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Il narciso è una bulbosa comoda perché è di poche pretese e fiorisce sempre, da un anno all'altro. Ma può capitare che non sbocci: ecco cause e rimedi

In genere i narcisi (noti anche come giunchiglie) crescono e fioriscono facilmente e si naturalizzano, fiorendo spontaneamente e senza cure; eventuali problemi possono essere causati da parassiti, malattie, oppure condizioni o metodi di coltivazione inappropriati.

La mancata fioritura nei narcisi deriva in genere da un’inadeguatezza nelle tecniche di coltivazione o nelle condizioni di sviluppo, come una piantagione troppo superficiale del bulbo o una rimozione anticipata del fogliame dopo la fioritura. In suoli aridi i narcisi possono afflosciarsi prematuramente e non produrre fiori per carenze nutritive. Un’altra possibile responsabile è la larva della mosca del narciso, che entra nel bulbo e se ne ciba. Se è in vaso, dopo 3-4 anni il terriccio perde fertilità, anche se viene concimato ogni primavera-estate. Infine c'è la moltiplicazione dei bulbi: il bulbo "genitore" dura al massimo 3 anni, poi produce 2-3 piccoli bulbi e si esaurisce: è il momento giusto per dividere i "figli" e ripiantarli lontano uno dall'altro.

Come prevenzione, piantate i bulbi a una profondità pari a 2-3 volte la loro altezza. Naturalizzate nell’erba solo le specie o le cultivar consigliate: le altre potrebbero non essere abbastanza vigorose. Non tagliate il fogliame per almeno sei settimane dopo la fioritura, per consentire ai bulbi di costruire le proprie riserve nutritive. Evitate di legare le foglie, per non ridurne l’attività.

Rimuovete i fiori appassiti e i semi per concentrare le energie nella nutrizione del bulbo. Nutrite i bulbi che crescono su terreni poveri con un fertilizzante universale in primavera e con un prodotto ricco di potassio dopo la fioritura. Pacciamate e innaffiate i bulbi in caso di aridità.

Tra le malattie più insidiose c’è il fungo del terreno Fusarium oxysporum fo. specialis narcissi. Infetta i bulbi dal bottone basale tramite le radici o attraverso piccole ferite provocate in genere al momento dell’estrazione dal suolo. In genere i sintomi compaiono dopo un periodo di stoccaggio: i bulbi sviluppano una zona scolorita, marrone e soffice sul bottone basale. Il marciume si sviluppa all’interno del bulbo, che diventa di un marrone rossiccio, spesso con un fungo rosato. I bulbi si contraggono e poi si mummificano. La malattia può trasmettersi attraverso i bulbi alla stagione seguente: se piantate bulbi infetti, avrete foglie ingiallite e diradate. I bulbi malati non si sviluppano.

Non c’è cura, quindi scartate i bulbi malati. Come prevenzione, estraete i bulbi sei settimane dopo la fioritura, prima che il terreno si scaldi in estate. Non ammaccate i bulbi nel maneggiarli, non esponeteli al sole e stoccateli in un luogo fresco e arieggiato. Spolverate i bulbi con zolfo e piantateli a inizio autunno. Le zone scoperte in primavera tra i bulbi naturalizzati rivelano un attacco: rimuovete i bulbi infetti.

Narciso, perché non fiorisce? - Ultima modifica: 2021-10-24T06:32:00+02:00 da Redazione Passione In Verde