Si differenzia dalla vite americana (Parthenocissus quinquefolia) perché la vite canadese (Parthenocissus tricuspidata = Ampelopsis t.) ha foglie a lamina unita, suddivisa solo nella parte apicale in tre lobi: non si distinguono foglioline, ma una lamina intera. È una rampicante caducifoglia che in autunno, prima della caduta delle foglie, si colora anch’essa di rosso intenso, offrendo uno spettacolo di grande bellezza e decoratività. Emette tralci lunghi fino a 14 m con crescita veramente rapidissima (anche 2 m in una sola stagione); le foglie sono trilobate, di colore verde bottiglia in estate ma rosso fuoco da ottobre a novembre, prima di cadere. I fiori sono verdognoli e insignificanti, in aprile; ne seguono frutti simili a grappoli d’uva in autunno, non commestibili, tranne che per gli uccelli.
Resiste perfettamente all’inquinamento cittadino, formando ovunque una copertura fitta che maschera tralicci, pergole, gazebo, muri, pilastri, archi ecc. Si arrampica mediante viticci muniti di ventose che aderiscono al supporto: attenzione all’intonaco dei muri dell’edificio. È particolarmente diffusa la varietà ‘Veitchii’, caratterizzata da fogliame ancora più arrossato in autunno. I colori saranno più vividi quanto più, in ottobre, si verifica una buona escursione termica fra il giorno e la notte: uno sbalzo superiore ai 10 °C assicura toni fiammeggianti.
Terreno, clima, esposizione. Gradisce un terreno fertile e ben drenato, ma si adatta bene a quasi tutti i tipi di substrato. Vive all’aperto in piena terra tutto l’anno in tutta Italia perché tollera il gelo, la neve e il caldo intenso. Sta meglio al sole, ma resiste anche a mezz’ombra e perfino all’ombra.
Piantagione. In primavera o in autunno, ponendo sul fondo della buca una palata di letame o una paletta di stallatico secco.
Sostegni. Sempre molto robusti, visto il peso ingente della pianta in vegetazione: murature, ferro battuto, legno massiccio. Crea una copertura molto fitta e un rivestimento denso.
Irrigazione e concimazione. Bagnare in abbondanza nel primo anno dall’impianto e per le prime 2-3 estati se fossero molto calde e secche. In autunno e in primavera, spargere un concime universale in granuli a lenta cessione.
Potatura. Tollera senza problemi potature anche drastiche, da effettuarsi in inverno, per ridimensionarne le dimensioni.
Moltiplicazione. Per talea di ramo dell’anno precedente in giugno. Per propaggine in aprile.
Malattie e parassiti. Rarissimamente oidio o mal bianco se la pianta è sempre all’ombra in luogo umido.
Coltivazione in vaso. Impossibile a causa dell’apparato radicale molto sviluppato.
Quante viti nordamericane esistono? Con i nomi comuni di vite americana e vite canadese si intendono varie rappresentanti della famiglia delle Vitacee. Una di queste, utilizzata sempre a scopo decorativo è Ampelopsis brevipedunculata, nota anche come vite canadese, simile a Parthenocissus quinquefolia come metodo di coltivazione, ma diversa per la forma delle foglie. La stessa P. quinquefolia a volte viene chiamata vite canadese. Nello stesso genere troviamo la P. tricuspidata che si differenzia perché le foglie hanno 3 lobi e non 5. Per questa ragione, quando vogliamo acquistare uno di questi rampicanti, l’unica soluzione, per essere sicuri della scelta, è quella di ricordare la dicitura latina. Altro vitigno che troviamo a volte con il nome di vite americana è Vitis labrusca, che produce l’uva americana, anche detta uva fragola, dalla quale si ricava il vino fragolino. Esistono poi altri vitigni di origine americana (V. riparia, V. rupestris e V. berlandieri) utilizzati nella coltivazione della vite europea da vino come portainnesti per contrastare la fillossera, temibilissimo parassita.
Attenzione: anche i frutti della vite canadese non vanno consumati perché sono contengono il tossico acido ossalico: attenzione a bambini e animali domestici. Per gli uccelli, invece, non è nocivo.



