anguria cocomero frutto
L'anguria è un ortaggio che richiede tantissimo spazio.
L'anguria o cocomero richiede tantissimo spazio e terreno fertile, in un clima mite. Per il resto coltivarla è molto facile, dal Sud alla Val Padana

L’anguria (Citrullus lanatus, della famiglia delle Cucurbitacee come lo zucchino), è un miracolo di freschezza e un rifugio prezioso dal caldo nei mesi estivi.

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Conosciuta al Sud come cocomero (dal latino “cucumis”, cetriolo) o melone d’acqua e al Nord come anguria (per la stessa ragione, infatti “angurion” in greco significa cetriolo), nelle zone del deserto del Kalahari, dove probabilmente ha avuto origine la sua coltivazione, e dove comunque cresce abbondantemente, fungendo da riserva idrica per la popolazione locale, è invece conosciuto come “tsamma”.

Secondo gli antichi Egizi invece l’anguria, che compare nei geroglifici ed era deposta insieme ai faraoni nelle tombe, come garanzia per il loro sostentamento nell’aldilà, avrebbe origine dal seme del dio Seth.

Com’è fatta l'anguria o cocomero

Originaria dell’Africa, è una pianta tropicale annuale, con fusto erbaceo rampicante, grandi foglie trilobate, fiori maschili e femminili, frutto voluminoso con varie striature e chiazze bianche o giallastre, in varietà a frutto tondo, rustiche e precoci, e varietà a frutto oblungo, che si presenta più grosso e dolce, più delicate ed esigenti.

Esistono infatti angurie di diverse dimensioni e ibridi senza semi; alcune varietà abbisognano di piante impollinatrici per sviluppare il frutto, dunque attenzione all’acquisto!
 Polimore, ad es., è un’ottima minianguria con semi e può impollinare le altre varietà.
 Anche la Minipol è una mini anguria con semi che può impollinare ibridi mini e senza semi come Mielhart e Hazera. La Crimson Sweet è medio-precoce di media grandezza, la Charleston Gray è una oblunga tardiva; le più coltivate sono il Cocomero di Faenza e il Cocomero di Pistoia. Gli ibridi, come Baby Funn F1, Crimstar F1, il giallo Yellow Cutie F1 (tutti con frutti medio-piccoli), sono esenti da alcune malattie; in alternativa si consigliano Sugar Baby (piccoli), Crimson Sweet (medi) e Black Diamond (grandi).

Come si coltiva

L’anguria preferisce, come il melone, climi caldi e terreni fertili. I terreni più adatti sono quelli profondi e sciolti, o per tessitura o per ottima struttura, in modo che il drenaggio sia perfetto; devono essere anche molto fertili o ben concimati con potassio e azoto. La temperatura minima di germinazione è di 15 °C, quindi si semina solo dopo la fine di aprile. Dopo averlo lavorato con letame ben maturo e concime a base di potassio e azoto, per la semina (da aprile a maggio) bisogna operare nel modo seguente.

Scavare dei solchi a una distanza di 1,5-2 metri l’uno dall’altro, su file poste a una distanza di 2-3 metri. Collocare 2 o 3 semi in buche profonde 3-4 cm; oppure acquistare le piantine e metterle a dimora in maggio rispettando le stesse distanze: è una pianta che richiede spazio! Il sesto d’impianto ideale è molto largo: 2-3 m tra le file e 1,5-2 m tra le postarelle, per avere una densità di 0,3-0,5 piante a mq: per una famiglia servono almeno 20 mq. Poi diradare le piantine nate lasciandone 2 per buchetta. Nata la piantina, dopo che si sarà formata la quarta-quinta foglia, occorre cimarla sopra la terza foglia per favorire l’emissione di getti ascellari dai quali ottenere più frutti. In questo modo si formeranno tre ramificazioni disposte a raggiera sul terreno. Quando queste si saranno formato bisogna cimarle ugualmente sopra la quarta foglia.

Si controllano le infestanti con ripetute sarchiature. Una volta che si saranno formati i frutti andranno diradati a tre per pianta e bisognerà porre delicatamente della paglia sotto di essi in modo che non marcisca la parte a contatto con il terreno.
 L’anguria richiede frequenti irrigazioni: il massimo fabbisogno d’acqua si ha dall’allegagione dei fiori all’ingrossamento dei frutti, ma bisogna fare attenzione a non bagnare mai le foglie. Vicino alla raccolta l’irrigazione va sospesa per favorire la concentrazione degli zuccheri e degli aromi nei frutti, che sono pronti 4 mesi dopo la semina. Si raccolgono tra luglio e settembre, a seconda del clima e dell’area geografica.

Consociazioni e rotazioni: sfruttate lo spazio tra le piante per porre ortaggi a sviluppo rapido come lattughe, ravanelli, carote, spinaci. L'anguria non deve mai seguire se stessa.

Fra i nemici ci sono gli afidi, l'oidio, la peronospora e le larve di maggiolino (che divorano le radici e il colletto delle piante).

Per approfondire

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32454 - Ultima modifica: 2020-06-29T11:43:32+02:00 da Elena Tibiletti
Anguria o cocomero: come coltivarla - Ultima modifica: 2020-07-07T07:48:17+02:00 da Redazione Passione In Verde