Coltivare la dalia: le 10 regole d’oro

Facilissime da coltivare, le dalie richiedono però piccoli accorgimenti che riassumiamo in 10 punti

Le dalie sono belle e relativamente poco esigenti in fatto di cure. In cambio regalano spettacolari fioriture per tutta l'estate e fino ai primi freddi. Ecco un decalogo dei consigli più importanti per coltivare la dalia.

  1. La dalia fiorisce in estate o autunno ravvivando bordure, aiuole, cassette profonde 30 cm e larghe 20 cm. È anche adatta da far crescere in gruppi isolati e da coltivare per ottenere fiori recisi.
  2. Il terreno deve essere preparato in autunno, lavorandolo in profondità e incorporando un buon concime organico (letame maturo o stallatico pellettato) e un po’ di farina d’ossi. All’inizio della primavera si effettua ancora una lavorazione superficiale, aggiungendo un concime equilibrato.
  3. L’impianto si fa tra metà marzo e metà maggio, a seconda del clima, quando non c'è più rischio di gelate tardive. Le buche d’impianto avranno profondità di 10-15 cm. Le piante vanno distanziate secondo la varietà scelta: per le più alte si lascia uno spazio di 80-120 cm, per le medie di 50-80 cm, per le nane di 30-40 cm. I tuberi si collocano in modo che il colletto sia a 4-6 cm sotto il livello del terreno. Si ricopre con terra friabile e si bagna in abbondanza.
  4. I tutori, alti 100-120 cm, si interrano al momento dell'impianto. Fin da luglio può rendersi necessaria la sistemazione di ulteriori tutori rispetto a quelli disposti: alcune varietà producono fiori anche di 15 cm di diametro, stradoppi, che risultano pesantissimi per gli esili fusti fiorali. Vederli piegati è un vero peccato, quindi bisogna intervenire prontamente con sostegni robusti, ben infissi, legando saldamente lo stelo. Accertatevi anche che l’intera pianta rimanga eretta: una leggera pendenza da un lato porta all’abbattimento dell’intero cespo se dovesse soffiare un vento forte o piovere rabbiosamente. Anche in questo caso servono tutori ai quattro lati per “ingabbiare” la pianta.
  5. Quando i germogli raggiungono un’altezza di 8-10 cm vanno sfoltiti lasciando solo i tre più vigorosi. L'operazione va ripetuta ogni volta che spuntano nuovi getti. Quando i germogli raggiungono i 15-20 cm d’altezza vanno cimati asportando l’apice al di sopra dell’ultima coppia di foglie: si favorisce la formazione di cespi ben ramificati dalla base.
  6. La sbocciolatura è facoltativa: asportando i boccioli laterali e ascellari che si formano in basso, si ottiene un minor numero di fiori ma di dimensioni più grandi.
  7. Durante la primavera e l’estate fino all'autunno, le piante richiedono molta acqua, mantenendo il terriccio umido anche in profondità.
  8. Nello stesso tempo vanno anche concimate con un fertilizzante equilibrato, senza esagerare con l'azoto, che favorisce lo sviluppo fogliare a scapito della fioritura, e rende i tuberi più sensibili ai marciumi.
  9. Recidete sempre i capolini appassiti alla base dello stelo che li porta in modo da favorire l’apertura dei bocci rimanenti. Attenzione alle piogge che rovinano la fioritura, provocando la formazione di muffa grigia sia sulle infiorescenze già aperte, sia sui bocci. Se è possibile, in previsione di precipitazioni prolungate stendete un telo di plastica robusto sulla pianta, fissandolo con mollette ai tutori. Rimuovetelo appena è terminata l’acqua, per far asciugare velocemente il fogliame.
  10. Nelle regioni a clima freddo, i tuberi di dalia vanno ritirati dal terreno: entro fine ottobre, terminata la fioritura, si taglia la vegetazione a 50 cm, e di nuovo a 10 cm dopo dieci giorni. Se ci sono steli che ancora portano fiori o boccioli, tagliateli in basso e metteteli in acqua in casa, godendoli ancora come fiore reciso. Infilate un forcone nella terra, a 10 cm di distanza dal ceppo, cercando di approfondirlo per almeno 15-20 cm in verticale; quindi ruotatelo verso l’alto in modo da sollevare la zolla di terra dove presumibilmente è posto il tubero, senza però ferirlo con le punte. Con l’altra mano afferrate alla base il cespo e tirate, mentre con il forcone continuate a fare forza verso l’alto. Scuotete il cespo con il tubero per liberarlo il più possibile dalla terra, aiutandovi poi anche con le mani. Recidete la parte aerea a 10 cm e appoggiate il tubero in una cesta. In cantina o in magazzino ben arieggiati sistemate i tuberi in cassette di legno, in unico strato e ben distanziati perché si asciughino. Dopo 10-15 giorni potrete togliere il residuo di vegetazione, ripulire le radici dalla terra rimasta strofinandole con una spazzola a setole morbide, e riporli in cassette di legno foderate con paglia naturale oppure sabbia asciutta. Nel caso di ferite o marciumi, rifilate la zona con un coltellino e spolverate l’intero tubero con rame in polvere, sistemandolo in una cassetta separata da quelli perfettamente sani.

 

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25949 - Ultima modifica: 2019-03-20T12:47:20+01:00 da Elena Tibiletti
Coltivare la dalia: le 10 regole d’oro - Ultima modifica: 2010-01-27T02:34:00+01:00 da Elena Tibiletti