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I frutti del kiwi o actinidia si raccolgono in autunno.
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Quando e come si raccolgono i frutti del kiwi o actinidia, e soprattutto cosa si fa dopo la raccolta per mantenere in salute le piante

Tra la fine di ottobre e quella di novembre, a seconda della zona geografica, arriva il momento di raccogliere i frutti del kiwi o actinidia.

La raccolta va effettuata appena prima che cadano le foglie o subito dopo la caduta, evitando le prime brinate. Si staccano ruotandoli finché il punto d’attacco cede separando il frutto. Attenzione a non pressarli per non rovinare la polpa.

Sempre con delicatezza poneteli in cassette di legno o plastica o in cestini di vimini. Quindi sceglieteli con cura, avviando al consumo rapido quelli che presentano ferite, schiacciature o altre imperfezioni che ne pregiudicano la conservazione.

Si conservano in un luogo fresco in sacchetti di polietilene per mantenere un’umidità elevata, per 2-3 mesi; evitate la presenza di altri frutti, come le mele, che emettono etilene, un gas che stimola la maturazione.

Dopo la raccolta

Subito dopo procedete con un programma di prevenzione del letale cancro batterico o batteriosi dell’actinidia PSA (Pseudomonas syringae pv. actinidiae), indipendentemente dal fatto che la malattia sia presente o meno nella vostra zona.

Infatti, il batterio è attivo con temperature tra 10 e 20 °C. La bagnatura delle piante lo favorisce e le infezioni avvengono – oltre che in primavera-inizio estate – in autunno-inverno. Si manifestano come disseccamenti di tralci e di tronchi talvolta associati a cancri rilevabili poco prima o all’inizio della ripresa vegetativa.

Il batterio penetra nella pianta attraverso stomi, lenticelle e ferite, in particolare quelle causate dall’uomo e dalla grandine. Il decorso della malattia può essere molto rapido e portare a morte la pianta in pochi mesi.

Si previene ispezionando con regolarità le piante alla ricerca di eventuali sintomi, in particolare in primavera e autunno. Notando sintomi sospetti contattare i tecnici dei consorzi agrari o il Servizio fitosanitario regionale.

Tra le pratiche che scoraggiano il batterio, c’è la potatura invernale che non lasci più di 14-16 gemme per tralcio, disinfettando sempre gli attrezzi di potatura con sali di ammonio quaternario (benzalconio cloruro).

Subito dopo la raccolta dei frutti intervenite entro 24-48 ore irrorando prodotti rameici, così come dopo la caduta delle foglie e la potatura invernale.

Per approfondire

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