bosso siepe
Il bosso è una comune pianta da siepe.
Si fa presto a dire "bosso"... Ma dei bossi ne esistono diverse specie, tutte accomunate dalla bellezza e dalla longevità

Classico arbusto da siepe, quasi sempre potato in forma topiaria, il bosso merita di essere riscoperto per altri utilizzi e in altre specie e varietà. Ne abbiamo parlato con Bartolomeo Gottero di Vivai Gottero (Alpignano, TO), da decenni specializzato in questo genere, re dei giardini all’italiana.

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1 Quanti bossi esistono?

Al genere Buxus appartengono circa un centinaio di specie e varietà. Naturalmente la specie più nota e diffusa rimane B. sempervirens, perfetto per siepi, mentre B. arborescens si piega agevolmente a ogni tipo di taglio in forma.

2 Quali consiglia per il Sud o per il Nord?

Il clima del Meridione non è adatto al bosso (tant’è vero che non lo si vede mai), con l’eccezione di B. sempervirens “Rotundifolia”, che però in Toscana si sta sensibilizzando a diverse malattie. Preferisce decisamente un clima continentale, dove prospera la specie classica e la sua varietà “Microphylla”. Sulle Alpi è perfetta la “Faulkner”, una nuova varietà che tollera fino a –22 °C.

3 Necessita di una particolare esposizione?

Specie e varietà preferiscono la mezz’ombra, ma B. sempervirens resiste senza problemi anche rivolto a sud o a nord.

4 È esigente in fatto di suolo?

Escludendo terreni con eccesso di calcare o troppo acidi, si adatta a qualsiasi tipo di substrato con pH più o meno intermedio.

5 Come va curato?

L’irrigazione non è sempre necessaria, in relazione anche al clima e al terreno, visto che il bosso resiste abbastanza bene alla siccità, anche se subito dopo l’impianto va irrigato per alcuni mesi. Per ottenere una bella siepe soprattutto su suoli magri consiglio l’impiego di un concime equilibrato.

6 La potatura è obbligatoria?

Questa pianta può essere lasciata in forma libera, che rappresenta l’attuale tendenza in voga negli Usa, oppure condotta nella forma desiderata, in genere a cono o a globo. Un paio di interventi l’anno sono necessari, sia per le forme topiarie sia per le siepi squadrate.

7 Quando intervenire su un topiario?

Gli interventi vanno condotti in maggio e in settembre. Il loro numero può salire fino a 3 o scendere a uno solo (per esempio nel caso della var. “Microphylla”, a crescita lenta), in base alla varietà e alla velocità di accrescimento.

8 Quanto cresce in un anno?

Dipende ancora una volta dalla varietà: la “Faulkner” si accresce compatto anche di mezzo metro l’anno, così come la “Rotundifolia”, le cui foglie più grandi e scure ben si prestano a forme a piramide e cono. Tutte le altre si attestano in genere su 20-25 cm l’anno. In compenso sono veramente longeve: a Pinerolo, nel Parco del Torrione, esiste un esemplare di oltre 300 anni d’età.

9 Si può utilizzare isolato o in macchie?

Certamente: io possiedo diversi esemplari isolati, potati a forma di globo, di grande impatto visivo. Quanto all’impiego per macchie, di recente alcuni paesaggisti stanno inserendo il bosso proprio all’interno di macchie, nella progettazione di giardini di piccole o medie dimensioni.

10 Resiste in vaso?

Assolutamente sì: chiaramente, in questo caso sarà necessaria una maggiore nutrizione rispetto alla piena terra, e comunque la pianta non potrà mai essere “abbandonata”, ma bisognerà fornire cure almeno settimanali. Il bosso è una pianta rustica che resiste agli stress, ma per essere bello anche in contenitore dovete innaffiarlo e concimarlo con regolarità, e trattarlo con prodotti a base di rame una volta al mese.

Bosso, i consigli dell’esperto per coltivarlo - Ultima modifica: 2020-10-23T07:46:11+02:00 da Elena Tibiletti