okra o gombo
L'okra o gombo è una pianta esotica coltivabile anche in Italia.
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L'okra o gombo è una pianta esotica dai frutti commestibili e benefici. Si può coltivare anche in Italia: ecco come. Con le idee per consumarla in cucina

L'okra o gombo (Abelmoschus esculentus) o Lady's Finger, ovvero “dita di donna” (per la forma dei suoi frutti), è una pianta tropicale originaria del continente africano. È ben nota in India dove però non si trova allo stato selvatico; in Europa ha trovato diffusione solo in Grecia e ultimamente nel Sud Italia dove è richiesta dalle comunità immigrate che ne fanno largo uso in cucina.

Trovano impiego sia i frutti che le foglie. Dalla fibra che si ottiene dai fusti macerati si può fare la carta o una fibra tessile conosciuta come "fibra di gombo".

Com'è fatta l'okra o gombo

Pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Malvacee, può raggiungere altezze fino ai 2-3 m. Ha foglie di colore verde scuro brillante e fiori grandi di colore giallo e con gran valore ornamentale, da giugno fino ai primi freddi.

I frutti, che necessitano di caldo per crescere, hanno la dimensione di un mignolo. Di color verde brillante, sono capsule che hanno forma conico-piramidale con nervature longitudinali. La raccolta dei baccelli deve essere fatta quando sono ancora teneri e acerbi, da 5 a 8 giorni dopo la fioritura; se colti tardi diventano fibrosi e immangiabili. Si procede tagliandoli: la pianta possiede, infatti, una peluria superficiale che può essere irritante per la pelle.

Facilmente deperibili, tollerano male la conservazione in frigorifero e vanno utilizzati entro pochi giorni dalla raccolta a meno che non li si congeli.

Le piante adulte sopravvivono fino ai primi geli, quando anneriscono e muoiono.

Come si coltiva

Avvia il suo ciclo colturale in tarda primavera e fiorisce fruttificando d'estate. Può essere coltivata anche in Italia nelle regioni settentrionali a patto che vengano raggiunte le temperature di 20-25 °C che necessitano per fruttificare. Richiede il pieno sole.

La semina si effettua dopo i geli e le temperature rigide del periodo invernale; i semi di questa pianta non germinano bene nei terreni freddi. Volendo, per facilitare la fase di germinazione, si possono mettere i semi a bagno per una notte prima di procedere al loro interramento. Predilige i terreni sciolti di medio impasto ma si adatta a diversi tipi di suolo.

Utilizzando la tecnica a postarelle, porre in ogni buco (di 3 cm circa) 4 o 5 semi. Le distanze da osservare sono di 40 cm intrafila e 70 interfila. Una volta germinate, quando avranno raggiunto i 10 cm di altezza, le piantine dovranno essere trapiantate singolarmente.

Negli orti può essere utile rincalzare; ciò, essendo la pianta piuttosto resistente alle malattie, previene l'utilizzo di prodotti di sintesi.

Ha esigenze idriche modeste e addirittura, nella fase di germinazione, un eccessivo apporto idrico può comprometterne la sopravvivenza.

Per ottenere semi da ripantare, lasciar diventare grandi alcuni frutti sulla pianta, quindi prelevare i semi e farli asciugare.

Proprietà nutrizionali dell'okra o gombo

I frutti, a basso tenore calorico, sono ricchi di vitamina A, B6, tiamina (B1), riboflavina (B2), vitamina C, acido folico, calcio, zinco e fibra. La fibra di okra ha un ruolo attivo nel mantenimento della salute del tratto gastrointestinale; facilita, infatti, la propagazione dei probiotici e assorbe acqua, colesterolo e tossine metaboliche che, intrappolate nella sua mucillagine, scivolano fuori attraverso le feci.

Come si utilizza in cucina

Se di piccole dimensioni, i frutti possono essere consumati crudi in insalata. In alternativa possono essere fritti, stufati con il pomodoro, in minestre, oppure essere messi sottaceto o in salamoia. Per non perdere le virtù benefiche e in particolare la preziosa mucillagine in essa contenuta, l'okra deve essere cotta a fuoco basso. Ma per evitare eccessi di questa sostanza, è bene sciacquare i frutti tagliati a rondelle in acqua tiepida o farli sbollentare 2 minuti con mezzo limone.

Le foglie si possono impiegare come tisana o verdura da minestra, per i risotti o per insalate e piatti freddi.

Dai semi maturi, si ottiene un olio da tavola. Oppure, seccati e macinati, sono un'alternativa al caffè.

L'okra in cosmesi

Per rinvigorire i capelli, far bollire 3 frutti di okra tagliata longitudinalmente in 4 l d'acqua fino a che nell'acqua non si sia formata una sostanza molto viscida; aggiungere quindi il succo filtrato di un limone e utilizzarla come penultimo risciacquo.

 

Okra o gombo: cos’è e come si utilizza - Ultima modifica: 2020-04-06T07:31:56+02:00 da Redazione Passione In Verde