gloriosa
La gloriosa va allevata su un traliccio.
La gloriosa è una bulbosa rampicante che durante la bella stagione produce in continuazione fiori molto vistosi e architettonici.

La gloriosa deve il suo nome alla bellezza dei suoi fiori, grandi (8-10 cm di diametro) e simili a gigli: è infatti nota anche come giglio rampicante. Si sviluppa da un tubero e produce un gran numero di fiori all’ascella delle foglie, caratterizzati da 6 tepali arricciati verso l’interno e con i margini ondulati. I tralci, volubili, sottili e poco ramificati, sono dotati di viticci con cui si attaccano a qualsiasi sostegno: formano una copertura molto leggera (h 2 m, largh. 0,5 m). Le foglie sono allungate, verde chiaro brillante, un po’ cuoiose, e rimangono sulla pianta fino ai primi freddi. Due sono le specie, Gloriosa rotschildiana, la più diffusa, caratterizzata da fiori rossi e gialli, e G. superba, con fiori color arancio sfumato di giallo (G. s. ‘Lutea’ ha fiori gialli), che nascono da boccioli verdi campanulati e, mentre i petali si aprono, assumono la colorazione.

Possiamo coltivarla anche per dare un po’ di colore a una siepe, lasciando che i suoi lunghi rami si intreccino liberamente con quelli delle piante verdi.

Terreno, clima, esposizione. Substrato mediamente fertile e molto ben drenato; in vaso va bene il terriccio per piante da fiore mescolato a metà sabbia di fiume, con ottimo drenaggio sul fondo; i ristagni idrici inducono marciumi nel tubero. Soffre sotto i 15°C: è una perenne coltivata come annuale da Napoli in su. La posizione ideale è al sole o a mezz’ombra, protetta dal vento. Estrarre dal terreno il tubero in autunno dalla Val Padana in su e conservarlo in cantina.

Piantagione. Il tubero va piantato a una profondità di circa 5 cm, obliquamente nel terreno con la punta che reca la gemma in basso.

Sostegni. Anche leggeri, come un traliccio o un trittico di bambù.

Irrigazione e concimazione. Annaffiare molto gradatamente, seguendo la crescita della pianta. In pieno sviluppo bagnare spesso, in vaso con regolarità per non far mai seccare il substrato. Al termine della fioritura diradare le irrigazioni fino a interromperle quando la parte aerea muore. Dai boccioli sino a fine fioritura concimare con un prodotto liquido per piante da fiore ogni 2 settimane, nell’acqua d’irrigazioni, metà dose rispetto all’etichetta.

Potatura. La parte aerea muore in autunno nel Nord Italia. Togliere i fiori appena sfioriscono per indurre la produzione di nuovi bocci.

Moltiplicazione. Tagliare in due il tubero a fine inverno con un coltello affilato; lasciare asciugare bene i punti di taglio prima di interrarli.

Malattie e parassiti. Le piante in vaso possono essere attaccate da afidi e ragnetto rosso.

Coltivazione in vaso. In un vaso di 20 cm (ma profondo 30) mettere 2 tuberi.