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La barbabietola rossa è un ortaggio indicato per orti di collina e montagna.
La barbabietola rossa è una grossa radice facile da coltivare nell’orto in montagna, ottima in cucina e ricca di virtù nutritive

La barbabietola rossa è uno di quegli ortaggi oggi un poco dimenticati, che vale la pena di riscoprire e di riportare nell’orto domestico per una serie di valori non da poco: è infatti una pianta molto facile e resistente, ideale per chi ha poco tempo da dedicare alla manutenzione.

La sua elevata resistenza la rende idonea per gli orti con terreno difficile e per le zone di collina e di montagna, ma la vera curiosità riguarda la sua versatilità: della barbabietola, il cui nome botanico è Beta vulgaris, esistono infatti diverse tipologie, da orto/da tavola, da foraggio per l’utilizzo del fogliame, destinate all'alimentazione del bestiame e poi quelle più importanti dal punto di vista produttivo e industriale: le barbabietole da zucchero, ancora oggi largamente coltivate in Pianura Padana.

Ma non è tutto: della barbabietola si utilizzano anche gli scarti di lavorazione, a partire dal melasso impiegato come mangime, e ora anche per produrre materie plastiche biodegradabili, aprendo così un capitolo di interesse produttivo ecosostenibile.

Barbabietola da zucchero o da orto

Coltivata a scopo industriale in tutta la pianura settentrionale ma in particolare in Emilia, tra Modena, Ferrara e la foce del Po, la barbabietola da zucchero veniva un tempo lavorata in una quantità di piccoli zuccherifici che in estate assorbivano il lavoro stagionale degli studenti: con l’avvio del periodo scolastico la produzione arrivava alla sua conclusione. Oggi, invece, le barbabietole prodotte nelle nostre campagne vengono raccolte con metodi super meccanizzati e, già ripulite, vengono spedite a giganteschi impianti di raffinazione.

Nell’orto, la barbabietola rossa va seminata in primavera e raccolta a partire dalla fine di agosto; tra le sue particolarità c’è il contenuto di geosmina, una sostanza chimica naturale, estremamente volatile, che ha la capacità di conferire, anche quando è in quantità minime, quel particolare odore che il naso umano, molto sensibile alla geosmina, riconosce subito come “odore di terra”. La varietà veneta ‘Chioggia’, antica e pregiata, ha un elevato contenuto di geosmina che le conferisce un sapore particolare, apprezzato dai grandi chef, e ha anche un pregio estetico: la polpa è percorsa da una serie di anelli concentrici di grande effetto visivo.

Esistono anche barbabietole da orto a polpa bianca, dorata o verdina, ma quella che maggiormente viene prodotta è la tipica barbabietola rossa, come ‘Red Ace’. Apprezzata da tempo negli orti italiani è anche la ‘Nera piatta d'Egitto’: è una barbabietola molto precoce, dall'epidermide liscia, con il caratteristico colore rosso violaceo, con una polpa color rosso sangue molto intenso; la radice cresce praticamente piatta rispetto al terreno.

Come coltivarla 

• Le barbabietole richiedono nell’orto un certo spazio per poter crescere bene, esposte correttamente al sole; la produzione richiede 60-90 giorni dalla semina, considerando che i semi vanno lasciati a bagno per una notte in acqua tiepida allo scopo di favorirne la rapida apertura nel terreno umido, con conseguente germinazione.

• La barbabietola può essere seminata da aprile fino all’inizio dell’estate: se amate seguire la luna ricordate di farlo con luna crescente. Dopo la semina, procedete a un diradamento per lasciare un esemplare ogni 30 cm sulla fila, distanziato di 30-40 sulle file.

• Come tutti gli ortaggi da radice conviene seminare su una parcella che non abbia avuto in precedenza altre Chenopodiacee (bietole da foglia, spinacio, grano saraceno, quinoa) e che abbia preferibilmente dato ospitalità a Solanacee (pomodoro, melanzana…) oppure a lattughe o legumi.

• Per la germinazione, la temperatura dovrebbe trovarsi tra 10 e 12 °C; meglio quindi aspettare la primavera avanzata, tra maggio e inizio giugno. Le temperature fresche della notte, contrapposte a quelle calde del giorno favoriscono l'accumulo degli zuccheri offrendo un raccolto di buona qualità, ecco perché è un ortaggio consigliato negli orti di montagna dove in estate c’è un’elevata escursione termica, ma attenzione: se le notti sono decisamente fresche, coprite le piante in germogliazione con un tunnel di plastica.

• Le barbabietole vanno innaffiate con regolarità altrimenti tendono a diventare fibrose o deformate; il terreno deve essere sciolto e leggero, fertile e sempre appena umido, mai fradicio, altrimenti insorgono facilmente malattie fungine.

• Essendo un ortaggio di terra occorre dedicare attenzione all’eventuale presenza di talpe, topolini e insetti del suolo, da combattere con un geoinsetticida.

• Alla fine dell’estate o all'inizio dell'autunno, in base al periodo di semina, i grossi tuberi parzialmente superficiali sono pronti per la raccolta. Dopo averle estratte, spazzolate le barbabietole per eliminare la maggior quantità possibile di terreno e di sottili radici, poi pulitele con un panno a trama grossa e ponetele distese in cassette di legno in luogo buio e asciutto, con temperature possibilmente sotto i 18 °C.

(Testo e foto tratti da "Barbabietola: la salute sotto terra" di L. Lombroso, Giardinaggio, Giugno 2013)

Proprietà nutrizionali della barbabietola rossa

Nella barbabietola da orto si trova potassio in gran quantità, ma anche magnesio, fosforo, silicio, calcio; vitamine A, B, C e PP e alcuni aminoacidi preziosi: l’asparagina, la betamina e la glutamina.

La barbabietola è molto energetica ed è un buon rimedio se assunto durante le epidemie influenzali. Per le sue caratteristiche è inoltre particolarmente indicata per gli anemici e contro le nevriti.

In genere la si consuma cotta, ma sarebbe meglio assumerla cruda, magari grattugiata, oppure centrifugata. Un bicchiere di succo di barbabietola al giorno, puro o anche diluito, è davvero un toccasana.

Pochi sanno che la barbabietola, se lavorata correttamente, può sostituire il caffè. Si raschiano le barbabietole, le si taglia a fettine di 3-4 cm, poi occorre metterle ad asciugare al sole su un graticcio, infilate a corona. Una volta seccate bisogna tostarle al forno, spezzarle e macinarle. Se conservata in una scatola di legno la polvere così ottenuta migliorerà invecchiando.

Barbabietola rossa, COLTIVAZIONE e proprietà - Ultima modifica: 2019-07-22T07:29:08+00:00 da Redazione Passione In Verde