giardino pralormo tulipani
Nel Giardino di Pralormo ogni anno fra marzo e aprile si tiene Messer Tulipano, periodo di apertura del giardino costellato di tulipani.
Noto per la manifestazione Messer Tulipano, il giardino di Pralormo è ricco di altre piante e di vedute suggestive in ogni stagione.

Un’immersione nell’arcobaleno e nell’allegria: questo è il parco del Castello di Pralormo (To), a metà strada fra Torino e Alba (At), da visitare fra marzo e maggio quando è letteralmente ricoperto dalla fioritura dei tulipani (e di altre bulbose primaverili). Non per niente questo è il periodo di Messer Tulipano, la manifestazione unica in Italia che, dal 1999, apre i cancelli del parco per farlo ammirare e vivere dai visitatori. Vi consigliamo di non perdervela, perché la bellezza delle bulbose, affiancate da tanti altri fiori di stagione, vi lascerà a bocca aperta! E, nell’occasione, non perdetevi anche la visita del Castello, condotta dai castellani in persona, il Conte Filippo e la moglie Consolata, solo durante Messer Tulipano! Il parco rimane poi aperto alle visite sino a fine ottobre, con ulteriori interessanti fioriture che vi raccomandiamo caldamente.

CASTELLO DI PRALORMO
Il Castello di Pralormo è circondato da un parco progettato nel XIX secolo dal paesaggista di corte Xavier Kurten.

Dal Castello all’Orangerie

Il Castello di Pralormo, le cui origini risalgono al Medioevo, è stato trasformato in varie epoche in residenza nobiliare grazie agli interventi di alcuni dei maggiori architetti del tempo. Il Castello è tuttora permanentemente abitato dai proprietari, i Conti Beraudo di Pralormo che lo possiedono dal 1680: Filippo e Consolata, ritenendosi “conservatori temporanei” considerano giusto e doveroso non solo preservare il castello e la tenuta perché fanno anche parte del paesaggio, ma renderli usufruibili da parte del pubblico, pur senza snaturarli. Hanno quindi iniziato a partire dagli anni ‘90 un’attività di esposizioni temporanee che permettono l’apertura al pubblico e quindi la fruizione del parco e delle pertinenze. Inoltre ogni anno il Castello propone un programma ricco di iniziative, dalle visite alle giornate didattiche per le scuole, dall’ospitalità nelle rural suites “Le case della Giardiniera” ai ricevimenti di matrimonio. Anche grazie ai proventi di queste manifestazioni e iniziative il Castello è oggetto di un costante programma di tutela e conservazione e sono garantiti anche i continui indispensabili interventi di mantenimento del parco storico e dei suoi alberi secolari.

La tenuta infatti comprende, oltre al castello, il parco storico, il giardino fiorito, le pertinenze (l’Orangerie, antica serra per gli agrumi, e la Castellana, imponente fabbricato rurale) e l’azienda agricola, tuttora gestita dalla famiglia anche allo scopo di preservare il paesaggio circostante.

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Durante Messer Tulipano gli scorci instagrammabili sono infiniti.

Il parco all’inglese

Il sontuoso parco all’inglese che circonda il Castello, è stato progettato nel XIX secolo dal paesaggista di corte Xavier Kurten. Questi diede vita a un "percorso di delizie" con effetti scenografici, sapienti cannocchiali prospettici tra gli alberi, per dare risalto al magnifico panorama di montagne che abbraccia il giardino, e una continua alternanza di colori, fioriture e profumi nel corso delle stagioni. Il progetto del Kurten è stato completamente realizzato e l’impianto si è conservato fino ai giorni nostri con limitati cambiamenti legati ai mutamenti del gusto alla fine del XIX secolo. Nel parco, dominato da imponenti cedri del Libano, furono allora introdotti i bambù e una rara specie arbustiva (Clerodendrum bungei), ma anche una serra per le specie tropicali ed un giardino con fioriture a rotazione di calicanto, forsizie, spiree, boules de neige (Viburnum opulus, pallon di maggio), biancospini, lillà, maggiociondoli, iris e Koelreuteria (albero delle lanterne cinesi). Una delle meraviglie di questo giardino sono le grandi vellutate peonie e le rose, presenti a Pralormo già nel 1500.

L’amore per il giardino e i fiori è infatti una caratteristica delle donne di casa Pralormo sin dal XVIII secolo quando la Contessa Tommasina chiese al Conte Baldassarre di Piossasco, architetto dei giardini e botanico, di disegnare un nuovo grande progetto di giardino. Il progetto non fu realizzato, ma pochi anni dopo il parco vide la luce grazie a Xavier Kurten e al gusto e alla passione per i fiori della Contessa Matilde: una delle caratteristiche del giardino, infatti, è la fioritura a rotazione. All'inizio dell'inverno il calicanto e le forsizie, poco dopo narcisi, crochi e violette. In primavera è il trionfo dei lillà, delle iris, delle boules de neige, dei buissons flamboyants (Sesbania punicea) e dei ciliegi, ma anche delle rose, rampicanti, piccole e profumatissime, che adornano le uniche due aiuole ovali, capriccio della Contessa Matilde, le quali interrompono la linearità dei grandi spazi verdi voluti dal Kurten.

Il maggior incanto del parco sono però le peonie: grandi, vellutate, screziate, rosa chiaro o cremisi o bianche perfette, adornano alcuni angoli del giardino e stupiscono per la loro bellezza. Enormi esemplari di peonia arbustiva ‘Duchesse de Morny’ offrono centinaia di fiori per ornare le sale del castello.

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In primavera, oltre ai tulipani, si ammirano anche i narcisi, le scille, i muscari e tante altre bulbose.

Messer Tulipano dal 2000 al 2025

Erede di questa passione per i fiori, in seguito a un viaggio in Olanda nel 1999 Consolata Pralormo pensò di dar vita nel parco storico del Castello di famiglia a un grande evento dedicato ai tulipani. Per creare il personaggio protagonista della manifestazione si ispirò a uno dei quadri più famosi di Rembrandt: Lezione di anatomia. Al centro della tela è raffigurato Nicolaes Pieterszn o Doctor Tulp (1593-1674) illustre medico, anatomista, botanico che, nominato assessore dell’assemblea governativa e divenuto così un magistrato, nel 1622 (nel pieno quindi della cosiddetta tulipomania) dovendo scegliere un simbolo per il proprio blasone optò per il tulipano modificando il suo nome di famiglia in Tulp o, alla latina, Tulpius a significare i suoi interessi di botanica e farmacopea, ma anche la sua eleganza.

A partire quindi dalla primavera 2000, ogni aprile il parco ospita Messer Tulipano con la spettacolare fioritura di migliaia di tulipani e narcisi. Se, per progettare le prime edizioni, Consolata si fece affiancare da esperti olandesi e da giardinieri piemontesi, ormai da anni sono lei stessa e il suo team a progettare e organizzare il “piantamento”, scegliendo i disegni delle aiuole e le varietà di tulipani ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto del parco progettato da Kurten. Naturalmente i consigli e i suggerimenti degli olandesi rimangono preziosissimi, ma Consolata ha ormai maturato una solida esperienza in materia. Così, ad esempio, per quanto riguarda le forme delle aiuole, ha scelto di renderle mosse, facendo “serpeggiare” i tulipani tra gli alberi secolari piuttosto che disegnare aiuole geometriche e regolari. Ogni edizione di questo evento botanico, infatti, ospita un nuovo piantamento, completamente rinnovato nelle varietà e nel progetto-colore. Il piantamento, che avviene ad autunno inoltrato coinvolgendo 10 persone per oltre 10 giorni, propone alcune varietà rare e sconosciute al pubblico italiano, ma anche varietà scelte per illustrare la storia del tulipano.

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L’abbinamento ton-sur-ton è fra i più eleganti all’interno di Messer Tulipano.

La manifestazione coinvolge così tutto il parco: nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico e prospettico, le aiuole dunque “serpeggiano” tra gli alberi secolari piuttosto che presentare geometrie regolari. Nel sottobosco occhieggiano ciuffi di muscari e di narcisi; nelle zone ombrose trovano dimora le bulbose dai colori scuri che temono i raggi del sole; lungo la serra il calore accumulato della spessa parete di mattoni garantisce fioriture precoci mentre le prime foglie compaiono sui rami.

Commenta così Messer Tulipano la Contessa Consolata: «A chi mi chiede perché abbia scelto proprio i tulipani, rispondo che, come spesso accade nella vita, si sono sovrapposte esperienze, incontri e casualità: da tempo avevo in mente di organizzare una manifestazione botanica, nel corso degli anni avevo raccolto materiali e idee, avevo visitato tantissime mostre e manifestazioni in Italia e all’estero, avevo insomma mille spunti ma non riuscivo a visualizzare la “mia” manifestazione… Poi un’estate un viaggio in Olanda ha fatto “scoccare” qualcosa! I tulipani oltre ad avere una bellezza elegante e mozzafiato, non richiedono altro che un “letto” di terra, torba e sabbia di circa 20 centimetri che può essere adagiato sui prati senza snaturare il disegno del parco all’inglese creato da Kurten. Inoltre i tulipani hanno una storia affascinante e quindi possono essere ospiti e protagonisti di una mostra in un castello ricco a sua volta di storia e di fascino. I tulipani hanno infinite varietà di forme e colori e mi permettono interventi davvero creativi nella progettazione, che asseconda sempre l’impostazione romantica voluta dal Kurten. O forse davvero la “tulipomania” che nel XVII secolo si scatenò in Olanda ha colpito anche me?!».

La fama di Messer Tulipano ha regalato a Consolata Pralormo l’orgoglio e la gioia di alcuni fiori dedicati: gli ibridatori olandesi nel corso di questi 18 anni le hanno infatti intitolato un magnifico tulipano doppio “a fior di peonia” di un sontuoso color rubino (tulipano ‘Contessa Pralormo’) e un tulipano frills (cioè dalle punte sfrangiate) di un elegante lilla chiaro (tulipano ‘Castello di Pralormo’). Inoltre gli ibridatori italiani le hanno dedicato un geranio odoroso e una violetta, battezzati col suo nome.

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Le passeggiate si snodano a fianco ai nastri di tulipani che occhieggiano ai bordi dei prati.

Prospettive suggestive

Se, anziché approfittare della golosa occasione di Messer Tulipano, doveste rimandare la visita da maggio in poi, sappiate che lo scenografico parco rimane ugualmente molto meritevole. L’aspetto attuale degli spazi risale alla seconda metà dell’Ottocento quando il Conte Carlo Beraudo di Pralormo, diplomatico e uomo politico dell’età albertina, scelse il migliore architetto del tempo, Ernesto Melano, per trasformare la dimora affidando il giardino al paesaggista Xavier Kurten.

Il progetto di Kurten, di cui resta l’elenco autografo delle essenze da piantare, si è tramandato sino a noi: di stile inglese e di gusto profondamente romantico, contrappone alla mole del Castello l’altezza di specie maestose quali i cedri, le querce e i tigli. I sentieri si snodano con andamenti curvilinei, salvo il viale che costeggia il muro che separa il giardino dalla strada pubblica.

I colori degli aceri, dei cedri, dei pruni, dei tassi, dei tigli, dei lillà, delle spiree danno sensazioni diverse a seconda delle luci e delle stagioni. Caratteristica comune ai progetti che il Kurten disegnò per i giardini di alcune dimore piemontesi è la prospettiva dei grandi viali e delle lunghe distese erbose. A Pralormo egli approfittò dello scenario naturale della catena di montagne, con il panorama dal colle di Cadibona al Monterosa e propose dei tagli sapienti fra gli alberi in modo da godere di alcuni scorci particolari durante le passeggiate nel parco, tra i quali spicca maestoso il Monviso.

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Il mare dei tulipani nel parco di Pralormo è uno spettacolo mozzafiato.

Questi effetti scenografici fanno parte del cosiddetto “percorso di delizie nel giardino”, ove si propone di stupire e deliziare il visitatore con vedute, colori, suoni, angoli pittoreschi, situazioni romantiche, il tutto in modo da parer naturale e certo non costruito intenzionalmente. Persino il posizionamento degli alberi, oltre alla funzione decorativa con l’alternarsi del colore del fogliame nelle diverse stagioni, ha lo scopo di attirare alcune specie di uccelli in modo da poterne ascoltare il canto in quel sito e in quella stagione.

Nel parco vi sono due specchi d’acqua nei quali confluiscono le acque piovane raccolte dai tetti del castello, dell’Orangerie e del fabbricato rurale confinante con il parco, e dai viali del giardino. Questo sistema improntato al risparmio delle risorse idriche, essenziale in una zona tanto arida, permette ancora oggi di sopperire al fabbisogno del giardino. Oggi si usa la stessa preziosa riserva d’acqua, ma con un moderno impianto d’irrigazione sotterraneo. Nel corso del 1994 ci si è dedicati alla catalogazione di tutte le specie arboree arbustive ed erbacee oggi esistenti nel giardino, al rilievo della loro collocazione in pianta e alla compilazione di un erbario del giardino.

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Ogni primavera si aggiungono decine di nuove varietà di tulipani importati direttamente dall’Olanda.

L’Orangerie del XIX secolo

Infine, protagonista di una zona separata dal parco all’inglese, quasi un “giardino segreto”, è la bellissima serra in vetro e ferro dei Fratelli Lefebvre di Parigi, fatta costruire sul finire del XIX secolo da Carlo Beraudo di Pralormo, nonno degli attuali proprietari. Addossata alle spesse mura in mattoni del Castello, sul lato sud in pieno sole, la serra consentì alla Contessa Matilde di coltivare piante e fiori che non avrebbero altrimenti sopportato i rigidi inverni piemontesi: agrumi, orchidee e altre varietà esotiche di gran moda al finire del secolo.

La serra da ottobre a marzo si trasforma in un vero e proprio jardin d’hiver, colorato di agrumi profumati, piccole piante da frutto e orchidee, mentre sul bancone della serra, proprio di fronte alle vetrate, una collezione di piante succulente trascorre tutta l’estate offrendo rare e preziose fioriture.

 

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Ogni primavera si aggiungono decine di nuove varietà di tulipani importati direttamente dall’Olanda.

Alloggio nelle Case della Giardiniera

Proprio lungo il muro di cinta del Castello si affacciano “Le case della giardiniera” attigue a uno dei cancelli di ingresso al parco dove gli ospiti hanno accesso. La recente ristrutturazione dà la possibilità di risiedere negli appartamenti che un tempo erano abitati dalle persone che lavoravano per il Castello. La particolarità è che gli ambienti sono tematizzati sui personaggi, si abiterà quindi nella casa del cocchiere, dell’ortolano, del boscaiolo, della giardiniera, ma anche dell’erborista perché proprio lì c’era la farmacia/erboristeria del paese. Un tuffo nel passato, fra attrezzi dei mestieri e arredi semplici ma evocativi della vita quotidiana delle persone che si occupavano del giardino, dell’orto, delle erbe officinali, dei boschi, dei cavalli e delle carrozze, e che erano indispensabili per la vita al Castello.

Le due case sono attigue al parco storico del Castello dove gli ospiti, nelle ore diurne, potranno accedere per una passeggiata tra gli alberi secolari, la serra delle orchidee, il bosco degli uccellini. Il villaggio di Pralormo è situato al centro del Piemonte, fra Torino e Alba, in un territorio agreste a pochi chilometri dal Roero e dalle Langhe, ed è facilmente raggiungibile con l’autostrada A6 (casello di Carmagnola) e A21 (casello di Santena o Villanova).