cotoneaster gelo e neve
Cotoneaster, arbusti che resistono fino a -30 °C.
L'inverno con gelo e neve è necessario per le piante, ma al tempo stesso può causare danni ai vegetali più delicati, che vanno protetti

Negli ultimi anni le temperature invernali sono state più miti in tutto il Paese, le nevicate scarse nel Nord Italia, le piogge assenti per settimane dal Nord al Sud: gelo e neve non pervenuti!

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Tuttavia, questo non fa sì che automaticamente tutte le piante, anche quelle più delicate, possano sopravvivere ai rigori seppur poco rigidi dell'inverno. E, al contrario, l'assenza di gelo e neve comporta ulteriori problemi per le piante stesse.

Perché servono gelo e neve

Senza le basse temperature, si sviluppano più facilmente molte forme parassitarie, si assiste a minore fioritura e a danni provocati da squilibri: se il clima è mite in dicembre-gennaio, alberi e arbusti vanno in fase vegetativa, per essere poi colpiti magari da gelate tardive.

In qualche caso la prolungata siccità invernale rende le piante meno robuste nella successiva stagione primaverile.

E allora, meglio inverni nevosi, gelidi e piovosi: così l'acqua penetrerà nel suolo fino alle falde impoverite e il gelo eliminerà i parassiti, decimando uova, larve quiescenti e spore fungine.

Quali problemi causano alle piante

Freddo e gelo, pioggia e vento sferzante, brina e neve: questi sono gli eventi climatici che si verificano durante l’inverno e che possono creare seri problemi alle piante rimaste all’esterno. Le piante che vengono avvolte con teli di plastica sono meno esposte ai problemi rispetto a quelle prive di protezioni, ma non esenti da essi.

Il freddo e il gelo determinano nei vegetali il congelamento delle sostanze liquide contenute nelle cellule; questi liquidi si gonfiano e rompono la parete delle cellule. Quando la temperatura si rialza, i tessuti vegetali appariranno molli e flaccidi, senza turgore: sono ormai morti e nel giro di poco tempo si seccano. Se vi accorgete di un fenomeno del genere, oltre a proteggere la pianta colpita, per esempio ponendo un telo o spostandola al chiuso nelle notti più fredde, provvedete subito a tagliare le parti appassite.

La pioggia, quando cade in eccesso, è nociva in inverno perché il terreno bagnato si raffredda molto di più di quello asciutto, ghiacciando le radici che muoiono. Ponete un telo di plastica sulle piante meno resistenti all’approssimarsi dell’acqua.

Il vento asciuga e ghiaccia le foglie, che presenteranno sintomi simili a quelli dati dalla mancanza d’acqua: appariranno secche. Ponete una stuoia che funga da frangivento vicino alle piante più esposte. Attenzione alla stabilità degli alberi molto alti: potrebbero cadere se le radici non sono robuste.

La brina e la neve producono effetti simili a quelli del gelo. La neve, inoltre, con il suo peso può piegare senza rimedio o spezzare i rami di alberi e arbusti: scuotete con delicatezza le piante per far cadere la coltre che, se poi ghiaccia sui rami, diventa ancora più pesante e nociva.

Le temperature vicine o inferiori allo zero possono provocare notevoli danni in giardino. Il gelo infatti può danneggiare le piante, provocando il congelamento dei liquidi interni (ciascuna specie ha un proprio punto di congelamento), che a sua volta provoca lacerazioni dei tessuti nelle parti aeree a causa dell’aumento di volume interno. Le radici invece, più difficilmente soffrono, poiché il terreno mantiene una buona funzione coibentante, almeno fino a temperature di alcuni gradi sotto lo zero. Ecco perché molte piante perenni si difendono perdendo la loro parte aerea in inverno, che ricaccerà dalla base in primavera.

Il pericolo maggiore, tuttavia, risiede nei repentini sbalzi di temperatura: una nottata gelida che segue una giornata di sole in febbraio può creare uno shock termico. Mentre in genere un abbassamento termico graduale, che dà modo al vegetale di adattarsi, è meno pericoloso di uno sbalzo improvviso. Un calo termico improvviso, tuttavia, ma della durata di una sola notte, è meno nocivo di uno graduale ma duraturo per molti giorni.

Come si difendono le piante da gelo e neve

La resistenza al freddo dipende dalla capacità della pianta di impedire la perdita d’acqua delle sue cellule: è il congelamento dell’acqua negli spazi intercellulari a provocare la fuoriuscita di ulteriore acqua dalle cellule vive adiacenti, arrivando a generare uno strato di disidratazione a cui segue una marcescenza delle parti gelate quando la temperatura si alza.

Gli alberi decidui, con foglie incapaci di bloccare o limitare questo fenomeno, si liberano quindi del fogliame affinché rimanga solo la struttura legnosa ad affrontare il gelo.
Alcune specie decidue possono resistere al freddo molto intenso perché hanno la capacità di reagire a estreme condizioni di disidratazione in seguito alla formazione di ghiaccio, come ad esempio una certa betulla (Betulla papyrifera), il pioppo tremulo (Populus tremuloides) e parecchi salici che vivono anche in montagna esposti a temperature invernali estremamente basse.

A seconda del periodo dell’anno, il metabolismo di piante tipiche di zone con inverno rigido, come l’abete rosso, si adatta al clima circostante, permettendo all’albero di sopravvivere a temperature critiche che variano tra i -5 e i -37 °C. Le gelate precoci che avvengono in autunno possono provocare danni sui germogli degli abeti non ancora o insufficientemente lignificati, così come in primavera quelle tardive danneggiano i germogli di queste piante. Le gelate tardive sono quindi per loro molto meno devastanti che per certe piante da giardino, come l’azalea, che resiste bene al gelo invernale ma perde la fioritura se il gelo intenso e persistente arriva a marzo-aprile.

Come aiutare le piante in inverno

Ma vediamo qualche suggerimento volto a evitare danni alle piante, tenendo comunque presente che la migliore prevenzione è una scelta oculata delle piante, che devono essere adatte alla zona geografica: le conifere alpine sono le più resistenti, mentre i sempreverdi a foglia larga patiscono molto il freddo.

In tutta Italia

  • Coprire tutte le buche e gli avvallamenti in giardino: sono i più rischiosi per i vegetali, perché vi ristagna l’aria più fredda.
  • Realizzare una spessa pacciamatura alla base delle piante.
  • Sospendere totalmente le irrigazioni.
  • In caso di gelo prolungato, applicare protezioni adeguate con tessuto non tessuto o plastica.

Sui monti e in clima rigido

  • Gli arbusti sempreverdi vanno irrigati ogni 20-30 giorni se la stagione è secca perché le foglie traspirano e, se non piove o nevica, la pianta si disidrata.
  • Nelle giornate tiepide effettuate la potatura per contenere gli esemplari nella forma e dimensione desiderata.
  • Non camminate sul manto nevoso per non compattarlo schiacciando eventuali piante.
  • Controllate le piante ricoverate in cantina o solaio, eliminando il seccume, fornendo un po' d'acqua e verificando che non siano presenti malattie o parassiti.

Al mare e in clima mite

  • Se dovesse nevicare, le piante non sono attrezzate, soprattutto se la coltre dovesse permanere per una nottata intera o se dovesse nevicare per più giorni di fila.
  • La neve è particolarmente nociva per le succulente (come l’aloe e l’Aeonium) poiché lo strato gelato provoca la lessatura delle foglie su cui si appoggia.
  • Ogni 4 ore spazzolate con un pennello i cristalli dalle piante, sperando che la temperatura non rimanga sotto lo zero durante la notte.
  • Oppure create un riparo d’emergenza con cavalletti e teli di plastica disposti sopra le piante da proteggere, distendendo sopra il telo di plastica, fissandolo con puntine da disegno sulle zampe del cavalletto di legno e fermandolo con mattoni al suolo.

Piante che non temono gelo e neve

La resistenza di una pianta al gelo dipende da molteplici fattori. Gli esemplari adulti, per esempio, sono più robusti di quelli giovani perché contengono meno acqua. I sempreverdi con una massa fogliare ridotta tollerano meglio il gelo. Le piante meno concimate con azoto (meglio abbondare con il potassio) sono più resistenti. I soggetti potati da meno di un mese conserveranno un leggero movimento della linfa, deleterio in caso di gelo.

Tanti sono i piccoli gioielli che sbocciano in inverno, dalla rosa di Natale (Helleborus niger) al bucaneve, dall'hamamelis al calicanto. E magari nei bei vasi di viole, cavoli invernali, eriche e ciclamini.

Una mahonia, per esempio, è ideale per il giardino invernale: il suo bel fogliame coriaceo non teme il gelo e in inverno assume sfumature bronzee. Inoltre, a partire da fine gennaio cominceranno ad aprirsi i bei fiori gialli.

Altre specie adatte a rendere interessante lo spazio esterno in inverno, oltre alle conifere, sono il lauro, il bosso, l'eleagno e l'edera.

I bucaneve sono creaturine davvero tenaci, capaci di resistere ai freddi intensi e di fiorire anche sotto la neve. Basta che ci sia qualche giorno un po' più mite e luminoso ed ecco apparire i loro fiorellini bianchi. Se volete piantarli in giardino dovrete aspettare il mese di settembre; sono bulbose che apprezzano una piantagione precoce, non oltre la fine dell'estate.

Il freddo è indispensabile per alcune specie originarie di aree naturali caratterizzate da sensibile escursione termica tra inverno ed estate, come i tulipani e altre bulbose a fioritura primaverile (narciso e giacinto) tanto che le bulbose 'forzate', quelle che germogliano e fioriscono anche in casa a partire da novembre-dicembre, vengono sottoposte a un trattamento refrigerante per ingannare il bulbo inducendo la percezione di un 'inverno artificiale'.

Anche l’elleboro o rosa di Natale ha bisogno di sentire il freddo, e fino a dicembre-gennaio non emette boccioli. In natura, nei boschi italiani, fiorisce subito dopo i geli e talvolta emerge dal manto di neve come fanno i bucaneve.

La mahonia, il cotogno giapponese, la forsizia e molti altri arbusti dalla fioritura precoce sono in difficoltà se non percepiscono le basse temperature invernali senza le quali la fioritura, nel tempo, diventa minore.

Gelo e neve, gli effetti sulle piante - Ultima modifica: 2019-12-05T07:33:30+01:00 da Redazione Passione In Verde