Salice: rimedi naturali analgesici

Il salice (Salix) è un albero ricco di proprietà fitoterapiche, a partire dalla salicina, principio attivo da cui è nata l'aspirina

Il salice, o meglio, i salici, sono alberi interessanti dal punto di vista ornamentale, ma anche per le proprietà fitoterapiche, a partire da quella analgesica derivante dall'acido salicilico che queste piante contengono.

Com'è fatto il salice

Tra le numerose specie (quasi 300), che appartengono alla famiglia delle Salicacee, il più diffuso allo stato spontaneo è sicuramente il salice bianco (Salix alba), così chiamato per il colore delle sue gemme e per le foglie, ricoperte da una peluria argentea, inizialmente presente su entrambe le pagine e poi, nel corso della stagione, solo su quella inferiore.

Il salice è un albero alto fino a 20-25 m, presenta un tronco robusto con la corteccia che nelle piante vecchie diventa rugosa; i rami sono lunghi e flessibili; le foglie sono dotate di un corto picciolo, sono lunghe e strette, finemente seghettate ai margini e acuminate all’apice. Tra marzo e maggio la pianta fiorisce con infiorescenze di colore giallo. I fiori, che si formano su alberi separati (specie dioica), sono piuttosto rudimentali: quelli maschili sono formati solo da due stami e quelli femminili solo dal pistillo. L’impollinazione è anemofila e a volte entomofila. Il frutto è una capsula che si apre liberando numerosi semi cotonosi che il vento trasporta a grandi distanze.

Come coltivarlo

Preferisce terreni umidi, anche pesanti e non drenati. Si può impiegare per consolidare le sponde dei fiumi e dei torrenti, grazie alle robuste radici che trattengono il terreno e alla crescita rapida che lo porta in pochi anni alla forma arborea. Naturalmente, in assenza d’acqua nel suolo, bisogna ricordarsi di provvedere con le irrigazioni, regolari e abbondanti soprattutto in estate.

La raccolta

In Italia è diffuso dal livello del mare fino agli 800-1.000 m d’altitudine, in luoghi umidi, lungo le rive di corsi d’acqua e laghetti. Capita ancora di vederne qualche esemplare nelle campagne.

Le foglie vengono raccolte tra aprile e luglio e le infiorescenze in marzo-aprile, facendole seccare separatamente in luogo ombroso e arieggiato e conservandole in vasi di vetro da tenere al buio.

La corteccia si può prelevare tutto l’anno ma, dato che è un procedimento non indolore per l’albero, è meglio lasciarlo a mani esperte, riservandosi di acquistare i pezzettini di corteccia in erboristeria.

Rimedi naturali con il salice

Grande importanza in campo erboristico hanno le foglie, le infiorescenze e soprattutto la corteccia che contiene la salicina, un glucoside dal quale si ricava l’acido salicilico, il principio attivo della nota aspirina. L'acido salicilico agisce come analgesico, antispasmodico, sedativo, antireumatico, febbrifugo, cicatrizzante, tonico e astringente.

  • Per combattere l’influenza: bollite 40 g di foglie e fiori per 10 minuti in 1l d’acqua, lasciate intiepidire, filtrate, addolcite con miele di castagno o di rododendro, bevete 3-4 tazze al giorno. Oppure 5 gocce di estratto idroalcolico (reperibile in erboristeria) per 4 volte al giorno.
  • Per favorire il sonno: infondete 40g di foglie e fiori per 10 minuti in 1l d’acqua bollente, fate intiepidire, dolcificate con miele di tiglio e bevete una tazza 30 minuti prima di coricarvi.
  • Per dare sollievo a piedi doloranti: bollite 60 g di corteccia in 1 l d’acqua per 10 minuti, lasciate in infusione per altri 10 minuti, filtrate e aggiungete altri 2l d’acqua tiepida, fate un pediluvio per almeno 10 minuti.
  • Come ansiolitico: infondete 20 g di foglie in 1l d’acqua bollente per 20 minuti, filtrate, intiepidite, addolcite con miele di tiglio e bevete due tazze al giorno.

(Illustrazione di S. Menon)

Salice: rimedi naturali analgesici - Ultima modifica: 2019-10-26T07:18:00+00:00 da Redazione GI