sempervivum ciotola
I Sempervivum si possono comporre in una ciotola, unendo specie diverse.
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I Sempervivum o semprevivi sono piante succulente robustissime, che resistono al freddo e si coltivano con niente. I consigli dell'esperto

Comuni in natura lungo le coste rocciose delle pendici alpine, i semprevivi (Sempervivum) hanno da tempo attirato l’attenzione dei vivaisti più lungimiranti, come Massimo Bruatto, dei Vivai della Pegia: coltivarli è un ottimo “investimento”, e vediamo subito perché.

1 Cosa si intende per “semprevivi”?

Sempervivum atlanticum
Sempervivum atlanticum in fiore.

Sono piante succulente rustiche appartenenti alla famiglia delle Crassulacee e ai generi Sempervivum e Jovibarba. Devono il nome alla straordinaria resistenza alle condizioni avverse per cui riescono a sopravvivere in pochissima terra e in siccità estreme. Tale capacità è dovuta ad adattamenti anatomo-fisiologici di cui le foglie succulente - che fungono da “magazzino” idrico - e la forma a rosetta - che si richiude su se stessa per proteggere la gemma centrale - sono i più evidenti. Si distinguono circa 40 specie distribuite dalle montagne dell’Europa sud-orientale fino ad Anatolia e Caucaso; una sola (S. atlanticum) è nordafricana. Trattasi però di entità variabili per cui si incontrano numerose forme e ibridi naturali, che si mantenersi grazie alla semplice riproduzione asessuata; inoltre la selezione orticola ha prodotto centinaia di varietà differenti.

2 Come vengono utilizzati per tradizione?

È invalsa in tutta Europa l’abitudine di coltivarli sui tetti delle case: a essa si deve il nome S. tectorum, dato da Linneo alla specie più diffusa. Ed è sempre la stessa varietà coltivata, riprodotta e diffusa dall’uomo, della quale non si conoscono però i progenitori naturali. Pare che la tradizione derivi da un capitolato di Carlo Magno, il quale, forse rifacendosi a credenze pagane che ritenevano la pianta capace di proteggere le case dai fulmini, ordinava ai sudditi di coltivarli sui tetti. Del resto in molte lingue europee il loro nome popolare è “barba di Giove”, divinità avvezza a maneggiar saette.

3 Come si possono altrimenti impiegare?

Per esempio in giardino in tutte le posizioni dove la poca terra disponibile impedisce la coltivazione di piante più esigenti. Le fessure tra le pietre di un roccioso o di un muretto a secco rappresentano un habitat ideale: ben presto formano grossi cuscini decorando con i loro vividi colori primaverili. Sono poi molto adatte al vaso, in quanto la succulenza fa sì che non richiedano particolari cure. Il grande numero di varietà offre ampia scelta per colori e dimensioni, e diventa facile e stimolante accoppiarle a contenitori di foggia, tinte e materiali diversi. Poi basta lasciarsi andare con la fantasia… qualunque luogo dove ci sia poca terra è adatto! Un vecchio ceppo, le fessure di una scala in pietra, un angolo del cortile in ghiaia o di un lastricato in pietra, un coppo rovesciato, alla sommità dei pilastri del cancello, e così via, occorre solo fissare in qualche modo la pianta perché non venga trascinata via dalla prima pioggia.

Sempervivum grandiflorum muretto
Su un muretto a secco Sempervivum grandiflorum arrossato durante l'inverno.

4 A quali ambienti si adattano?

Tutte le forme hanno le stesse esigenze colturali: posizioni soleggiate e terreni ben drenati. Però sono piante di montagna, non troppo tolleranti dei forti calori estivi, che le possono danneggiare soprattutto quando anche le temperature notturne rimangono elevate. Per coltivarle sui balconi cittadini o nelle regioni italiane più calde è preferibile scegliere un’esposizione a est o sud-est, ripararandole dal soleggiamento pomeridiano.

5 Che tipo di substrato desiderano?

Sono estremamente frugali: in natura colonizzano terreni estremamente magri, poveri di sostanza organica, pietrosi. Si può preparare un substrato adatto miscelando in parti grossolanamente uguali terriccio universale e ghiaietto, o altro materiale drenante inerte.

Sempervivum neve
Un Sempervivum sotto la neve: non ha problemi!

6 Quanta importanza ha il drenaggio?

Un buon drenaggio è l’unica condizione che deve essere assolutamente rispettata per coltivarle. Cercate di piantarli in luoghi con un minimo di pendenza, miscelando ghiaia o altro materiale grossolano al terreno oppure sopraelevandoli dal suolo con pietre posizionate intorno al colletto. Quest’ultima precauzione è importante qualora si coltivino in piena terra, magari sul fronte di aiuole, come bordura. In questi casi è bene eseguire una pacciamatura con ghiaia o ciottoli in modo da evitare che durante le piogge le rosette vengano riempite di terra, cosa che le condurrebbe presto a marcescenza.

7 Temono il caldo e la siccità?

Quello che temono veramente è la mancanza di escursione termica tra il giorno e la notte: sono i mesi più caldi i momenti in cui occorre prestar loro maggiori attenzioni. Sono piante di montagna, abituate a notti piuttosto fresche, anche se durante il giorno la temperatura può essere molto elevata. Oltre a scegliere un’esposizione a levante, può essere buona regola dare una veloce innaffiatura (una doccia fresca) verso sera, per rinfrescarli. Se coltivate in vaso, durante l’estate occorre sempre garantire un minimo di umidità del substrato: un’eccessiva disidratazione può impedir loro di traspirare facendoli andare in ebollizione e causandone la morte per “colpo di calore”.

Sempervivum arachnoideum
Sempervivum arachnoideum

8 Vanno protetti durante l’inverno?

Assolutamente no, sono piante rustiche in tutti i nostri climi, anche in quelli più freddi e si possono tranquillamente lasciare all’aperto esposte a ogni tipo di intemperanza climatica. Anzi, gli splendidi colori primaverili che le rendono così accattivanti e decorative sono il risultato di una risposta fisiologica alle basse temperature invernali, per cui la clorofilla viene trasformata in altri pigmenti colorati. A primavera, con la ripresa vegetativa, le foglie sono brillanti, mentre tendono a sbiadire e, in alcune varietà, a perdere le tonalità rosse durante l’estate.

9 In vaso di quali cure necessitano?

Come contenitori sono da preferire quelli bassi e larghi, indipendentemente dal tipo di materiale, dotati di foro di drenaggio. Il substrato deve essere magro, drenante, ottenibile miscelando ghiaietto a terriccio universale o a buona terra di campo. Durante la stagione vegetativa le irrigazioni devono essere garantite, abbondanti ma distanziate l’una dall’altra, in modo che il terriccio possa asciugare e non si creino ristagni (evitate i sottovasi!). Poiché vanno coltivate all’aperto: spesso è sufficiente il provvidenziale temporalino per dar loro quanto basta. Non richiedono concimazioni né rinvasi, possono andare avanti per anni nello stesso contenitore crescendogli addirittura intorno, fino a farlo scomparire. In estate non fate prendere loro troppe ore di sole.

Sempervivum 'Emerald Giant'
Sempervivum 'Emerald Giant'

10 Quali le specie e varietà più spettacolari?

La nostra flora offre S. calcareum, endemico di Alpi Marittime e Appennino Ligure, molto elegante per le foglie grigie con la punta rossa, e S. arachnoideum, più diffuso, che deve il nome alla fitta rete di peli ragnatelosi bianchi che ricoprono le sue rosette, proteggendole dall’eccessiva insolazione e conseguente disidratazione. Tra le cultivar, la più grossa è S. ‘Emerald Giant’, le cui rosette verde brillante possono arrivare a 15-20 cm di diametro; poi S. ‘Apple Blossom’, con foglie lievemente tomentose, rosse all’esterno e sfumate in rosa verso l’interno, un vero boccio di melo; S. ‘Lady Kelly’, di una delicatissima tonalità violetta. Poi ci sono quelli rossi, S. ‘Dyke’, S. ‘Carmen’, S. ‘Granat’, S. ‘Hart’, più aranciato, e S. ‘Black Mountain’, con la base delle foglie verde oliva e quelli blu-grigi S. ‘Blue Boy’ e S. ‘State Fair’. Infine ci sono le forme mostruose, con crescite anormali, forse a causa di mutazioni o di virosi, come S. ‘Oddity’, con le foglie a imbuto, e S. ‘Weirdo’ dalla crescita irregolare, asimmetrica, e quelle crestate, quale S. ‘Fuzzy Wuzzy’, la cui crescita avviene su di un’unica linea anziché radialmente.

Sempervivum 'Apple Blossom'
Sempervivum 'Apple Blossom'

Una curiosità sui Sempervivum

Mentre non si conoscono usi alimentari dei semprevivi che, se pur non velenosi, non devono essere particolarmente saporiti, nelle farmacopee tradizionali regionali viene descritto l’uso del succo fogliare come emolliente e lenitivo in caso di ferite, punture di insetti, contusioni e altri problemi della pelle; per uso interno anche come astringente e diuretico. Più di recente la ricerca medica ha riconosciuto loro proprietà antiossidative e antibatteriche.

(di A. Calanchi, da Giardinaggio n. 7-2004)

Per approfondire

PIANTE GRASSE
In casa e sul balcone
32419 - Ultima modifica: 2020-06-25T20:25:09+02:00 da Elena Tibiletti
Sempervivum, l’indistruttibile grassa a rosette - Ultima modifica: 2020-07-18T07:35:57+02:00 da Elena Tibiletti