Finocchio selvatico, benefico per L’INTESTINO

Il finocchio selvatico o finocchietto, pianta spontanea nel Sud Italia, aiuta l'intestino a funzionare correttamente, ed è delizioso in tavola

Il finocchio selvatico che si utilizza come spezia aromatica non ha nulla a che fare con quello che si consuma in cucina, una varietà diversa (var. azoricum), appositamente selezionata e coltivata per ottenere l’ingrossamento dei fusti.

Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare), detto anche finocchietto, ingrediente base della gastronomia degli antichi Romani, oggi si impiega soprattutto nel Sud Italia, dove è rimasto un ingrediente diffuso, per esempio per la siciliana pasta con le sarde.

Com'è fatto il finocchio selvatico

finocchio selvatico
Le ombrelle di fiori del finocchio selvatico sono anche decorative.

Pianta originaria delle regioni mediterranee, è un’erbacea perenne, intensamente odorosa, alta 50-200 cm, con fusto eretto color verde bluastro.

Le foglie sono ampie, con segmenti filiformi di 1-5 cm, cerosi, di colore verde scuro, a simulare una piuma o una trina ricadente.

Fiorisce da maggio ad agosto producendo ombrelle di 4-10 cm di diametro composte da numerose ombrellette di piccoli fiori gialli.

I frutti sono acheni costoluti, oblunghi, ovali e appiattiti, di 5-10 mm di lunghezza, di colore verdastro o grigiastro.

Come coltivare il finocchio selvatico

finocchio selvatico
Le foglie del finocchio si usano in cucina.

Pianta facilissima da mantenere, si può coltivare nell’orto, in giardino o in un capiente vaso sul balcone, con terra calcarea mista a sabbia, in posizione riparata ma ben illuminata dal sole per gran parte della giornata.

Se non si desidera fare provvista di semi, è meglio togliere le ombrelle fiorali per stimolare la nascita di nuove foglie.

Si semina in primavera, bagnando molto fino alla germinazione, mentre non richiede concime.

È poco resistente al freddo del Nord Italia, dove si comporta da annuale.

Come si raccoglie il finocchio selvatico

Originario delle regioni mediterranee, è spontaneo e molto comune nel Centro-Sud, negli ambienti aridi presso incolti, orti e discariche (attenzione quindi a dove lo raccogliete!). Con la coltivazione si è diffuso fino all’Europa centrale, dov’è annuale e non produce seme.

Se ne utilizzano le foglie e i semi; le prime sono pronte già dopo due mesi dalla germinazione e si staccano subito sopra la guaina, mentre i semi si raccolgono a settembre. Le ombrelle di frutti si recidono nelle ore più fresche e si pongono su un vassoio a seccare, per poi staccare i singoli semi da riporre in un barattolo di vetro: mantengono l’aroma per 4-6 mesi. Le foglie si appendono in mazzi e si essiccano all’ombra e all’aria: perdono però gran parte del loro profumo.

In erboristeria, oltre ai semi da coltivazione biologica, è reperibile l’olio essenziale, indicato per le neomamme.

Le proprietà del finocchio selvatico

Contiene olio essenziale a base di anetolo e fencone, il primo più aromatico, il secondo più amarognolo.

È benefico per l’apparato gastrointestinale, poiché stimola l’appetito, favorisce la digestione, combatte mal di stomaco, acidità e gastrite, elimina flatulenze e fermentazioni, calma gli spasmi intestinali ed è leggermente lassativo. Favorisce anche la produzione di latte stimolandone la secrezione mammaria. In una certa misura è anche depurativo ed espettorante. Grazie al potassio, è un ottimo diuretico. È infine ricco di vitamine A e C e di quelle del gruppo B.

Rimedi naturali con il finocchio selvatico

Si utilizzano i semi, ben essiccati. Non serve dolcificare, visto il sapore dolce e aromatico delle tisane.

  • Per favorire la digestione: ponete 5 g di semi in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, filtrate e bevete tiepido dopo i pasti.
  • Contro l'aerofagia: infondete per 15 minuti 5 g in una tazza d’acqua bollente assieme a un pezzetto di buccia di limone non trattato; filtrate e assumete la tazza dopo i pasti.
  • Per combattere l’abbassamento di voce: bollite 5 g in una tazza di latte per 10 minuti, filtrate e bevete caldo (ma non bollente).
  • Per scacciare una tosse stizzosa: infondete 15 g in un litro d’acqua bollente per 15 minuti, filtrate e consumate tre tazze al giorno lontano dai pasti.
  • Per incrementare la secrezione lattea: ponete in infusione 5 g in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, filtrate e consumate quattro tazze al giorno lontano dai pasti.

Curiosità sul finocchio selvatico

Dal finocchio selvatico coltivato in Italia si ricava l’essenza, mentre i semi che si impiegano in cucina provengono da piante coltivate nel bacino del Mediterraneo e in India.

Nei ristoranti indiani, in sostituzione del bicchierino di amaro, dopo il pasto vengono offerti semi di finocchio selvatico dolce, da masticare lentamente per purificare l’alito e facilitare la digestione.

In cucina le foglie sono l’ingrediente principale della pasta siciliana con le sarde, e insaporiscono minestre, pesce, insalate e formaggi. I semi insaporiscono, fra l’altro, salumi come la finocchiona toscana, le castagne bollite, le olive in salamoia, i pani neri del Nord Europa e il vin brulé. Nelle regioni costiere del Tirreno si produce il ‘liquore di finocchietto’ con fiori, semi e foglie.

 

(di Elena Tibiletti, disegni di Luisa Bergolin - Pubblicato su Giardinaggio 3/2010)

Finocchio selvatico, benefico per L’INTESTINO - Ultima modifica: 2019-06-13T07:42:00+00:00 da Redazione Passione In Verde