siepe
Una siepe mista, con specie da foglia e specie fra fiore, dà risultati eccezionali.
La siepe ha funzione di recinzione, ma anche di decorazione. Può essere anche antivento, antirumore e antismog. Ecco come piantarla e quali specie scegliere

Arteria vitale del giardino e del paesaggio, come amano definirla gli urbanisti più sensibili, la siepe svolge un ruolo di protezione e dona bellezza e intimità al giardino.

Quella che circonda il vostro giardino o protegge l’area in cui vi sedete al riparo dal vento, dal sole e dagli sguardi esterni, non è solo una bordura di piante, ma in realtà molto di più. La siepe, che sia di un giardino o di un podere in campagna, che circondi una casa o segni il mezzo di una strada piena di traffico, è ciò che gli urbanisti più sensibili chiamano ‘arteria vitale del paesaggio’; si tratta di una struttura stratificata che offre habitat diversi. Prima di scegliere il tipo di siepe adatto alle proprie esigenze, il giardiniere attento avrà dunque cura di capire che cosa rappresenta la siepe e che elementi comprende.

La siepe è indispensabile come delimitazione del confine, ma anche come struttura protettiva contro il rumore e il vento, difensiva contro le intrusioni di persone e animali, preziosa per schermare dalle polveri inquinanti. Una siepe ben scelta è inoltre un forte elemento di personalità per il giardino e un investimento: quella giusta fa risparmiare tempo e fatica, e dura decenni.

Tre livelli di siepe per proteggere il giardino

Nelle siepi più classiche si può individuare uno strato erbaceo composto da erbe e fiori che crescono ai piedi o sotto la siepe; può trattarsi anche solo di piccole bulbose o di piantine tappezzanti che provvedono a coprire il suolo migliorando esteticamente il punto di aggancio visivo fra la siepe e il prato.

Il secondo livello è quello più classico ed è composto da arbusti, che possono essere decidui o sempreverdi, più o meno spinosi (requisito importante quando la siepe assume un ruolo difensivo nei confronti di uomini e animali), più o meno fioriti.

Infine c’è un livello arboreo: presente quando le siepi sono di dimensioni importanti e quando si vuole ottenere una bordura vegetale molto protettiva.

Siepe antivento, antismog e antirumore

A proposito di vento, è importante considerare che un giardino soggetto a questo problema può vedere ridotta la forza delle brezze fino al 60% grazie alla presenza di una siepe folta e alta, con il vantaggio di limitare la disidratazione delle piante in esso coltivate. Inoltre, la minore ventosità comporta la possibilità di preservare meglio la fertilità naturale del terreno, evitando che la brezza si porti via minuscole ma numerosissime particelle di humus dalla superficie del terreno.

Un effetto importante della siepe riguarda l’erosione del suolo: nei giardini su pendio la loro presenza aiuta a evitare che il terreno diventi franoso; le radici che affondano nel substrato consentono all’acqua di penetrarvi, mantenendolo quindi vivo e fertile.

C’è poi l’aspetto del rumore: il fogliame delle siepi provvede a disperdere le onde sonore e ad attutirne l’effetto.

Polvere e sostanze inquinanti sono trattenute dall’ampia superficie di una siepe larga e alta, e periodicamente una generosa lavata del fogliame con il tubo da irrigazione provvederà a evitare che le polveri si installino permanentemente sul fogliame, danneggiandolo.

Siepe per la privacy

Nel ‘600 e ‘700 i giardini erano grandi e aperti, perché chi poteva permettersi un giardino non aveva certo problemi economici, ma anche perché questa apertura, il lasciare che lo sguardo potesse perdersi verso grandi spazi, rifletteva una società illuminista che si apriva verso la scienza e le nuove frontiere della conoscenza, verso nuove terre e nuovi orizzonti non solo fisici ma anche e soprattutto culturali.

Oggi il giardino chiuso e riparato diventa non solo difesa, ma anche pretesto per imparare di nuovo a guardare ‘in piccolo’, da vicino; la perduta arte di osservare (e di capire), da applicare a fiori e dettagli di colore o di geometria, animali e insetti, farfalle e uccelli che, grazie anche all’ambiente riparato, tornano volentieri a visitarci.

Un aspetto non trascurabile della presenza di siepi, schermi e altre forme di protezione è quello di conservare freschezza e ombra, limitando quindi il riverbero del caldo e la perdita di preziosa umidità. Un vantaggio per le tasche (si irriga meno, quindi si spende meno per l’acqua) e per l’ambiente (meno spreco idrico). Va infatti tenuto presente il fatto che qualunque schermo proietta un’ombra a terra, che in inverno, quando il sole rimane basso sull’orizzonte, crea zone scure e umide. I giardini con molti schermi sono quindi più intimi e freschi, ma probabilmente vi indurranno a scegliere di evitare la soluzione ‘tappeto erboso’ (che ha bisogno di molto sole in tutte le stagioni) a favore di pavimentazioni in vari materiali.

Oltre al ruolo di protezione della privacy, indispensabile nei piccoli giardini strettamente confinanti (caso tipico, le villette a schiera e gli spazi verdi condominiali), lo schermo può avere un ruolo difensivo vero e proprio, allo scopo di ostacolare le intrusioni o quanto meno renderle piuttosto problematiche. Un muro verde largo almeno 70 cm, fittamente spinoso e alto più di m 1,80 è davvero difficile da penetrare, tanto dall’uomo come dagli animali di grossa taglia come daini e cinghiali, che spesso si intrufolano nei parchi di collina, creando danni non indifferenti.

Un altro ruolo dello schermo può essere invece puramente funzionale alla divisione di zone diverse del giardino (ortofrutteto, piscina...). In questo caso la barriera potrà essere più bassa e realizzata in colori e materiali a scelta, cosa che invece non è possibile per la recinzione esterna che è da costruire in base alle normative vigenti nei regolamenti comunali e piani regolatori.

Infine c’è il tema dei paraventi e di tutte quelle strutture schermanti effimere, destinate a essere spostate o che devono durare una sola stagione. Si tratta di soluzioni adatte ai piccoli spazi e ai terrazzi dove un paravento può ‘seguire il sole’ o, quando necessario, nascondere alla vista un angolo spoglio, un cumulo di materiali da eliminare o una zona con i panni stesi. Un paravento colorato e allegro, in assicelle, cannicciati o bambù e tende leggere potrà risolvere questi piccoli problemi con stile e praticità: si può anche montarlo su ruote, come gli scenari dei teatri, e organizzare lo spazio giorno dopo giorno in base alle esigenze della vita familiare o di un giorno di festa...

Come piantare

Ottobre, con novembre e marzo, è uno dei mesi ideali per mettere a dimora gli arbusti da siepe: formali o naturalistiche, ecco quali sono le valutazioni da fare e quali le indicazioni da seguire prima di procedere all'impianto.

Le distanze d’impianto sono importanti. L’impianto tradizionale prevede una fila singola di piante equidistanti. Se si desidera accelerare il risultato, meglio ridurre la distanza tra gli esemplari piuttosto che utilizzare piante troppo vigorose. Per maggiore protezione, se lo spazio lo permette, è possibile formare una siepe più densa piantando gli esemplari alternati in doppia fila (a quinconce).

Ecco le distanze consigliate per le specie più comuni: Berberis x stenophylla: 60 cm; Cupressocyparis leylandii: 1 m; Carpinus betulus: 45 cm; Ilex aquifolium: 45 cm; Ligustrum ovalifolium: 45 cm; Pyracantha rogersiana: 50 cm; Taxus baccata: 60 cm, Fagus sylvatica: 45 cm. Non conviene farsi tentare dal pronto effetto: le piante piccole (cm 30-45) costano meno e attecchiscono meglio e più velocemente delle grandi.

Le siepi informali composte da specie arbustive diverse, esotiche o del territorio, si piantano normalmente su due file in modo sfalsato. Solo in questo modo si ottiene rapidamente un effetto folto e ben articolato, altrimenti le piante rischiano di sembrare per lungo tempo dei soldatini solitari... Questo criterio di piantagione ha un nome antichissimo e curioso, ‘quinconce’, termine che evoca la disposizione di cinque unità nel modo in cui viene raffigurato il 5 sulla faccia di un dado o su una carta da gioco. Le giovani piante da siepe vanno subito ben protette dalla disidratazione del suolo disponendo uno spesso strato di corteccia sminuzzata.

Se invece preferite una siepe di tipo formale, magari da potare geometricamente, allora bisogna piantare in modo lineare, spaziando gli esemplari da 40 a 80 cm, secondo la specie, per ottenere un effetto folto e compatto.

Nel caso in cui la siepe debba svolgere una funzione frangivento, occorre che essa sia densa e composta da specie con rami elastici e flessibili. L’effetto migliore lo si ottiene prevedendo tre livelli, sistemando una fila di alberi o arbusti più alti al centro e due file di cespugli più bassi davanti e dietro.

Per rendere la siepe originale e ricca di sorprese nel corso delle stagioni è possibile inserire in modo ritmico o apparentemente casuale una serie di specie da fiore e da frutto, responsabili della variazione stagionale, associandole a sempreverdi e cespugli da fogliame che garantiscono la struttura di base.

Nella scelta delle vostre specie da siepe è importante verificare quante potature richiedono nel corso dell’anno, in modo che, una volta adulta, la vostra bordura vegetale abbia un regime di manutenzione proporzionato a quello che ritenete di poter offrire. In proposito ricordate che le siepi formali sono eleganti, ma se volete davvero ridurre al minimo la fatica orientatevi verso quelle miste: l’aspetto selvatico e disordinato sarà presto arricchito da una quantità di farfalle e uccellini che le frequenteranno volentieri e vi troveranno rifugio e cibo.

La preparazione della buca richiede attenzione: le siepi durano a lungo, vale quindi la pena preparare bene il terreno. Scavate il fossato, lavorate con il forcone e disponete uno strato di concime organico. Innaffiate per temperare il suolo e lasciate che l’acqua sia assorbita prima di collocare la siepe. Se il clima è asciutto, innaffiate spesso la siepe nel periodo successivo al trapianto, quando le giovani piante sono più fragili e vanno aiutate ad attecchire.

Le specie da siepe: quali scegliere

La gamma di specie indicate per la siepe è molto ampia: è importante però individuare con chiarezza il ruolo (o i ruoli) che le si vuole affidare (barriera ottica, filtro contro polvere e smog, difesa ecc.) Le siepi formali sono ideali nei piccoli giardini, sono compatte e ordinate, anche se richiedono interventi regolari di potatura per non perdere la forma. Possono essere a foglia grande (quali carpino, agrifoglio, lauroceraso) e a foglia più piccola (quali ligustro e lonicera). Tra le migliori: il tasso (crescita lenta, ma si accontenta di una sola potatura annuale), la tuja (crescita rapida e facile da curare), il cipresso di Leyland (Cupressocyparis x leylandii, resistente all'aridità e al gelo, di velocissimo sviluppo).

Se lo spazio e lo stile del giardino lo consentono, si può optare per la siepe mista: combinando arbusti da fiore, da foglia e da bacca si ottiene uno scenario vario, naturalistico, mutevole nel corso delle stagioni. Ricordate che le siepi sempreverdi garantiscono una decorazione permanente nel corso dell'anno ma possono risultare un po' piatte; le siepi da fiore, come la forsizia, al contrario, vivono una stagione spettacolare ma d'inverno e d'estate sono un po' anonime.

Per avere effetti cromatici particolari, la siepe formale può essere composta da varietà diverse della stessa specie (per evitare problemi di sviluppo differente), come Ligustrum ovalifolium (adattabile, generosa, antirumore e resistente allo smog) abbinata alla varietà L. o. ‘Aureum’, a foglia giallo vivo.

Contro il rumore sono efficaci le specie a foglia grande, come il lauroceraso (Prunus laurocerasus). La trama fitta delle conifere, invece, le rende particolarmente efficienti contro lo smog (Taxus baccata, Thuja plicata, Cupressus arizonica, Chamaecyparis ‘Columnaris Glauca’ ecc.). La siepe di conifere funziona bene anche come barriera sonora e antintruso. Come siepe difensiva, sono imbattibili l’agrifoglio (Ilex aquifolium, anche variegato), il Pyracantha (nell'immagine), dalle belle bacche, lo spinoso berberis (Berberis x stenophilla e B. darwinii).

La siepe rustica

Le siepi rustiche sono quelle informali, date da arbusti caducifogli che in primavera si vestono di fiori e in autunno di colore e bacche decorative. Tra i vantaggi: si adattano facilmente a ogni clima e terreno; non richiedono potature ma solo rimozione di parti secche; non chiedono pacciamatura né protezione invernale; forniscono cibo e riparo a uccellini e piccola fauna favorendo la biodiversità.

Tra le migliori: i viburni (per le bacche i più belli sono Viburnum opulus xanthocarpum, V. nudum e V. satigerum); Cornus kousa (bella fioritura, rosa in "Satomy", seguita da bacche ornamentali); Parrotia persica (splendido fogliame autunnale).

(Tratto da "Saper fare" - Pubblicato su Giardinaggio 10/2012, da L. Lombroso - Pubblicato su Giardinaggio 5/2010 e da S. Pareschi, Giardinaggio n.9, 2008)

Siepe decorativa, antivento, antismog, antirumore - Ultima modifica: 2019-10-25T07:10:00+02:00 da Redazione Passione In Verde