ritocchi o modifiche) prima che incominci un calpestio intensivo.

Il primo passo (letteralmente!) consiste nel prendere nota delle dimensioni di sentieri, piazzole e pavimentazioni o degli spazi che dovranno essere occupati da queste strutture.

In secondo luogo, serve uno sguardo attento al contesto in cui andrete a inserire i materiali, per sceglierli con buon senso. E questa forse è una fra le scelte più complesse da compiere: pietra naturale o autobloccanti in cemento? Meglio il cotto, bello ma delicato, o le piastrelle, pratiche ma un po’ anonime? La decisione non è solo una questione di gusto o di portafoglio, ma di una ragionevole mediazione fra le diverse esigenze che comprendono appunto il budget a disposizione e l’estetica del luogo, ma anche l’uso (pedonale o carrabile) e la zona climatica (il gelo invernale impone la scelta di materiali che non vadano soggetti a problemi in caso di basse temperature).

Si ricorda al riguardo che le crepe si creano principalmente a causa delle infiltrazioni d’acqua nelle fessure tra i materiali. Quindi è bene creare una pendenza di posa che impedisca i ristagni soprattutto se si impiegano materiali a rischio (es. cotto, o certi tipi di pietra) in zone con inverni gelidi e piovosi.

Autobloccanti, cotto, pietra…

Non è più tempo di considerare gli autobloccanti con sguardo di sufficienza: oggi hanno raggiunto un grado di evoluzione tale da risultare a volte quasi indistinguibili dalla pietra naturale. Sono dunque un pratico materiale, per giunta poco costoso e facile da posare, da tenere in grande considerazione.

Infatti, gli elementi in aggregato cementizio sono nobilitati da tecnologiche mescole con sabbie e graniglie di pietra; la lavorazione dei manufatti imita perfettamente le rugose superfici del porfido e del travertino e la gamma di forme fa la felicità di architetti, posatori ed esteti. Come i cubetti di pietra, gli autobloccanti hanno il grande vantaggio della facilità di posa, che non richiede l’uso di cemento: è la compressione stessa fra ogni elemento a creare la necessaria stabilità, tanto da consentire perfino il passaggio di automezzi senza alcun danno.

Inoltre, quando accade di dover effettuare uno scavo (ad esempio per una riparazione su condutture idriche o pozzetti di scolo), gli autobloccanti – come anche i cubetti di porfido e affini – possono essere rimossi e sistemati nuovamente al loro posto al termine del lavoro, senza doverli sostituire perché rotti nel sollevamento.

Se invece preferite il tono naturale della terracotta, assicuratevi che il prodotto scelto sia in grado di tollerare il gelo e che sia calibrato per esterni. Verificate anche il carico massimo sopportabile: non tutti i modelli tollerano il passaggio di autovetture.

Un’alternativa interessante è offerta dai prodotti ceramici (klinker e simili), sempre più sofisticati ed eleganti, in genere antigelivi e, in molti casi, in grado di sostenere il peso di un veicolo.

Nulla vieta poi di mescolare i diversi materiali: un buon gioco di inaspettati contrasti può generare un risultato d’insieme di grande interesse estetico.

In genere i materiali sono facilmente reperibili nelle migliori rivendite di materiale edile o in garden center specializzati di ogni zona d’Italia; potreste trovarvi in lista d’attesa se preferite scegliere decori su misura o pietre particolari, che vengono fatte arrivare appositamente ma che quasi certamente avranno un costo superiore a quelle di pronta consegna. Non trascurate il discorso della consegna e stoccaggio: quando arriverà l’autocarro dovrete aver predisposto la possibilità di passaggio fino al punto scelto per appoggiare i pallet, in una zona facilmente raggiungibile.

I fattori per la scelta

Di questi tempi, fra i fattori di scelta al primo posto troviamo i costi, sia dei materiali sia della posa in opera: in assoluto, il pavimento più economico è rappresentato (escludendo la ghiaia, che rappresenta una “non-soluzione”) dai masselli autobloccanti che, oggi, si trovano anche in versioni artistiche o decorate che non hanno nulla da invidiare a soluzioni più ricercate. Seguono i mattoni e determinate piastrelle per esterni, che però richiedono maggiori oneri per la messa in posa, che deve essere perfetta, per evitare antiestetici dossi e avvallamenti. Legno e pietra naturale sono i materiali più costosi, soprattutto se la posa è prevista affiancando gli elementi (più economica la messa in opera ad opus incertum).

In secondo luogo bisogna tenere conto di esigenze particolari, come la necessità di passare con carichi (per es. con automobili o trattori) e di parcheggiare, l’antigelività (mentre l’antiscivolo, per questioni di sicurezza, è previsto ormai su tutti i materiali da esterni), la presenza di pendii ecc.

Quindi viene la tipologia dell’edificio e del luogo ove insisterà la pavimentazione: per esempio, determinate soluzioni in legno o in pietra, adattissime a un contesto collinare o montano attorno a un immobile di sapore rustico, potrebbero stonare se incorniciano una casa moderna con finiture in metallo o vetro.

Infine c’è il gusto estetico: alla luce dei vincoli imposti dalle esigenze appena elencate, i materiali oggi in commercio permettono sempre un’ampia scelta, visto che le nuove tecnologie hanno consentito di ottenere soluzioni eleganti ma economiche, magari in materiali robusti e affidabili che ne imitano altri più pregiati e costosi.

Scegliere il materiale

Per la realizzazione di percorsi nel verde ha molta importanza la scelta del tipo di materiale; alcuni richiedono fondamenta e opere di drenaggio o di sostegno, soprattutto quando il luogo è caratterizzato da pendenze o se il substrato di fondo ha tendenza a non mantenersi stabile.

Chi desidera creare percorsi poco costosi può optare per la posa di lastre di pietra nel prato, o meglio su una base livellata e successivamente ben riempita di sabbia fra gli interstizi, in modo da creare zone in cui inserire ciuffetti di vegetazione fiorita o piccole piante a portamento tappezzante e orizzontale. Se il vialetto è circondato dal prato, conviene che sia pari a esso per facilitare il transito con il tosaerba. Le zone pavimentate che terminano contro i muri di casa devono avere una lieve pendenza (2-3 cm per ogni metro lineare), verso l’esterno, per facilitare il deflusso dell’acqua ed evitare pozzanghere in prossimità delle opere murarie, con il rischio di infiltrazioni.

Fai-da-te? Perché no…

Mettere in opera un vialetto in mattonelle o lastre cementate non è difficilissimo, soprattutto se si mastica almeno un minimo di edilizia e bricolage.

Per prima cosa bisogna decidere il livello: se l’area confina con il prato, conviene che sia pari a esso per facilitare il transito con il tosaerba. Le zone pavimentate che terminano contro i muri di casa devono avere una lieve pendenza (2-3 cm per ogni metro lineare), verso l’esterno, per facilitare il deflusso dell’acqua ed evitare pozzanghere in prossimità delle opere murarie, con il rischio di infiltrazioni.

Dopo aver deciso la forma, delimitatela con spago teso fra picchetti per avere la certezza di mantenere le linee dritte. Scavate fino a una profondità di circa 13-15 cm, pareggiate la superficie rastrellandola per togliere i detriti grossolani e poi stendete uno strato di ghiaia, da pressare bene con un rullo. A questo punto potrete stendere la malta, da preparare poco a poco per evitare che si asciughi. È anche opportuno non tenerla molto liquida: gli inevitabili schizzi potrebbero sporcare i materiali che state posando. Una mescola classica prevede 9 parti di sabbia per 1 di cemento, ma presso i centri brico e le rivendite di materiali edili troverete malte pronte all’uso che prevedono solamente la diluizione in acqua. Assicuratevi che siano di una tipologia indicata per i lavori in esterno.

Soprattutto nel caso dei materiali naturali (ma accade anche con gli autobloccanti), è possibile notare delle differenze di colore fra diversi pallet. È dunque consigliabile mescolare gli elementi provenienti da differenti pallet, in modo che eventuali sfumature diverse siano meno palesi.

Lo strato di calcestruzzo può essere modesto per pavimentazioni esclusivamente pedonali, ma deve arrivare a 10-15 cm di spessore se prevedete il transito di automezzi. Il massetto armato (calcestruzzo steso su rete elettrosaldata) garantisce la massima stabilità.

Su letto di sabbia

Nel caso in cui non siate pratici di lavori edili, è meglio sperimentare la soluzione più semplice, quella data dagli autobloccanti da posare su un letto di sabbia. Le operazioni iniziali sono analoghe a quelle prima descritte: scavo dell’area, delimitazione con picchetti e spago.

Direttamente sul terreno naturale stendete la ghiaia: l’ideale sarebbe preparare un successivo strato di stabilizzante da coprire con un telo apposito (geotessuto). E solo a quel punto create il letto di sabbia grossolana, 4-5 cm di spessore, predisponendo le pendenze e le livellette per lo scarico dell’acqua.

I mattoncini si posano uno a uno seguendo lo schema scelto (che può essere tracciato su un foglio da tenere a portata di mano). I posatori specializzati fanno seguire all’impianto una vibrocompattazione con una macchina apposita la cui piastra vibrante favorisce l’assestamento della sabbia fra i mattoncini. L’ultima operazione prevede lo spargimento di sabbia fine vagliata, per sigillare le “fughe”, cioè gli spazi fra gli elementi: va condotta a più riprese fino a che la superficie si presenta compatta. Quindi si spazzano via i residui di sabbia e la pavimentazione è già finita.

I diversi tipi di fondo

Per pavimentare una piazzola in lastre di pietra o mattonelle cementate è consigliabile preparare la cassaforma con assi di legno. Sul fondo precedentemente scavato, pulito e rullato, si stende uno strato di ciottoli e di drenante e si pone in opera una rete elettrosaldata per armare il calcestruzzo. Si posano le lastre lasciando una leggera inclinazione (circa 2-3 cm) verso l’esterno, per assicurare il deflusso dell’acqua.

La posa di mattoni su fondo di sabbia, senza uso di cemento, avviene dopo la preparazione del terreno (scavo, pulizia). Circa 8 cm di ciottoli vengono posti al primo livello, segue poi la stesura di uno strato di sabbia grossolana (circa 4 cm) e i mattoni compattati fra loro con sabbia più fine. Il passaggio della macchina vibrocompattatrice al termine del lavoro provocherà l’assestamento finale. Una pavimentazione di questo tipo può facilmente essere rimossa per effettuare eventuali riparazioni di fogne o tubature.

Area parking

Il luogo dove parcheggiare l’automobile necessita di attenzioni particolari rispetto alla restante area verde. Preferite una pavimentazione che non si sporchi irrimediabilmente con le inevitabili gocce d’olio o di carburante, e sistemate una presa d’acqua e di luce vicino al parcheggio stesso, che vi potranno sempre essere utili.

Calcolate bene le misure necessarie per evitare faticose manovre ogni volta che entrate o uscite da casa. Lo spazio medio per una normale berlina è 2,50 x 5 m; se prevedete di parcheggiare in diagonale, contate almeno 3,5 m di spazio per fare retromarcia e manovra senza diventare idrofobi!

Per i viali esclusivamente pedonali è sufficiente un metro di larghezza. I sentierini larghi meno di 50 cm sono da riservare ad aree frequentate occasionalmente.

Pavimentare con la luna

Tutte le operazioni di realizzazione di pavimentazioni e vialetti negli spazi verdi dovrebbero essere realizzate in luna calante. Il consiglio viene dalle antiche regole contadine, che vedevano in questo periodo del mese il momento migliore per ottenere manufatti ben consolidati, evitando il rischio che sassi e mattonelle fossero facili a sollevarsi soprattutto nei periodi di cambio stagionale, con alternanza di umidità e periodo asciutto. Inoltre si riteneva che, lavorando in luna calante, minori fossero i rischi di danneggiamento provocato dall’espansione delle radici degli alberi posti nelle vicinanze dell’opera. Oggi è la bioedilizia a suggerire una rinnovata attenzione a criteri legati ai ritmi naturali.

 

Come creare vialetti, sentieri e pavimentazioni per l’esterno - Ultima modifica: 2020-09-23T07:44:00+02:00 da Redazione Passione In Verde