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Ottenere radici colorate, regolari e tenere non è semplicissimo, ma è possibile rispettando le regole di coltivazione.
Coltivare le carote nell'orto richiede un terreno morbido e tanta cura nell'irrigazione per avere radici tenere. Con un video sulla semina


L’origine della tipica carota (Daucus carota) arancione moderna è incerta e controversa. C’è chi sostiene che sia originaria dell’area mediterranea (Europa meridionale e Africa settentrionale) e chi invece sostiene che provenga dalla selezione di una specie autoctona dell’Oriente, più precisamente dell’Afghanistan.

Inizialmente le carote selvatiche già diffuse in Asia, Europa e nord Africa, erano sempre bianche, tendenti al giallo pallido e considerate un genere infestante; le prime carote addomesticate in quella zona dell’Asia, ottenute probabilmente da incroci delle varietà selvatiche, erano invece viola o gialle.

Agli Arabi dobbiamo il merito dell’introduzione delle carote gialle e viola nel bacino del Mediterraneo.

Fino al XVI-XVII sec. la carota viola era la più diffusa ma, probabilmente a causa del poco appetibile colore intenso che assumevano le pietanze, il suo consumo in Europa iniziò a diminuire.
La varietà arancione ha preso il sopravvento fin dall’inizio, quando fu ottenuta per la prima volta in Olanda dopo accurate selezioni delle carote gialle dai colori più intensi, o in seguito a un’inaspettata mutazione genetica.

La radice è fittonante e carnosa e rappresenta l’organo di riserva in cui si accumulano le sostanze nutritive. Le radici delle varietà coltivate, e quindi selezionate, si presentano con forme e lunghezze molto variabili. Altrettanto variegati sono il sapore e la croccantezza. Il colore più o meno intenso dal giallo all’arancione dipende dal diverso contenuto di carotenoidi.

Il terreno per la carota

La carota, grazie alle tante varietà disponibili, è coltivabili in tutti i periodi dell'anno, a patto che non se ne forzi la produzione nello stesso appezzamento per troppo tempo. 

Coltivare le carote richiede alcuni particolari accorgimenti: solo così il raccolto sarà soddisfacente, in quanto la scelta di un terreno inadatto o una cattiva irrigazione possono danneggiare seriamente la produzione.

La carota ha specifiche esigenze: richiede terreni sabbiosi o di medio impasto tendenzialmente sciolti, caratterizzati da un buon drenaggio e fertili soprattutto in sostanza organica e calcio. Un terreno soffice fa si che migliori prima il contatto con il seme e in seguito lo sviluppo delle radici.

Inoltre è importante il livellamento per evitare ristagni idrici e conseguente asfissia radicale.
Sono sconsigliati:

  • suoli sassosi, ostacolano la penetrazione delle radici e causano biforcazioni radicali;
  • suoli compatti e soggetti a ristagni idrici, favoriscono la presenza di patogeni fungini ed essendo suoli freddi si riscaldano lentamente e rallentano quindi il ciclo di sviluppo;
  • suoli limosi (a metà tra sabbiosi e argillosi), formano una crosta superficiale, impedendo l’aerazione nel terreno, la germinabilità dei semi con la loro possibile morte per asfissia e l’emergenza delle piantine.

Comunque la carota richiede una buona e profonda preparazione del suolo per ottenere un terreno soffice e sminuzzato. Se si opera in zone particolarmente ventose e per evitare pericoli di formazione di crosta sarebbe meglio pacciamare il terreno con film plastici, paglia, stuoie o torba.

Il clima per la carota

Anche se ben si adatta a condizioni climatiche diverse, la carota risulta particolarmente sensibile alle gelate e agli sbalzi termici che possono addirittura provocare l’interruzione dell’accrescimento della radice.

In generale le carote cresciute tra i 10 e i 15 °C risultano più lunghe delle carote coltivate tra i 21 e i 27 °C le quali sviluppano maggiormente la parte vegetativa (foglie) a discapito della radice.

Le condizioni termiche condizionano anche la pigmentazione e i valori nutrizionali (contenuto di zuccheri e carotenoidi) di questi ortaggi. Le temperature ottimali di crescita sono: 13-18° C dell’aria; 23-28°C del suolo.

La semina e le cure successive 

Guarda il nostro video sulla semina delle carote:

I tempi di semina sono:
- gennaio-marzo per le precoci;
- aprile-maggio per le semiprecoci;
- da fine agosto a tutto ottobre per le tardive.

Le semine in pieno campo si possono effettuare quando le temperature si stabilizzano attorno a 10 °C, altrimenti è consigliata la semina in tunnel, in cassoni o in serra. Negli orti familiari e nei piccoli appezzamenti la semina può essere a spaglio o su file (distanza di 5-6 cm sulla fila, 20 cm tra le file).

Se si vuole indurre la pregerminazione si possono immergere i semi in acqua, avvolti in uno straccio, qualche ora prima della semina.

Se le piantine risultano troppo fitte, si effettua il diradamento quando hanno emesso la quarta foglia e raggiunto 2-3 cm di altezza.

Per ostacolare lo sviluppo di infestanti si opera regolarmente la sarchiatura o scerbatura manuale, che migliora anche il passaggio di aria nel suolo e interrompe la risalita capillare dell’acqua. Ciò permette anche di limitare le perdite per evaporazione.

Se necessario si esegue anche la rincalzatura delle piante quando le radici fuoriescono dal terreno, per impedire che assumano una colorazione verde a livello del colletto.

L'irrigazione per la carota

La carota è sensibile agli stress idrici: necessita di corretti e costanti apporti idrici che influenzano l’accumulo di zuccheri e che quindi migliorano la resa di fittoni lisci e con diametro maggiore. In caso di terreni sabbiosi le esigenze idriche aumentano, invece nei terreni compatti si rischia il ristagno idrico.

Sarebbe ottimo disporre di una falda freatica a circa ½ metro di profondità affinché la coltura possa avvantaggiarsi assorbendo l’acqua per capillarità.

Rotazione e consociazioni per la carota

Si consiglia di non ripetere la coltivazione della carota sullo stesso appezzamento (ristoppio) o l’avvicendamento con specie della stessa famiglia (Apiacee o Umbellifere, quindi finocchi, sedani, prezzemolo), con Crucifere o Brassicacee (cavoli), con Liliacee (asparago e cipolla) e Chenopodiacee (bietola) per almeno 2-3 anni (5 anni, intervallo sicuro) per evitare il propagarsi delle fitopatie, la stanchezza del terreno e la qualità nutrizionale del prodotto.

Segue bene a una coltura da rinnovo sarchiata di cui sfrutta la fertilità residua: pomodoro, patata, pisello, aglio, porro.

Buone sono le consociazioni con lattughe, ravanelli, spinaci e piselli. L’associazione con aglio, cipolla e scalogno diminuisce l’attacco della mosca della carota, così come la vicinanza tra porro e carota allontana il verme del porro e la mosca della carota.

Raccolta delle carote

Il ciclo colturale della carota va da 70 a 120 giorni, in base alla varietà; la raccolta dei fittoni avviene quando questi hanno raggiunto la lunghezza apprezzabile della specifica cultivar: corta, semilunga, lunga.

Nei piccoli orti si raccoglie manualmente secondo le necessità giornaliere e settimanali; si può conservare in frigorifero a 2-3 °C anche per tempi prolungati.

 

Per approfondire

ORTO FACILE
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26896 - Ultima modifica: 2019-05-16T15:04:10+00:00 da Elena Tibiletti
Carote: i consigli giusti per coltivarle - Ultima modifica: 2019-05-28T07:35:42+00:00 da Redazione Passione In Verde