cedro fiori frutti
Il cedro produce frutti molto grandi.
Il cedro è tipico di zone calde, venendo sostituito nel Nord Italia dal limone cedrato. I frutti enormi non si consumano tal quali

Il cedro (Citrus medica) è una Rutacea originaria dell'Asia sud-orientale, in particolare dell’area del Bhutan. È ritenuto una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo e al mandarino. Dalla Persia è arrivato nei Paesi mediterranei e, probabilmente nel III secolo a.C., in Italia. Fu classificato già da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia col nome di "mela assira". A quei tempi ancora non si usava il frutto a scopo alimentare; il suo utilizzo a tale scopo si sarebbe diffuso solo due secoli dopo; era invece impiegato come repellente contro le zanzare. Oggi è principalmente coltivato e lavorato in Calabria, nella fascia costiera dell'alto Tirreno cosentino che va da Diamante a Tortora, denominata Riviera dei Cedri, imperniata su Santa Maria del Cedro, dove l’agrume cresce spontaneo.

Com'è fatto il cedro

È un arbusto o piccolo albero, alto fino a 8 m, con portamento irregolare e rami spinosi, rosso-violetti da giovani. Le foglie, ovali-oblunghe, con margine dentato, medio-grandi (lunghe fino a 20 cm), sono rossicce appena emesse e poi verde scuro. I fiori sono grandi e di colore rosso-violaceo in boccio; all’apertura hanno interno bianco ed esterno soffuso di viola; riuniti in racemi di 3-12 all'apice dei rami, possono essere ermafroditi o maschili per aborto del gineceo. La fioritura è continua, con picchi in primavera e autunno. I frutti, del peso di 300-600 g, sono grandi (fino a 30 cm di lunghezza), oblunghi o ovali, a superficie liscia o rugosa e piena di protuberanze, con epicarpo giallo e molto spesso (fino al 70% del frutto) e polpa suddivisa in 5-12 segmenti che contengono numerosi semi.

Solo il 25% della polpa è edibile, ma si tratta di un frutto che si consuma fresco assai di rado, perché risulta o completamente dolce o completamente agro, il che lo rende poco appetibile. Del frutto si utilizza la scorza per la preparazione di canditi, acqua e sciroppo di cedro, liquori (come il cedratine della Corsica) e per l'estrazione di oli essenziali utilizzati in farmaceutica, e il succo con cui si preparano bibite analcoliche.

Le cultivar di cedro

Le cultivar sono divise in due gruppi: acide e dolci. Le prime, come la specie tipica, hanno fiori e germogli rosso-violacei e polpa acida; le seconde hanno fiori bianchi e polpa più dolce. Tra i cedri acidi si annoverano la Diamante (o Liscia, di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura), la Etrog e la Mano di Budda (varietà da giardino, con frutti ornamentali digitati, privi di polpa); tra i cedri dolci si ricordano la siciliana Vozza Vozza (bitorzoluta, a bassa acidità, adatta al consumo crudo), la campana Cedressa (quasi estinta), il Cedro di Firenze (in via d’estinzione) e la gardesana Salò (anch’essa ridotta a pochi esemplari).

Il Cedro Giudaico o Etrog (C. m. var. ethrog) è la varietà utilizzata dai credenti ebrei nella Festività dei Tabernacoli, coltivata in Calabria, Israele, Grecia ed Etiopia. Ha lo stilo che persiste nel frutto, a simboleggiare la fertilità. A differenza di tutti gli altri agrumi, possiede un'albedo commestibile e molto succosa, contenente steroli che combattono il colesterolo. Il frutto intero viene impiegato per la produzione di bibite analcoliche.

limone cedrato frutto
Limone cedrato.

I limoni cedrati (in genere utilizzati come ornamentali) possono essere considerati ibridi fra limoni e cedri; producono frutti che ricordano il cedro per la pezzatura e lo spessore della buccia, abbastanza idonea alla canditura, mentre simile al limone è l'aspetto della pianta, che risulta però meno esigente del cedro per quanto riguarda la temperatura.

Come coltivarlo

Per la coltivazione, vale quanto indicato per il limone, tenendo presente che il cedro è ancora meno resistente alle basse temperature, che possono provocare il defogliamento dell’albero, che poi riprende l'attività vegetativa in primavera.

In passato, in Calabria la coltura era molto caratteristica: data la localizzazione vicina al mare, le piante dovevano essere protette ogni inverno con incannucciati, chiusi anche in alto, oggi sostituiti con teli di plastica. Gli alberi, spinosi, erano piantati a distanza ravvicinata e mantenuti bassi con potature periodiche; oggi invece i sesti d’impianto sono maggiori.

È uno dei pochi agrumi che si possono propagare per talea, anche se il cedro franco di piede è facilmente preda di Phythophtora.

Per approfondire

36982 - Ultima modifica: 2022-08-14T17:04:49+02:00 da Elena Tibiletti
Cedro, agrume non per tutti i luoghi - Ultima modifica: 2022-08-25T06:55:43+02:00 da Elena Tibiletti