serra da balcone
Una serretta da balcone in plexiglass e legno.
Prima che arrivi il gelo bisogna allestire o realizzare serre, verande o veri e propri “giardini d’inverno”, strutture mobili o fisse per salvare le piante
  1. Arieggiamento: la circolazione dell’aria all’interno delle strutture e dei locali di protezione è fondamentale per abbattere l’umidità (vedi) che viene creata dalle piante stesse che, seppur poco, continuano a traspirare. Naturalmente, dato che l’aria esterna è fredda o gelida d’inverno (vedi), l’arieggiamento va effettuato solo nelle giornate più tiepide e soleggiate, nelle ore centrali del giorno. È sufficiente aprire le cerniere dei teli protettivi o le porte e finestre per una-due ore tra le 12 e le 14, richiudendo poi tutto subito dopo.
  2. Balcone o terrazzo: le piante rustiche (della zona) possono resistere all’aperto senza protezioni; quelle un po’ meno rustiche si avvolgono con teli di vario tipo; quelle ancora meno rustiche o poco delicate svernano nella serretta (vedi) da balcone o nella serra da terrazzo; quelle delicate vanno ricoverate in locali interni. Lasciate sempre lo spazio necessario per montare la serra: alcuni modelli possono fungere da scaffalatura porta piante in estate, ricoprendoli con il telo di plastica in ottobre e tramutandoli così in serra.
  3. Campana: in vetro, più robusta, coibentante e durevole, o in plastica, maneggevole, facile da riporre ma meno protettiva, è una soluzione velocissima per coprire in terrazzo e in giardino le piante di piccole dimensioni che richiedono una piccola protezione. Va rimossa nelle belle giornate tiepide per ridurre l’umidità di condensa che si crea all’interno, soprattutto in giardino, e rimessa prima del tramonto.

    serra
    Piccola serra da giardino, a vetri.

  4. Cure: le piante protette, che abbiano solo un telo avvolto intorno o siano state spostate all’interno di strutture o locali di riparo, non devono essere abbandonate a se stesse. In primo luogo vanno ripulite dal seccume che inevitabilmente si forma, almeno una volta al mese, meglio due. Poi vanno controllate per cogliere sul nascere la presenza di parassiti animali (vedi) o malattie fungine (vedi), contro cui intervenire prontamente. Infine alcune di esse possono aver bisogno di minime annaffiature, ogni 20-30 giorni.
  5. Doppi vetri: quelli di vecchio tipo, costituiti da due o quattro ante separate, incernierate rispettivamente sul filo interno e su quello esterno della muratura, creano uno spazio molto ospitale per le piante, particolarmente apprezzato dalle succulente che non devono svernare in locali riscaldati (altrimenti non vanno a riposo e quindi non fioriscono d’estate). La temperatura, grazie alla transmittanza offerta dai semplici vetri interni, beneficia di un minimo di calore proveniente dall’appartamento, calore che viene trattenuto dai vetri termici esterni. Questa intercapedine si può sfruttare, se c’è lo spazio, ponendo uno scaffaletto sottile, uno sgabello alto e stretto o addirittura fissando alcune mensolette dove sistemare i vasetti. Naturalmente si utilizza solo se non viene abbassata giornalmente la tapparella né vengono chiuse le imposte…
  6. Freddo: non esiste una temperatura standard sotto la quale tutte le piante vanno protette, bensì diversi scalini termici che riguardano ciascuno una tipologia di piante. Quelle tropicali soffrono già intorno ai 12-13 °C; molte succulente fra 8-10 °C; i cactus a 5 °C. Piuttosto, l’arrivo vero del freddo nocivo ai vegetali si verifica non attraverso una singola notte sotto le temperature indicate, ma con almeno tre notti consecutive. Di giorno invece la temperatura di solito risale e non desta problemi. Quando poi le piante vengono protette, non è più possibile rimetterle all’aperto fino al marzo-aprile successivo.

    serra
    Serra da balcone o da giardino, appesa.

  7. Gatti: se la serretta è coperta dal classico telo di plastica, e deve convivere con uno o più gatti, comperate fin dal primo acquisto il telo di ricambio... Vi servirà sicuramente l’anno prossimo, perché non potrete rimettere il vecchio telo fatto a brandelli da Micio e rattoppato con metri di scotch telato che toglie la luce alle piante! Dentro alla serra, infatti, facilmente entreranno mosche e altri insetti volatori o che camminano sulla plastica: Micio se ne accorgerà subito e cercherà di prenderli con gli unghielli, anche se loro sono dall’altra parte. Ne consegue che il telo verrà bucherellato e arato in vari punti…
  8. Giardino d’inverno: è la classica serra all’inglese, una struttura vetrata ancorata a terra da una gettata in cemento e sostenuta da pali in acciaio o ferro zincato, di grandi dimensioni, spesso con forme curvilinee e ingentilita da una cupola aggiuntiva sommitale. In Gran Bretagna fa parte dell’arredo di molti giardini di una certa dimensione, è dotata di riscaldamento e illuminazione e talmente grande da poter ospitare un salottino dove rilassarsi sotto un pallidissimo sole o bere il tè con gli amici. E viene utile anche in estate, svuotata dalle piante, quando il meteo è inclemente… Può essere sfruttata nello stesso modo anche in Italia, anche se non è alla portata di tutte le tasche: si tratta di strutture costose e adatte solo a grandi spazi verdi, che comunque impreziosiscono esteticamente. È comunque perfetta, se ha un sistema riscaldante, per conservare ogni tipo di piante, anche quelle tropicali.
  9. Inverno: per brevità si dice in genere di “proteggere le piante in inverno”. In realtà il periodo durante il quale serve un riparo varia dalla metà di ottobre sulle Alpi e l’alto Appennino, passando per l’inizio di novembre in Val Padana, la metà di novembre sulle coste adriatiche e l’Appennino centrale, e l’inizio di dicembre nelle zone più fredde (quelle montuose) del Meridione. Analogamente, l’inverno non termina il 20 marzo per le piante: il ritorno all’aperto è un passaggio ancora più delicato, perché le piante sono abituate a temperature costanti e non troppo basse. È necessario attendere quindi che le minime si stabilizzino almeno intorno ai 13-15 °C: inizio marzo nel Sud più freddo, fine marzo per l’alto Adriatico e l’Italia centrale, prima decade di aprile in Pianura Padana, ultima decade in montagna.

    serra a chiosco
    Serra a chiosco da giardino.

  10. Irrigazione: durante la stagione avversa va praticamente sospesa, del tutto sulle piante caducifoglie, che vanno a riposo, così come sulle succulente, e fornita in quantità minima (un bicchiere al mese per un vaso di 20 cm di diametro) a tutte le altre piante che svernano al fresco.
  11. Locali di protezione: escludiamo subito l’appartamento riscaldato, che è tollerabile solo da parte delle piante succulente, che però così non si riposano e, l’estate prossima, non fioriscono. I luoghi ideali sono: una cantina o una soffitta luminose ma chiuse, senza spifferi, oppure una stanza interna alla casa ma senza riscaldamento, o anche un pianerottolo ben illuminato ma lontano dall’ingresso. In tutti i casi ci deve essere luce in abbondanza e una temperatura compresa fra 13 e 5 °C.
  12. Malattie fungine: tra i maggiori pericoli incombenti sulle piante ammassate in strutture o locali chiusi, si sviluppano grazie all’aria stagnante e carica d’umidità determinata dalla sia pure minima traspirazione fogliare. Almeno due volte al mese è bene dare un’occhiata a tutti i vegetali protetti, per scorgere macchie sospette, muffe o marciumi, che vanno immediatamente trattate con un prodotto a base di rame. Fanno eccezione le succulente, che difficilmente si salvano una volta che il marciume si è instaurato.
  13. Neve: la peggiore nemica di serre e tunnel, soprattutto se sono in plastica, perché appesantisce le strutture e, se si accumula, può sfondare plastica, vetri e perfino piegare e abbattere i paletti di metallo. Il limite massimo sono 10 cm di coltre, dopodiché il bianco mantello va assolutamente rimosso con una vecchia scopa, eventualmente salendo in sicurezza su una scala, facendolo scivolare verso il basso senza premere sulla struttura.

    serra balcone neve
    Serretta da balcone sotto la neve: la coltre va subito rimossa.

  14. Orangerie o limonaia: la versione italiana dei giardini d’inverno (vedi), nata nel rinascimento per ospitare gli agrumi coltivati in vaso nelle ville nobili del Nord Italia. I modelli più sofisticati, oltre a essere molto spaziosi, erano dotati di un sistema di apertura totale delle vetrate (a compasso o per scorrimento), in modo da “scoperchiare” completamente la struttura durante la bella stagione ed evitare la movimentazione di vasi che potevano essere anche molto pesanti. Sono generalmente strutture con la delimitazione alla base in muratura (i primi 80-100 cm) e la parte aerea sovrastante in vetro incernierato al metallo dei pali portanti. Oggi possono essere progettate e costruite su misura, avvalendosi di artigiani esperti.
  15. Parassiti: insetti, acari e ragnetti sono frequentissimi nelle serre come nei locali di protezione, grazie alle temperature più miti di questi siti. Vale lo stesso suggerimento dato per le malattie fungine (vedi): controllate ogni due settimane tutte le piante, soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie, alla loro ascella, lungo i rametti e al colletto, dove più facilmente si annidano i parassiti. Nel caso, trattate subito con un insetticida ad ampio spettro, efficace contro quasi tutti i potenziali parassiti del periodo.
  16. Plastica: materiale trasparente passe-par-tout che serve come copertura per serre da terrazzo e tunnel (PE, plastica morbida), per serre da giardino (PP, plastica rigida) e per coprire singole piante all’occorrenza (ancora PE, oppure plastica a bolle). Al momento dell’acquisto della struttura, informatevi sulla possibilità di acquistare teli o lastre di ricambio. Il pluriball viene utile anche per foderare i pianali delle serre, isolando maggiormente i vasi dall’aria fredda, e anche come intercapedine fra il pavimento e i contenitori che devono rimanere all’aperto per ridurre il rischio che il fondo del vaso ghiacci. Tutti i teli morbidi e le lastre rigide a fine stagione (in primavera) vanno lavati accuratamente con acqua addizionata di un 10% di candeggina delicata (quella per il bucato) in modo da disinfettarli bene.
  17. Riscaldamento: se la serra deve necessariamente ospitare esemplari piuttosto delicati, che non tollerano temperature inferiori allo zero, è bene prevedere un sistema di riscaldamento. Se c’è o si può creare in sicurezza un collegamento elettrico si potrebbe optare per un termoventilatore con termostato, che si attacca e scalda solo quando la minima scende sotto un determinato valore; non è una soluzione economica, specialmente se l’apparecchio deve funzionare per quasi tutto il giorno e per molti giorni. Una vera e propria stufa con la bombola del gas è giustificata solo nel caso di serre molto grandi, per il costo, la difficoltà di mantenere relativamente bassa la temperatura complessiva dell’ambiente, e la necessità di aerare contemporaneamente la struttura per ragioni di sicurezza. Una buona scelta è costituita dall’apposito riscaldatore a paraffina per serre, nel complesso di costo contenuto e adatto a ogni dimensione di struttura: in genere un singolo apparecchio scalda per una settimana fino a 10 mq quando fuori ci sono 0 °C, ed è possibile inserirne più di uno.

    serra addossata
    Serra da giardino o da balcone addossata.

  18. Serra: è una struttura metallica ricoperta da un telo di plastica, da lastre in plastica o da vetrate. Può essere parzialmente in muratura (orangerie, vedi) o comunque murata e ancorata saldamente al terreno (giardino d’inverno, vedi), risultando di medio-grandi dimensioni, con pianali e mensole, ideale per ospitare molte piante, anche tropicali se viene corredata di riscaldamento (vedi), per accogliere le semine anticipate, e per svolgere anche la funzione di angolo relax (c’è anche chi ci installa la mini-piscina o la spa da interni…). Più comunemente si tratta di strutture medio-piccole o piccolissime, senza base in muratura ma semplicemente infisse nella terra con i piedi ai quattro angoli e ancorate da picchetti, o addirittura solo posate al suolo. Esistono anche modelli addossati, da appoggiare al muro dell’edificio, sia al piano terra sia in terrazzo, fissando la struttura alla parete mediante ganci. Le versioni da balcone sono autoportanti, a due, tre o quattro ripiani, economiche, facilissime da montare e poi da smontare a fine stagione; siate delicati nel maneggiare la lampo di apertura, per non staccarla dalla plastica: nel caso, pinzate la cimosa della lampo al telo con i punti metallici.
  19. Tessuto non tessuto: l’altro caposaldo insieme alla plastica per la protezione delle piante, perché è modellabile, raddoppiabile all’infinito e al tempo stesso traspirante e, in una certa misura, lascia passare la luce. Ne esistono in diverse grammature (le più pesanti evitano di doverlo raddoppiare) e formati (telo rettangolare o quadrato più o meno grande, tubolare, a sacco, tutti in varie misure), e si tagliano con una normale forbice da casa. Utili per avvolgere le piante che restano in esterni, ma anche per dare una protezione supplementare in caso di gelo a quelle protette in serra, stendendovelo sopra. A fine stagione vanno sempre lavati con cura, anche in lavatrice a 30 °C.
  20. Tunnel: struttura utilizzata per l’orto, è costituita da una serie di archetti bassi o ad altezza di 2 m (per poter camminare sotto un tunnel molto grande) coperti da un pesante telo plastico, sollevabile anteriormente per la raccolta degli ortaggi e l’arieggiamento. Economicissimo, permette di coltivare anche in pieno inverno nelle zone meno fredde, e di prolungare i raccolti fino a metà novembre in quelle più fredde. Per il montaggio richiede la presenza di due persone, ma gli archetti, una volta ben infissi nel suolo, possono rimanere per tutto l’anno: basta togliere la copertura in aprile.
  21. Umidità: i vetri o la plastica di copertura trattengono il vapore traspirato dal fogliame trasformandolo in condensa a causa della differenza di temperatura fra interno ed esterno. La condensa, nelle giornate soleggiate, gocciola sulle piante e innalza l’umidità dell’aria, favorendo così lo sviluppo delle malattie fungine. L’unico rimedio per abbassare l’inevitabile umidità consiste nell’arieggiamento frequente della serra o tunnel, soprattutto nelle giornate più miti.
  22. Veranda: uno dei luoghi migliori per ricoverare le piante, grazie all’ampia superficie vetrata in genere rivolta verso un’esposizione soleggiata, mentre il lato opposto è la parete domestica. La temperatura rimane relativamente costante, tiepida e mai troppo fredda, ideale soprattutto per le piante tropicali o mediterranee, che spesso fioriscono proprio in veranda. Nelle giornate particolarmente gelide, basta aprire la porta finestra di casa per una-due ore per iniettare un po’ d’aria calda in veranda, sufficiente a evitare pericolose discese termiche. Non servono teli supplementari, ma l’arieggiamento rimane importante.
  23. Zone d’Italia: quelle più gelide sono le Alpi e l’Appennino settentrionale sopra i 600 m di quota. Segue la Val Padana, poi le Prealpi e l’alto Adriatico. Quindi l’Appennino centrale sopra gli 800 m e quello meridionale sopra i 1.000 m slm. Infine il medio e basso Adriatico e l’Etna. Queste sono le aree dove servono serre, tunnel e verande. Nel resto del Paese è bene tenere a portata di mano i teli di plastica pesante e di tessuto non tessuto, da avvolgere sugli esemplari delicati all’occorrenza, seguendo le previsioni meteo giornaliere.
Una serra per l’inverno: 23 consigli utili - Ultima modifica: 2020-09-14T07:51:54+02:00 da Elena Tibiletti